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Megalò 2, il sindaco continua a dire no: «non può realizzarsi sulla scorta di vecchi atti»

Genio Civile ha annullato le ordinanze di divieto a costruire

Redazione PdN

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CHIETI. « La posizione della Regione e del Genio Civile mi sembra chiarissima: Mirò-Megalò 2 si può fare».

Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio torna sulla vicenda dopo l’annullamento delle ordinanze di divieto a costruire Megalò 2 deciso dal Genio Civile.

Nei giorni scorsi l’ingegner Vittorio Di Biase, responsabile del Genio Civile di Pescara, ha disposto la revoca della cessazione dei lavori di Mirò, comunemente chiamato Megalò 2.

A fine gennaio  il progettista dell’opera, l’ingegnere Domenico Merlino, ha comunicato al Genio Civile di aver eseguito le opere di messa in sicurezza idraulica e di averle collaudate.

Il 5 febbraio si è svolto invece il sopralluogo del Genio Civile che 14 giorni dopo hanno dato il via libera. I lavori possono ripartire ma con prescrizioni.

La società costruttrice, ovvero la Sile subentrata alla Sirecc, deve assicurare «l'efficienza e la manutenzione di tutte le opere di difesa idraulica dell'area commerciale a propria cura e spese e «deve anche dotare le paratie di chiusura dei varchi stradali di ulteriori guarnizioni di base per garanzia di una migliore tenuta delle strutture realizzate».

Dopo le reazioni contrarie di ieri, adesso interviene anche il sindaco Umberto Di Primio: «non accetto lezioni da chi usa facili populismi né tantomeno chi si erge ad accusatore dimostrando, invece, incompetenza e arroganza. Al Movimento5Stelle faccio presente che il Comune di Chieti già si è espresso in merito ai permessi riguardanti la realizzazione di Megalò 2 che l’Ente ritiene non più produttivi d’efficacia»

«Altrettanto chiaro», continua il sindaco,  «mi sembra lo scaricabarile nei confronti del Comuni di Chieti e Cepagatti. Come sempre, come più volte ho avuto modo di dire, non essendo iscritto né al partito dell’integralismo ambientale, né dell’opportunismo politico, se tutto è in regola non vedo come possa l’Ufficio Urbanistica del Comune, piuttosto che il SUAP, dare un diniego».

Il sindaco ricorda che una cosa sono le opere di sistemazione dell’area ai fini della sicurezza idraulica, altro sono gli atti autorizzativi ai fini delle edificazioni. Non indifferente, affinché possa finalmente farsi chiarezza, è la vicenda giudiziaria ancora pendente innanzi al TAR.

Il Comune di Chieti già si è espresso in merito ai permessi a costruire che l’Ente ritiene non più produttivi d’efficacia. Pertanto, salvo diverse determinazioni, che non spetta prendere né al Sindaco, né al Comune, il progetto di cui si parla «non può realizzarsi sulla scorta di vecchi atti», sottolinea il sindaco.

«Per parte mia ritengo che quel progetto, così come qualsiasi altro che riguardi quell’area o altre della Val Pescara, dovrebbe essere rivalutato in ragione delle diverse condizioni socio-economiche che viviamo e persino delle differenti condizioni di mercato rispetto al momento – era la fine degli anni ’80 – in cui venivano proposti e approvati i PRUSST».