IL DRAMMA

Spara a ex moglie da notaio e si uccide, «temeva che lei aggredisse i suoi beni»

L’uomo viveva alle Canarie con la sua terza moglie

Redazione PdN

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UDINE. Sono attesi a Udine nelle prossime ore i parenti di Giuliano Cattaruzzi che ieri si è tolto la vita in uno studio notarile dopo aver ucciso la sua ex moglie Donatella Briosi, originaria di Pescara.

 

L'uomo, friulano, aveva avuto dalla prima moglie una figlia, che vive in Emilia Romagna e che dovrebbe arrivare oggi nel capoluogo friulano per le pratiche di rito.

Fallito il primo matrimonio, si era poi sposato a inizi anni '90 con la vittima, dalla quale non aveva avuto figli.

Naufragato anche questo matrimonio, Cattaruzzi si era dunque sposato in terze nozze con una donna di origini africane, con cui viveva alle Isole Canarie, e dalla quale ha avuto un bambino di 8 anni.

Donatella Briosi, invece, era giunta in Friuli negli anni '90, da Pescara dove era nata e dove è rimasta fino a circa 20 anni d'età.

In Abruzzo vive oggi un fratello che è in contatto con gli inquirenti da ieri, il cui arrivo in Friuli è previsto prossimamente.

Non è ancora stata fissata la data dell'autopsia sui due corpi, ma è presumibile che l'esame venga effettuato lunedì prossimo.

Intanto si è invece appreso che a svolgere l'autopsia sarà il medico-legale Carlo Moreschi e che questa avverrà nella forma giuridica garantita.

 

IERI LA FOLLIA OMICIDA

 Ieri la follia omicida: l’uomo ha sparato all'ex moglie, due colpi esplosi a bruciapelo, alla schiena e alla nuca. Poi ha rivolto il revolver a tamburo calibro 38 contro se stesso e si è tolto la vita.

Il tutto è successo in centro a Udine, dove si trovavano per la compravendita di un immobile. L'uomo stava per vendere una casa di sua proprietà a Tarcento.

La casa era gravata da un'ipoteca di circa 80 mila euro posta dall'ex moglie che vantava nei suoi confronti un assegno divorzile.

Gli ex coniugi sembravano aver già raggiunto un accordo, solo da ufficializzare.

Nello studio del notaio c'erano per questo anche i loro legali, l'immobiliarista che aveva trattato la vendita e gli acquirenti, una famiglia - padre, madre e figlio poco più che maggiorenne - che avrebbe comprato la casa e un garage e un vicino interessato invece da un secondo box auto. Ma l'uomo, che viveva a Tenerife con una nuova, la terza, moglie sposata una decina d'anni fa e un figlio di 8 anni, temeva che l'ex consorte avrebbe potuto 'aggredire' il suo patrimonio anche dopo la vendita.

Così, secondo quanto ricostruito dalla Procura e dalla Polizia, che conduce le indagini, avrebbe maturato il proposito di compiere l'omicidio-suicidio.

«Non si è trattato di un femminicidio legato a questioni passionali, è un fatto dovuto a un movente puramente economico», ha confermato in serata il Procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo dopo che nell'abitazione di Tarcento la Polizia ha trovato alcune lettere in cui esprimeva le sue preoccupazioni e preannunciava che avrebbe compiuto un gesto che gli sembrava l'unica soluzione ai suoi problemi.

Uno dei colpi esplosi dall'uomo contro l'ex moglie ha colpito di striscio la sua avvocatessa, ferendola solo superficialmente.

Un altro proiettile è rimbalzato a terra finendo tra due libri sulla scaffalatura della parete alle spalle degli acquirenti, che sono corsi spaventati in strada.