LA SCOPERTA

Chieti, scavi archeologici in piazza San Giustino: «presto saranno visibili»

Saranno coperti con un tessuto non tessuto

Redazione PdN

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CHIETI. L’assessore ai Lavori Pubblici, Raffaele Di Felice, questa mattina ha effettuato un sopralluogo definitivo in piazza S. Giustino a conclusione degli scavi preventivi richiesti dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio d’Abruzzo.

La scoperta è stata fatta a fine agosto quando un arco in mattoni di non precisata epoca di appartenenza è emerso durante gli scavi per i lavori di riqualificazione della piazza.

Un ritrovamento che riconsegna a Chieti altri reperti di un patrimonio rimasto per secoli sotto terra.

Si è trattato di una vera sorpresa per la squadra che scava : infatti l'analisi geofisica G.p.r. (ground penetration radar) redatta nel mese di maggio dal geofisico Fabio Colantonio e concordata con il Comune e la Sovrintendenza di Chieti, aveva evidenziato la presenza strutture urbanistiche nel sottosuolo paragonabili a dei portici e pavimentazioni.

Ad una profondità di oltre 1 metro è emersa una porzione di arco: in gran parte sotterrato, si intravede un vano con una volta a botte alta circa 9m e larga 6m.

Sono poi state le rilevazioni affidate all'archeologhe della Soprintendenza a stabilire a che epoca è databile il ritrovamento.

  

Di Felice ha incontrato Rosanna Tuteri, responsabile del settore Archeologia della Soprintendenza, l’architetto Gianfranco Scatigna, progettista incaricato dal Comune di Chieti, insieme all’architetto Augusto Capone, dei lavori di riqualificazione della piazza nell’ambito del Bando Periferie, nonché gli archeologi Sabatino Letta, Paola Riccitelli e Maria Di Iorio, queste ultime incaricate dal Comune di Chieti di effettuare gli scavi.

 

Su richiesta della Soprintendenza, lo scavo prospiciente il Palazzo di Giustizia verrà, al momento, protetto con una membrana di “tessuto non tessuto” prima di procedere alla ricopertura.

Quanto all’area a ridosso della cripta della cattedrale, dove è stata rinvenuta una cisterna presumibilmente ottocentesca, è intenzione dell’Amministrazione Comunale procedere al suo recupero per renderla attrattiva da un punto di vista turistico culturale e inserirla nel progetto di riqualificazione della piazza.

 

«In queste settimane – afferma l’assessore Di Felice - sono state effettuate tutte le indagini preventive richieste dalla  Soprintendenza. Nel progetto di recupero della piazza è nostra intenzione inserire la valorizzazione degli ambienti ipogei rinvenuti, dando mandato, in tal senso, ai tecnici di renderli accessibili al pubblico. L’obiettivo è, altresì, quello di ritrovare e mettere in luce il mosaico presumibilmente di epoca romana la cui presenza è stata segnalata dai georadar durante i rilievi effettuati nei mesi scorsi. Saranno, questi, ulteriori elementi di attrattività di Chieti, che, fin dall’antichità, è stata riconosciuta come città ricca d’acqua grazie alle sue tante cisterne, le terme romane e  le sue fonti. Nostro intento è, dunque, quello di immaginare un possibile percorso nella “città dell’acqua” mettendo in rete la Chieti sotterranea».