SOTTO SHOCK

Rapina in villa: donna mutilata: «ho pensato di morire»  

Non è stato possibile riattaccare il lobo. Condizioni in moderato miglioramento

Redazione PdN

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LANCIANO. «Ciò che sto vivendo è molto sproporzionato ed esagerato, mi sembrava come se fossi dentro un film. Ho pensato che sarei morta. Ho provato sensazioni di confusione, disperazione, mai di rabbia, per quanto stava accadendo. Spero di liberarmi presto da questa paura per tornare a una vita normale senza incubi e non sentirmi condizionata dal ricordo».

E' quanto ha riferito oggi per la stampa, affidando le sue parole all'addetto stampa della Asl Lanciano-Vasto Chieti Licia Caprara, Niva Bazzan, la moglie del dottor Carlo Martelli cui ieri uno dei 4 rapinatori ha tagliato parte del lobo dell'orecchio destro con una roncola.

La donna, che dovrebbe essere dimessa domani, è attualmente ricoverata all'Unità coronarica dell'ospedale Renzetti di Lanciano. La donna, inoltre, è stata accompagnata attorno a mezzogiorno a far visita al marito ricoverato in chirurgia.

Sono stati minuti di dolore ed emozione, vedendo anche il marito col viso totalmente tumefatto, nel ricordo della cruenta rapina avvenuta nella loro villa di contrada Carminello di Lanciano.


«E' stato come un film dell'orrore quanto accaduto e provo una grande sofferenza interiore e se ci ripenso ogni tanto mi viene da piangere», ha confermato Carlo Martelli stamane nel letto di degenza del reparto chirurgia incontrando i giornalisti.

«Io e mia moglie eravamo convinti che saremmo stati fatti fuori per questo non ho pensato cosa conservare in mente per poi riferirlo. L'assalto dei rapinatori è stato fatto con una violenza di principio, stile militare. Tornerò in quella casa perché è la mia casa ed è confinante con l'abitazione della mia famiglia di origine. Se avessi la possibilità di prendere misure di difesa di certo non acquisterei mai un'arma per sparare a qualcuno per difendermi. Non ne sono capace. Una pistola la prenderei solo per fare il tiro al piattello. Se avessi avuto in casa una pistola in quelle condizioni entrambi legati mani e piedi, certo non avrei potuto prenderla e se l'avessero trovata probabilmente sarebbero stati loro a sparare a noi. L'unico malvivente che ha parlato, con un discreto accento italiano, era sanguinario e il più violento di tutta la banda. E' stato lui a tagliare l'orecchio a mia moglie dopo avermi tirato l'ennesimo pugno che mi ha tramortito per questo non ho visto il momento dell'amputazione e solo successivamente quando mi sono ripreso ho visto il sangue zampillare dal viso di mia moglie. Un altro dei rapinatori è stato invece più gentile avendo preso una bottiglia d'acqua e due bicchieri per poterci dissetare. Io non l'ho presa perché non riuscivo a deglutire mentre mia moglie è stata imboccata da lui».


Secondo i medici i coniugi  sono in cauto miglioramento. Lo si evince dal bollettino emesso dall'ospedale di Lanciano.

Le condizioni cliniche sono migliorate stabilmente rispetto a ieri.


Ovviamente - si legge nel bollettino - la prognosi resta riservata perche' sono necessari ulteriori accertamenti strumentali che saranno eseguiti nelle prossime ore, mirati a verificare soprattutto il danno alla colonna cervicale non scevro da rischi di complicanze. La moglie Niva Bazzan e' ricoverata in Unita' coronarica per il monitoraggio di parametri vitali in considerazione del forte stress psicofisico subito. Al momento non sono emerse alterazioni di rilievo.

Si sta valutando l'opportunita' di altri accertamenti nella giornata di domani.

Per quanto attiene al danno al padiglione auricolare, non e' stato possibile procedere alla ricostruzione anatomica per la lesione lacera prodotta durante l'aggressione e per via del lembo in avanzata necrosi.