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Abruzzo al voto. Forza Italia occupa Consiglio: «ricorso al Tar se voto dopo 2 dicembre»

«Alle urne prima del 2 dicembre»  

Redazione PdN

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ABRUZZO. I consiglieri di Forza Italia Mauro Febbo, Lorenzo Sospiri e Paolo Gatti questa mattina hanno occupato la sala del Consiglio regionale. A 40 giorni dalle dimissioni di Luciano D’Alfonso vogliono che il presidente vicario Giovanni Lolli comunichi la data certe delle elezioni. Secondo loro la legge è chiara e gli abruzzesi dovranno andare alle urne entro il 2 dicembre. Stessa richiesta arriva anche dalla lega che domani sarà in piazza a Pescara per protestare.

 La presidente della Corte d’Appello Fabrizia  Francabandera non scioglierà il nodo entro questa settimana e i tempi incerti stanno agitando centrodestra e grillini.

 

Anche perchè l’assise consiliare costa alle casse regionali 465 mila euro al mese e se si dovesse andare a votare a marzo 2019 «butteremmo al vento ben 2.790.000 di euro senza produrre nulla», contesta il centrodestra.

«Il presidio in aula», hanno avvertito i tre consiglieri d’opposizione, «andrà avanti fino a che non avremo un confronto con il presidente Giovanni Lolli per conoscere la data delle elezioni indicata dal presidente della Corte d’Appello».

 

A stretto giro è arrivata la replica di Lolli che, almeno dalle dichiarazioni, non sembrava disposto a nessun incontro. Poi qualcosa deve essere cambiato perchè ha convocato gli occupanti alle 14.30 a Palazzo Silone.

Probabilmente non usciranno fuori notizie eclatanti e di sicuro non rivelerà (così come chiesto da Febbo&co) i contenuti dell’incontro con Francabandera.

Poco prima dell’invito ai consiglieri di centrodestra proprio Lolli aveva detto: «la correttezza istituzionale e l'impegno assunto nei confronti del Presidente della Corte d'Appello, Fabrizia Ida Francabandera, vincolano rigorosissimamente, in questa delicata fase istituzionale, il mio comportamento nelle vesti di Presidente vicario della Regione Abruzzo».

 

«NON DIRO’ NULLA»

Dunque in attesa dell'incontro previsto per la prossima settimana e a seguito della richiesta di Francabandera di esaminare attentamente la documentazione e i pareri che la Regione le ha consegnato, Lolli aveva detto che «non devo, non posso e non voglio violare in alcun modo la procedura avviata, anticipando o confidando a chicchessia informazioni, date o comunicazioni di sorta, prima che il confronto con la Presidente della Corte d'Appello si sia concluso».

Il presidente vicario, spiega poi che le norme prevedono una procedura rigorosa e in questa fase «riservata al confronto tra gli organi istituzionali competenti».

Dunque «non è prevista alcuna condivisione con partiti, gruppi politici, sindaci, enti, associazioni o singoli cittadini; tantoppiù se una sollecitazione o addirittura una 'pretesa' viene avanzata da un luogo istituzionale provocatoriamente occupato».

Poi, però, ha cambiato idea. Ma come detto ben poco dirà perchè, sono sempre parole di Lolli «riterrei gravissimo e offensivo, verso le prerogative della dottoressa Francabandera e mie, condividere informazioni o 'sapere cosa ci siamo detti' in un incontro che è stato doverosamente riservato come sempre è successo in casi del genere. Naturalmente la data delle elezioni verrà fissata a breve e in quel preciso istante a tutti gli abruzzesi ne verrà data comunicazione».

 

«SONO LOLLI E DI PANGRAZIO A DOVER DECIDERE»  

 «Si continua a nascondersi dietro alla decisione della Corte d’Appello», hanno detto Febbo, Gatti e Sospiri, «quando la dottoressa Francabandera non ha nessuna responsabilità sulla decisione della data delle prossime elezioni regionali. Il compito di decidere la data delle elezioni è in capo al vice presidente Lolli che sentito il Presidente del Consiglio regionale Di Pangrazio hanno il dovere di proporre una data plausibile nei termini previsti dalla Legge elettorale, Statuto e norme vigenti.

 

 

A FINE INCONTRO

Il centrodestra ha ribadito la sua linea del voto subito e che non sussistono impedimenti di sorta.

E’ emerso che la settimana prossima Lolli avrà l'incontro definitivo con il Presidente della Corte d'Appello e solo allora si saprà la data.

 «Abbiamo ribadito come per Forza Italia», hanno detto i consiglieri, «il termine ultimo dovrà essere non oltre il 2 dicembre. Su questa data Lolli ha riferito di pareri diversi. Superare il 2 dicembre significherebbe andare alle vie giudiziarie, infatti nel caso non verranno accolte le nostre richieste siamo pronti nel presentare un ricorso al Tribunale amministrativo. Inoltre ribadiamo che se siamo soddisfatti sul piano istituzionale per l'incontro odierno sul piano politico siamo profondamente amareggiati e preoccupati. Sono passati 5 mesi dalla acclarata incompatibilità dell'ex Presidente D'Alfonso e 40 giorni dal decreto di scioglimento del Consiglio e ancora non abbiamo una data vera delle elezioni».