INTERROGATORI

Inchiesta Rigopiano: anche i politici indagati si smarcano sulla carta valanghe

La prossima settimana saranno ascoltati D’Alfonso e Mazzocca

Redazione PdN

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PESCARA. I tecnici scaricano le responsabilità sui politici e i politici si tirano fuori: dagli interrogatori sull’inchiesta di Rigopiano emerge che nessuno sia responsabile per la mancata stesura della Carta di localizzazione dei pericoli di valanga.

 

In questi giorni la Procura sta ascoltando i 14 indagati nell'ultima tranche dell'inchiesta sulla tragedia dell'Hotel di Farindola travolto da una valanga. Stamattina non si è presentato l'ex presidente Ottaviano Del Turco che presenterà una memoria. 

Ieri i dirigenti regionali, davanti al procuratore Massimiliano Serpi e al pm Andrea Papalia, hanno scaricato le responsabilità sulla parte politica spiegando che loro avessero in realtà poco margine di manovra.

Al tempo stesso l’ex vice presidente della giunta regionale, Enrico Paolini, ha invece detto di non avere possibilità di azione quandò sostituì Del Turco (arrestato): il Consiglio regionale era sciolto e lui poteva occuparsi solo dell’ordinaria amministrazione.

E oggi alcuni degli indagati ascoltati hanno proseguito su questa linea.

 

«Mi potevo occupare solo dell'ordinaria amministrazione e, quindi, non potevo fare progetti o programmare», ha detto l'ex assessore regionale Mimmo Srour, con delega alla protezione civile dal 4 agosto 2008 al 19 gennaio 2009.

Il suo legale Piergiorgio Merli, alla fine dell’interrogatorio ha detto ai giornalisti: «spero che sia stata chiarita la posizione del mio assistito perche' era legata soltanto a questi quattro mesi. Eravamo nel periodo della Giunta Del Turco, dove c'erano stati gli arresti e, quindi, le dimissioni non soltanto del presidente, ma anche di alcuni assessori. Srour ha potuto lavorare soltanto per quella che era l'ordinaria amministrazione e le eventuali emergenze che si fossero presentate. E poi nessuno gli ha mai posto problemi o, comunque, nessuno della struttura amministrativa gli ha avanzato il problema della Carta valanghe».

 

E’ stato ascoltato anche Tommaso Ginoble, assessore regionale con delega alla Protezione civile dal 29 aprile 2005 all'11 marzo 2008 ma al momento non si conosce la sua linea difensiva.

«L'onorevole ha risposto con serietà a tutte le domande poste. Nel merito non diciamo nulla, penso che questa inchiesta meriti un riserbo e una pacatezza assoluti. Per rispetto della serietà e gravità dell'inchiesta, non prendiamo una posizione che potrebbe essere riduttiva della complessità delle varie posizioni», ha detto il  legale Tommaso Navarra.

Intanto si è appreso che, a causa del concomitante sciopero degli avvocati, gli interrogatori del presidente della giunta regionale Luciano D'Alfonso e del sottosegretario con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca, potrebbero slittare rispettivamente al 28 e al 29 giugno.