IL FATTO

Dieselgate si allarga ad Audi, indagato Ceo Stadler

Germania richiama 238.000 auto, coinvolte 774.000 auto in Europa

Redazione PdN

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BERLINO. Un'ondata inarrestabile, è così che si presenta lo scandalo diesel in Germania: nello stesso giorno in cui il Ceo di Audi, Rupert Stadler, viene indagato dalla Procura di Monaco insieme ad un'altro membro del Cda nell'ambito dell'indagine sulla manipolazione del software sui gas di scarico, arriva l'annuncio di un maxi richiamo per Daimler di 238.000 auto in Germania che coinvolge in tutto 774.000 diesel in Europa.

Anche in questo caso la ragione del richiamo è simile: un sistema di emissione dei gas non conforme alla legge nei modelli delle auto diesel GLC 220D e C 220D. Nemmeno un mese fa l'amministratore delegato di Audi profetizzava: "la crisi diesel non è ancora passata" e pochi giorni dopo la motorizzazione tedesca disponeva un richiamo per circa 60.000 veicoli Audi. Ora lo stesso Ceo del marchio controllato dal gruppo Volkswagen è caduto nelle maglie della giustizia tedesca. Stamattina la sua abitazione privata è stata perquisita, e insieme a lui è stato indagato un'altro membro del Cda, come ha reso noto la procura di Monaco II.

A entrambi viene contestato il reato di frode e falso in atti d'ufficio. Si tratta, ancora una volta, dell'accusa di essere stati a conoscenza e di aver portato sul mercato veicoli diesel con un software che manipolava il controllo della soglia delle emissione di gas nocivi. Sale dunque a 20 il numero di accusati in Audi dal 2009 a questa parte. "Noi cooperiamo pienamente con l'autorità" ha reso noto un portavoce dell'azienda oggi.

Ma se le cose in Audi non vanno bene, in Daimler non vanno meglio: il ministro dei trasporti tedesco, Andreas Scheuer, ha comunicato di concerto con il Ceo di Daimler, Dieter Zetsche, dopo un colloquio di due ore, di avere disposto un maxi richiamo che coinvolge 238.000 auto in Germania e riguarda in tutto 774.000 auto diesel in tutta Europa.

Il presidente della confindustria tedesca (BDI), Dieter Kempf, non ha risparmiato critiche al managment del settore automobilistico nel suo insieme: "chi ha fatto errori deve chiamarli con il loro nome, scusarsi, ripararli, assumersi la responsabilità e quindi recuperare la fiducia dei clienti". Dopo la scoperta delle violazioni sulle emissioni, ha continuato Kempf "non vi nascondo che mi sarei aspettato un altro comportamento".