FOGNA IN MARE

Acque inquinate, sindaco Alessandrini indagato. E lui avverte: «no a psicosi»

Sotto indagine gli sversamenti a Fosso Vallelunga

Redazione PdN

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PESCARA. Il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, è indagato dalla Procura di Pescara per sversamenti d’acqua a Fosso Vallelunga, piccolo torrente omonimo che sfocia nel tratto di spiaggia di Villaggio Alcyone.

A darne notizia oggi è il quotidiano Il Centro. Il reato contestato è quello di inquinamento delle acque.

Ad innescare l'inchiesta potrebbe essere stati diversi esposti che negli anni non sono mancati da parte di residenti, ambientalisti e associazioni varie.

L'ultima risale ad aprile scorso, quando Armando Foschi di “Pescara Mi Piace”, raccogliendo le segnalazioni di alcuni cittadini, lanciò l'allarme sulla presunta presenza di acqua rossastra sul lungomare sud, all’altezza di Fosso Vallelunga.

 

Da anni il tratto di litorale antistante Fosso Vallelunga è oggetto di continui e ripetuti divieti temporanei di balneazione. L'ultimo risale al 13 giugno scorso, provvedimento revocato poi dopo due giorni a seguito delle analisi dell’Arta che hanno certificato la scomparsa dell’inquinamento.

 

A giugno dello scorso anno nuove polemiche sulla balneabilità del tratto di mare in seguito alle analisi positive dell’Arta e alcune segnalazioni di strani sversamenti fognari.

Anche l’anno scorso i dati di fosso Vallelunga erano molto negativi ma il Comune per rassicurare i balneatori preconizzò un miglioramento e la successiva cancellazione del divieto, cosa che avvenne puntualmente.

Era aprile e la Regione Abruzzo aveva pubblicato la delibera prevista per legge che indica i punti in cui i divieti di balneazione devono essere posizionati attraverso calcoli sulle analisi sul lungo periodo e tracciando una media.

Affinchè i divieti vengano tolti occorre però una serie di analisi positive per un periodo congruo e lungo.

Su Fosso Vallelunga la Regione Abruzzo aveva decretato uno stop temporaneo nella zona antistante  (per 520 metri a nord e 480 a sud).

Qui la situazione era andata via via peggiorando: dal 2010 al 2013 la qualità dell’acqua era ‘buona’,  nel 2014 e 2015 ‘sufficiente’ e già nel 2016 ‘scarsa’.

Sono stati fatti anche dei lavori ma le segnalazioni di sversamenti sono continuate.

Per il Comune si trattò di un malfunzionamento di un pozzetto.

E’ anche vero che dentro fosso vallelunga venivano sversati da sempre le fogne di quella parte della città e la cosa era a conoscenza anche degli enti pubblici.

Ora la maggior parte finisce convogliata ai depuratori ma alcuni scarichi diretti continuano a preoccupare e a creare conseguenze negative per la qualità del mare.

 

 «PIENA FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA»  

Alessandrini non si è scomposto più di tanto dopo aver scoperto di essere indagato e fa sapere di aver chiesto per il tramite del suo avvocato di essere sentito il prima possibile «per rendere ogni chiarimento a chi indaga, sempre consapevole del fairplay professionale, perché l’accertamento penale si fa in tribunale e non altrove».

 

Il fosso è anche uno dei punti di campionamento Arta per la stagione estiva, tenuti costantemente sotto stretto controllo, che l’anno scorso era partito con qualità di acque scarse e divieto temporaneo di balneazione, mentre quest’anno, in virtù del lavoro fatto e delle analisi svolte in precedenza, è stato riclassificato dalla Regione, con conseguente rimozione del divieto di balneazione. Dati peraltro confermati anche dai risultati degli ultimi prelievi comunicati oggi.

 

«Ho già fatto predisporre dagli uffici», spiega ancora Alessandrini, «un’accurata relazione che descrive gli interventi fatti dal 2014 ad oggi su quel tratto di lungomare e lungo il corso del Fosso Vallelunga, in grado di spiegare e chiarire lo stato dell’arte. Ricordo anche che in quella zona sono stati recentemente svolti lavori anti allagamento da noi voluti per risolvere un problema endemico, nonché i lavori di bonifica del fosso, che dopo tanti anni di attesa siamo stati noi i primi ad attivare quando ci siamo insediati e che ad oggi risultano fermi per esigenze segnalateci dagli ambientalisti, rispetto ai tempi di riproduzione di alcune specie volatili che lì hanno nidificato. Li riprenderemo appena possibile».

 

LA PREVISIONE

Il sindaco conferma la sua «piena fiducia nella magistratura», e si augura che «si possa chiarire il prima possibile una situazione su cui ci siamo attivati da anni e che viene costantemente monitorata, basti pensare alle odierne analisi Arta che hanno ribadito la conformità delle acque di balneazione nella zona antistante Fosso Vallelunga».

Alessandrini si lancia anche in una previsione: «mi dispiace che qualcuno per ragioni di bassa politica, vorrà descrivere la situazione in termini deformati, infischiandosene della realtà dei fatti e rischiando di alimentare psicosi che non hanno ragion d’essere, con potenziali ripercussioni sull’estate che oggi inizia e che vogliamo vada avanti senza allarmi e paure».

 

L’ALTRA INCHIESTA

Alessandrini ha a suo carico anche un’altra accusa, quella di omissione in atti d'ufficio per non essere intervenuto subito con provvedimenti idonei a contrastare l'inquinamento del mare a fine luglio 2015.

Con lui nell’indagine ci sono anche l’allora vice sindaco Enzo Del Vecchio (oggi segretario di D’Alfonso alla Regione) e il dirigente comunale Tommaso Vespasiano che hanno chiesto il rito abbreviato.

 

E’ stato invece archiviato il procedimento per falso a carico dei tre perché l'ordinanza sul divieto di balneazione, datata 3 agosto 2015 ma in realtà redatta due giorni prima, non è stata mai ufficialmente resa nota alla cittadinanza. Lo stesso sindaco ammise di aver retrodatato il documento «in buona fede»  

L'inchiesta ruota attorno alla rottura della condotta del depuratore che determinò lo sversamento in mare di 30mila metri cubi di liquami e l'ordinanza del 3 agosto 2015. L'accusa sostiene che quest’ultima fu tardiva rispetto al momento in cui gli amministratori erano stati messi al corrente della non balneabilità delle acque.