RICOSTRUZIONE AL PALO

Il premier Conte in zone sisma: «c’è impegno ma non si fanno magie»  

Esordio ad Amatrice: «subito a lavoro su dl, non siete soli»  

Redazione PdN

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AMATRICE. Nessuna promessa "altisonante", realismo condito da sorrisi e strette di mano: la prima uscita del premier Giuseppe Conte è in linea con la presentazione che lo stesso capo del governo aveva fatto di se stesso incassando il primo incarico al Quirinale, quello di essere "un avvocato difensore del popolo". Ed è nelle zone colpite dal sisma del Centro Italia che Conte, dopo il G7, sceglie di fare il suo esordio italiano, assicurando che già da domani il governo sarà al lavoro per valutare modifiche al decreto terremoto varato il 29 maggio scorso e atteso in Aula nei prossimi giorni. Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, Pescara del Tronto: Conte, in maniche di camicia, attraversa le 4 principali località distrutte. Depone cuscini di fiori, prega nella chiesa di Amatrice, incontra i residenti, tiene un vertice con il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, il sindaco facente funzioni Amatrice Filippo Palombini, il commissario al terremoto Paola De Micheli, l'ex sindaco amatriciano Sergio Pirozzi. E, sin dall'inizio, cerca di sfrondare da ogni derivazione politica la sua visita. "Non sono qui per parlare degli altri, la ricostruzione sarà molto complessa", sottolinea a chi, ad Amatrice, gli fa notare come, nei due anni del post sisma, molti errori siano stati fatti. Ma per il premier, non è questo il teatro di annunci roboanti.

"Qui non si fanno magie, non ho affermazioni altisonanti da fare, se sono qui è per ascoltare, per un gesto doveroso di attenzione e solidarietà", spiega ai cronisti. I residenti, incuriositi da un premier fino a qualche giorno fa sconosciuto, sembrano apprezzare. Conte non si sottrae alle loro rivendicazioni, a chi gli dice che, quella del governo giallo-verde "è l'ultima spiaggia" per le zone del sisma. Ad Accumoli, ad un certo punto, un'anziana signora lo chiama da lontano, dall'altura dove si trova la sua casetta. "Venga qui, non faccia come gli altri, qui vivono gli extracomunitari di Accumoli", urla la signora Mirella. Conte, ritardando ulteriormente il suo programma, accetta l'invito. E la signora Mirella, salutandolo, si commuove.

"Mi chiedono un gesto di speranza, alcune persone sono molto anziane e sperano di poter morire vedendo ricostruita la propria casa. Io sono qui perché non si sentano soli", sottolinea il premier al quale viene chiesto di poter permettere anche ai non residenti di poter costruire una casetta nel proprio terreno. E, tra le priorità sottolineate al premier, c'è anche quella di dividere, all'interno del cratere, la tempistica degli interventi, a seconda del livello di distruzione. Conte ascolta, ma resta prudente. "Non c'è solo un problema finanziario ma serve una semplificazione burocratica", spiega, rispolverando un cavallo di battaglia del M5S. E che abbia curato la visita nei dettagli lo si vede anche dal fatto che, ad accoglierlo al suo arrivo a Amatrice, non ci sia Zingaretti, che lo aspetta invece nell'edificio del Comune. Una scelta, sembra, voluta da Palazzo Chigi per evitare una sovrapposizione mediatica tra il governatore del Pd e il premier.