IL FATTO

Rapina in villa, modalità atipiche e tracce: è caccia alla banda

Indagini anche su colpi analoghi

Redazione PdN

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LANCIANO. È caccia aperta alla banda che ha massacrato i coniugi Martelli dopo il ritrovamento, la notte scorsa, in località Serre di Lanciano, di una delle auto della famiglia, una Fiat Sedici, a bordo della quale i quattro banditi che hanno massacrato di botte il chirurgo Carlo e la moglie Niva Bazzan, si sono allontanati dopo due ore di violenze.


Ora gli investigatori stanno analizzando le analogie con precedenti rapine violente compiute nella stessa zona nell'ultimo anno.

E' questo uno degli elementi cardine delle indagini sull'aggressione, avvenuta all'alba di domenica, tra le 4 e le 6, avvenuta dopo che i banditi avevano fatto irruzione nella villa in cerca di una inesistente cassaforte.

«È stato come un film dell'orrore - ha detto Carlo Martelli dal suo letto d'ospedale parlando con i giornalisti - io e mia moglie eravamo convinti che saremmo stati fatti fuori, per questo non ho pensato cosa conservare in mente per poi riferirlo. L'assalto dei rapinatori è stato fatto con una violenza di principio, stile militare».

«Una violenza spropositata», ha detto il questore di Chieti, Ruggiero Borzacchiello.

Parole che pronuncia anche la moglie di Martelli, mutilata a un orecchio da uno dei quattro malviventi: «Ciò che sto vivendo è molto sproporzionato ed esagerato, mi sembrava come se fossi dentro un film. Ho pensato che sarei morta».

Intanto sul fronte indagini la Polizia sta visionando decine di filmati di telecamere pubbliche e private presenti a Lanciano per avere indizi sugli autori dell'efferata rapina.

Per prelevare denaro in alcune banche usando il bancomat dei coniugi i rapinatori hanno usato un'altra auto della famiglia, una Yaris.

In azione oggi anche il gabinetto scientifico della polizia di Ancona i cui agenti hanno proseguito le verifiche nella villa e sulle due auto; utilizzato anche il Luminol e altri innovativi esami di laboratorio.

La Polizia è concentrata sui prelievi effettuati in alcune banche di Lanciano con due carte di credito del dottor Martelli di cui l'uomo ha fornito i codici pin ai banditi.


Una "atipicità", questa delle carte di credito, secondo il questore di Chieti, Borzacchiello, «che non rientra nei canoni della malavita».

In merito all'indagine, coordinata dal procuratore capo di Lanciano, Mirvana Di Serio, che non ha rilasciato commenti sulle fasi investigative, stamani si è tenuto in Procura un summit a cui hanno partecipato uomini dello Sco di Roma, della Questura di Chieti e del Commissariato di Lanciano.


Al termine il dirigente della Squadra Mobile di Chieti, Miriam D'Anastasio, ha spiegato che si tratta di «indagini complesse, ma andiamo avanti alla ricerca di utili indizi».

La Polizia ritiene di dover approfondire le analogie con una precedente sanguinaria rapina avvenuta il 26 marzo a San Vito Chietino, a 10 chilometri da Lanciano, quando un commerciante 73enne di generi alimentari e tabacchi fu pestato a sangue e uno dei quattro rapinatori gli tagliò con un coltello l'indice della mano destra. Gli altri recenti colpi all'esame degli investigatori sono stati compiuti lo scorso 4 agosto a Paglieta, il 24 aprile ad Atessa, il 3 ottobre 2017 a Guardiagrele, il 5 settembre 2017 a Santa Maria Imbaro.

Tutti casi irrisolti.