DESTINAZIONE FINALE

Ex Cofa, D’Alfonso fa marcia indietro: «l’area resta pubblica ma al privato per 50 anni»

Antonelli: «ennesimo esercizio di annuncite»

Redazione PdN

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PESCARA. La proprietà dell’Ex Cofa resterà pubblica ma concessa al privato per un periodo così lungo da sembrare infinito a confronto con il ciclo della vita umana.

Insomma sarà proprio come una vendita a tutti gli effetti solo che sulla carta la proprietà rimane al pubblico.

Lo ha confermato ieri pomeriggio il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, durante il consiglio comunale straordinario richiesto dal centrodestra proprio sulla vendita dell’area a pochi passi dal ponte del mare.

Le dichiarazioni del presidente governatore, però, sembra non collimare con la delibera numero 372 approvata dalla giunta regionale, lo scorso 4 giugno, che aveva fatto saltare sulla sedia il centro destra.

Si tratta del Piano delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare disponibile. Lì era stato inserita tra gli altri beni da mettere in vendita,  anche il complesso dell’ex Cofa di Pescara, 25mila metri quadrati, per un valore stimato di 13 milioni di euro.

Nello stesso atto si precisava che la procedura di dismissione e valorizzazione è da ritenersi sospesa in virtù dei contenuti della delibera di giunta regionale del 4 novembre 2014, ovvero, presumibilmente, per i vincoli imposti dal Piano Difesa Alluvioni che determinarono il parere negativo espresso dal Genio Civile in sede di approvazione del Piano Particolareggiato 2, Zona Portuale, al cui interno ricade l’ex Cofa.

Nonostante l’occasione, non c’è stato spazio per fare chiarezza e trasparenza vera sull’argomento. D’Alfonso tra accenni a denunce, procure, inchieste, slogan e soliti messaggi criptici ha forse anche detto che la Corte dei Conti avrebbe posto dei vincoli alla cessione dell’area così come strutturata, per cui il presidente-senatore è riuscito ad aggirarli con una concessione del solo uso molto lungo, talmente tanto lungo da poter spingere il privato a fare investimenti comunque.

Insomma se si compra un terreno e si costruiscono appartamenti l’imprenditore lucra sulla vendita o sugli affitti degli alloggi, poco importa se il terreno non è suo ma a lui concesso per un periodo così lungo da permettergli un guadagno  comunque...

Tra i punti fermi ribaditi da D’Alfonso, dunque, la proprietà formale pubblica con la concessione lunga al privato, ma anche «destinazione pubblica con zero iniziativa privata» ha detto chiaramente, il che contrasta con la concessione lunga (il privato che ci guadagna se non costruisce nulla?).

D’Alfonso ha anche spiegato che lo stesso criterio si sta utilizzando per “alienare” molti altri beni pubblici come «il manicomio di Teramo che produce 35mln di euro di investimenti perchè il tempo  lungo della concessione lo permette. Non c’è passaggio di proprietà ma c’è uso per molto tempo».

 

Tra i vari accenni D’Alfonso ha anche precisato: «se ci sono manine -che io non ho patito- che negli apparati regionali vogliono provare a monetizzare, fin quando ci sarò io non accadrà che le manine prevalgano. Non sto invocando le manine dei dossier ma sappiate che se non si perde tempo abbiamo la possibilità di mettere a segno i risultati. I funzionari tendono a fare il compito non interpretano l’ambizione di una città ed un territorio».


 

«IL MIGLIOR PROGETTO POSSIBILE»  

A più riprese il presidente D’Alfonso ha rassicurato la pubblica opinione circa la volontà di conferire la proprietà dell’ex Cofa al Comune al fine di garantire il miglior progetto possibile «da scuotimento intellettuale migliore»  e il perseguimento dell’interesse pubblico, ipotizzando anche «un combattimento di idee di professionisti, di imprenditori sani, bambini, ordini professionali e qualche competenza nazionale e internazionale» (architetto urbanista Stefano Boeri e architetto Renzo Piano) e «un monumento dell’iniziativa pubblica».

Da D’Alfonso, ieri, anche l’invito a consiglieri di maggioranza e minoranza, di avanzare proposte per una zona che potrebbe essere fondamentale per la città e il suo sviluppo.

Secondo Marcello Antonelli, capogruppo di Forza Italia, però,  non ci sarebbero tracce di effettive laboriosità tese a determinare davvero la migliore scelta per la comunità abruzzese: «è andato in onda l’ennesimo esercizio di annuncite che affligge da sempre la sinistra. Appare evidente e preoccupante, pertanto, l’assoluto contrasto tra le dichiarazioni pubbliche degli amministratori e i contenuti dell’ultima delibera regionale, poiché la procedura di dismissione è solo sospesa, ma potrebbe essere riavviata d’ufficio in presenza di una rimodulazione in positivo del Piano Difesa Alluvioni, attività incorso e, forse, ormai prossima alla sua definizione».

Il centrodestra ha presentato, ed è stato approvato con 15 voti su 17,  un ordine del giorno, che invita il sindaco e la giunta comunale a chiedere formalmente al Presidente e alla Giunta regionale la modifica parziale dei contenuti della delibera di giunta, cassando dall’allegato C il bene ‘Complesso ex Cofa viale Giovanni XXIII Pescara’ e privilegiando, pertanto, la scelta di mantenere la proprietà pubblica dell’area.