IL FATTO

Chiude il Teatro Marrucino: dalla Regione niente fondi all’ente “nemico”

Aria di ritorsione: Di Primio non lo dice ma continua ad accusare la giunta regionale

Redazione PdN

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CHIETI. Il teatro Marrucino chiuderà il 29 settembre perchè non ci sono fondi. La Regione doveva pagare 500mila euro che non sono arrivati.

 L’ente controllato dal Comune di Chieti in grosse difficoltà. Protesta il primo cittadino, Umberto Di Primio.

Cosa hanno in comune l’ente pubblico che gestisce il Marrucino ed il Comune amministrato da Di Primio?

L’orientamento politico: centrodestra, per la precisione, cioè l’opposizione rispetto al governo attuale della Regione.

Il mancato finanziamento crea indubbiamente problemi agli amministratori di centrodestra e questo è diretta conseguenza di una scelta o ritardo dell’ente amministrato dal centrosinistra.

Una ritorsione? Chissà.

Un modo di amministrare fortemente intriso di faziosa appartenenza politica?

Chi può dirlo.

Di certo ci sono alcuni precedenti che tornano alla mente e aprono nuovi scenari e impongono altre domande.

 

Oggi in conferenza stampa Umberto Di Primio (ad oggi ancora possibile candidato presidente alle prossime regionali) ha annunciato che Sabato 29 settembre 2018, dopo che il Teatro Marrucino avrà ospitato i numerosi appuntamenti della “Notte dei Ricercatori”, «chiuderà i suoi battenti a causa dei mancati trasferimenti economici da parte della Regione».

 «Ad oggi - fa sapere il sindaco Di Primio affiancato dal presidente del CdA, Cristiano Sicari, e il direttore amministrativo, Cesare Di Martino – nonostante le promesse a più voci dei rappresentanti politici regionali - il presidente D’Alfonso prima e l’Assessore Paolucci e il presidente reggente Lolli dopo - manca il trasferimento economico di 500.000 euro da parte della Regione Abruzzo in favore del Teatro Marrucino che, vista l’oggettiva difficoltà, non può più garantire il suo funzionamento.  Senza questi fondi – evidenzia il Sindaco – ovvero 300mila euro di contributi ordinari e 200mila euro legati agli eventi del Bicentenario, il finanziamento comunale di circa 400mila euro non è sufficiente a garantire la sopravvivenza del Teatro, pregiudicando inoltre lo stesso stanziamento economico (a consuntivo) da parte del Mibact per la realizzazione delle opere liriche. Un danno di enorme portata per l’intera regione e per la produzione culturale italiana».

 

Di Primio parla solo del “peccato” e non del peccatore, del problema e non della causa del problema, così non parla apertamente di ritorsione, nè di ripicca ma non spiega nemmeno perchè le promesse pubbliche della giunta regionale non siano state mantenute e quali ragioni reali vi siano alla base.

Tutto rimane sospeso e misterioso.

Non parla nemmeno di “incapacità” degli avversari.

In conferenza stampa è sfuggito un «cavillo burocratico» che sarebbe alla base del problema e così la “Regione veloce” si incaglia e inciampa proprio sui finanziamenti al Marrucino.

 «Non si può sottostare alle promesse di un governo regionale che non è in grado di mantenere quel che dice non solo ai cittadini ma alle Istituzioni», ha aggiunto il sindaco.

 

NEL 2016 LE ACCUSE A D'ALFONSO PER LE PRESSIONI SULL'ACA 

Se le ragioni di questo disagio reali o presunte non si chiariscono, nel 2016 lo stesso Di Primio  in una assemblea pubblica, quella dei sindaci dell’Aca che dovevano rinnovare il consiglio di amministrazione, denunciò in maniera più chiara  pressioni della Regione per condizionare il voto. E in quella circostanza fu certamente più esplicito.

 Ne nacque anche una inchiesta archiviata senza troppo clamore. Anche su questo Di Primio non ha mai parlato pubblicamente nè accusò di pressioni e interferenze D’Alfonso sui giornali o altri della sua maggioranza molto attivi per mettere determinate persone nel cda di Aca (persino dopo l’incredibile tentativo di inserirvi Leombroni).

 

Vi è traccia però nei verbali di quella inchiesta del 2016 nei quali il sindaco di Chieti disse:

 «Quanto alle votazioni, personalmente ho sentito alcuni colleghi Sindaci per chiedere loro la disponibilità a sostenere la conferma dell’amministratore unico e da parte di alcuni di essi mi sono sentito rispondere che non se la sentivano di mettersi contro la Regione. In particolare il sindaco di Fara Filiorum Petri, pur ribadendomi il suo apprezzamento per l’operato di Di Baldassarre, nell’ultima telefonata intercorsa tra noi, il giovedì prima del voto, mi ha riferito che, in una riunione della sua maggioranza, alcuni componenti della stessa gli avevano consigliato di non mettersi contro la Regione poiché vi erano in corso richieste di finanziamento da parte del Comune. Inoltre, dichiarandomi il suo stupore per la cosa, mi ha riferito che lo stesso Presidente della Regione lo aveva invitato ad un incontro proprio per parlargli dell’Aca quel giovedì prima del voto».

 

Una sorta di reverenza verso chi sembra avere potere indiscriminato per decidere sui finanziamenti pubblici i quali, in teoria, dovrebbero rispettare criteri oggettivi per essere assegnati.

 

«Altro episodio che posso riferire», aggiunse Di Primio, «sempre perché comunicatomi da altra persona, ovvero dal Consigliere del Comune di Pescara Marcello Antonelli, è che la sera del giovedì prima dell’assemblea, il sindaco di San Giovanni Teatino Marinucci di San Giovanni Teatino è stato visto salire su un’auto della Regione, guidata, parrebbe, dall’autista di D’Alfonso».

Pressioni, interferenze  vere o presunte, influenze politiche tutte lecite perchè  l’inchiesta venne archiviata e nel frattempo all’Aca passò la linea dettata dalla giunta dalfonsiana e con questa gli uomini da questa indicati.