LA PROTESTA

Asl Chieti, lavoratori incontrano Flacco: «basta sfruttamento lavoratori esterni»

Chiesto rispetto contratto nazionale

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

215

 

CHIETI. Chiedono alla Asl di Chieti-Lanciano-Vasto di porre fine, con controlli serrati, allo sfruttamento dei lavoratori che operano nelle ditte esterne che si occupano dei servizi negli ospedali.

L'Unione Sindacale di Base è tornata a protestare sotto la sede della Asl teatina.

Il dg Pasquale Flacco li ha incontrati, ha ascoltato le loro ragioni ed ha annunciato che giovedì prossimo ci sarà un incontro con i dirigenti per chiarire tutte le zone d'ombra delle esternalizzazioni.

 

Il sindacato ha voluto puntare l’attenzione sulla condizione lavorativa di centinaia di lavoratori impiegati nei servizi appaltati da ASL2 Lanciano-Chieti-Vasto alle aziende esterne.

La maggior parte di loro ha contratti di lavoro da 11 o 14 ore: «l’organizzazione del lavoro è pessima, i salari che percepiscono sono al di sotto della soglia di povertà, vengono comunicati i loro turni solo due giorni prima della fine del mese, impedendo di fatto qualsiasi possibilità di organizzarsi una vita serena con le proprie famiglie. Eppure tutti i lavoratori delle ditte esterne hanno un ruolo fondamentale per il funzionamento della sanità pubblica svolgendo mansioni di supporto al personale ASL, ma avendo dei contratti che offrono loro minori tutele. Soprattutto i salari: più bassi del 30-40 % per cento rispetto ai loro colleghi con le stesse qualifiche».

Da mesi stanno portando avanti questa vertenza cercando di coinvolgere la direzione generale di ASL2 che fino ad ora «aveva colpevolmente sottovalutato il problema».

 

 

La ASL nei mesi scorsi aveva già assicurato che avrebbe avviato i controlli sul rispetto dei CCNL e dei Capitolati d’appalto. Da mesi le promesse sono cadute nel vuoto.

«Le condizioni di lavoro restano le medesime, molte aziende continuano a far ricorso indisturbate all’orario supplementare molto oltre il limite concesso dai CCNL e nessun cambiamento c’è stato nella pubblicazione della turnistica», hanno denunciato i lavoratori.

Intanto c’è un ricorso continuo all’utilizzo dei procedimenti disciplinari per quei lavoratori che hanno deciso di alzare la testa.

«Paradossalmente, chiunque cerchi di far rispettare lo statuto dei lavoratori o la costituzione repubblicana si trova Costantemente a doversi difendersi da accuse ingiuste ed a rischiare addirittura il proprio posto di lavoro», raccontano.

«In questa situazione ASL2 (l’azienda committente), che appalta la gestione dei servizi che costano alla cittadinanza decine di milioni di euro, se ne lava le mani o fa finta di non vedere. Invece di controllare e svolgere un ruolo da garante del rispetto delle regole, consente l’imbarbarimento delle condizioni di lavoro e l’attacco alle libertà sindacali».

Il 22 maggio l’Unione Sindacale aveva inviato una richiesta di accesso agli atti alla ASL per sapere a quanto ammonti il numero di lavoratori impiegati nelle ditte appaltatrici, a quante le ore supplementari utilizzate dalle aziende, per verificare il rispetto dei Capitolati e dei CCNL. 

«Abbiamo chiesto trasparenza ad una azienda pubblica che dovrebbe farne un suo cavallo di battaglia. Dal 22 maggio quindi non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Come se informazioni riguardanti questi appalti dovessero restare nascoste», chiudono i lavoratori.