L'INCHIESTA

Pescara intossicazione bimbi: finito l’idillio tra Comune e Cir Food. Cuzzi: «li caccerei  a calci»

Venuta meno la fiducia per i comportamenti tenuti dalla ditta dopo i fatti  

Redazione PdN

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 ABRUZZO. La fiducia è venuta meno. I toni si sono fatti aspri, duri e, a tratti, categorici.

E’ finito l’idillio tra Cir Food e la giunta Alessandrini che, in passato, non era sembrata poi così critica verso la ditta che ha vinto per la seconda volta un appalto con un ribasso del 15%.

Un secondo appalto che è arrivato dopo l’inchiesta della magistratura che ha dato vita ad un processo, ancora in corso per presunta corruzione sulla prima gara.

Il Comune si è costituito parte civile, eppure, questo atto, non sembrava aver scalfitto la fiducia delle parti in gioco.

Dopo la paura di pochi giorni fa e l’intossicazione di oltre 200 bambini  le cose sono diverse. Verrebbe da dire che si ragiona con la pancia più che con la testa, del resto quello è l’epicentro più colpito.

«Anche senza aver accertato responsabilità», è arrivato a dire l’assessore Giacomo Cuzzi, «a seguito delle condotte successive ai fatti il rapporto fiduciario, per quello che mi riguarda,  si è consumato. Lo dico da zio di due bambine di cui una è stata male, anche se non è andata all’ospedale. Se dipendesse da me io li caccerei a calci domani mattina».

Cercando di capire da dove arrivasse tanto impeto si è appreso che la ditta avrebbe commesso alcuni passi falsi e sgarbi non graditi dalla giunta.

Il primo è stato il comunicato stampa di ieri in cui si cercava di spostare l’attenzione sull’acqua erogata nelle scuole, un argomento dialettico «senza fondamento scientifico», che ha creato forte allarmismo e ripercussioni, tanto che a scuola oggi molti presidi hanno vietato l’uso dell’acqua.

 Il secondo sgarbo è stata una lettera di Cir Food arrivata in mattinata in Comune con la quale si annunciava di voler effettuare analisi in proprio sull’acqua nei plessi scolastici e nei centri cottura.

«Il custode dei centri cottura (Cir Food) visitati dai Nas», ha spiegato il sindaco Marco Alessandrini, «chiedeva di poter effettuare campionamenti in autonomia. Vorrei ricordare che ci sono delle regole da seguire, magari anche quelli del codice penale», riferendosi all’inopportunità di avanzare una richiesta del genere, visto che le regole in caso di indagini penali sono chiare in questo caso: vietato contaminare la scena, vietato effettuare analisi senza la presenza di tutte le controparti.

 

CENTRI COTTURA SOTTOPOSTI A SEQUESTRO E 4 INDAGATI

Infatti da oggi gli indagati che fanno capo alle ditte che gestiscono il servizio mense parteciperanno con propri periti alle analisi ordinate dalla procura su campioni di cibo, acqua, tamponi ai dipendenti e altri utensili utilizzati.

Forse anche per questa mossa ardita e poco astuta i centri cottura sono stati posti sotto sequestro, dunque inaccessibili a tutti.

Gli indagati salgono a quattro, tra cui Chiara Nasi, presidente di CirFood, che gestisce il servizio di refezione scolastica in ati con BioRistoro Italia.

I reati ipotizzati sono adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive, di natura colposa, e lesioni colpose.

In particolare il decreto di sequestro riguarda i «centri cottura di Pescara rispettivamente in via Fonte Romana, via Lago di Borgiano, via Milano, nonché, a campione, i contenitori per acqua potabile presso i locali di refezione scolastica dei plessi relativi agli istituti comprensivi di Pescara 1, 2, 4, 5 e 8»

 

CONTROLLI SULL’ACQUA CI SONO

Il sindaco Alessandrini ha poi precisato -molto più pacatamente di Cuzzi- che il Comune ha effettuato periodicamente le analisi sull’acqua dei plessi scolastici, i controlli sono agli atti e saranno acquisiti dalla procura. Non vi sarebbero avvisaglie di contaminazioni serie anche se il Campylobacter normalmente nelle analisi non viene cercato, dunque è impossibile dire se ci fosse.

Per quanto riguarda il contagio che viene dall’acqua, l’istituto Zooprofilattico ha spiegato che è molto improbabile.

Il batterio può essere veicolato dall’acqua ma questa deve avere determinate condizioni (di scarsa qualità come quella nei paesi sottosviluppati) non quella dove addirittura c’è sovrabbondanza di cloro e risulta potabile, come a Pescara.

Anche per queste ragioni “scientifiche” il comunicato di Cir Food di ieri ha sortito il malcontento emerso oggi in conferenza stampa.

 C’è pure da dire che se l’acqua fosse stata contaminata, il batterio non si sarebbe limitato ai plessi scolastici ma si sarebbe propagato.

L’Aca, con Lorenzo Livello, ha ribadito il fastidio di essere stati accusati dalla ditta senza alcun fondamento e senza alcuna pezza d’appoggio. 

 

RISULTATI ANALISI DECISIVE

Le analisi sono iniziate oggi ed i primi risultati saranno resi noti entro lunedì prossimo.

L’obiettivo è quello di capire se i campioni sottoposti ad analisi chimica batteriologica  siano contaminati e se sì da cosa.

Se si dovessero trovare agenti diversi dal Campylobacter potrebbero scattare sanzioni ma mancherebbe la prova che il focolaio del contagio sia partito dai cibi o dalle mense.

Nel caso in cui il batterio sarà trovato, allora, scatteranno persino analisi sul genoma del Campylobacter stilando la sequenza numerica del Dna che dovrà combaciare con quello ritrovato nei bimbi infettati.

A quel punto ci sarà la certezza matematica che quel batterio, con quel dna, è partito dai cibi serviti ed è finito nei bimbi.

In questo caso storia chiusa.

Se dalle analisi non dovessero emergere indicazioni in questo senso sarà difficile, se non impossibile, ricondurre responsabilità in capo alla ditta.

 

SOSPENSIONE DELLE ISCRIZIONI  

Intanto la giunta oggi ha stabilito -come richiesto- la sospensione delle iscrizioni al servizio mensa a partire da ottobre prossimo.

Per ora si attende per cercare di dare qualche certezza in più ai genitori: ci sarà il servizio mensa l’anno prossimo e da chi sarà gestito?

Per ora è impossibile dirlo.

Sebbene si lavori per un nuovo appalto i tempi sarebbero lunghi e non sarebbe nemmeno così facile rescindere il contratto con Cir food in mancanza di prove concrete.

Per cui l’attesa in questi casi è d’obbligo.

Dopo lunedì, con i risultati in mano, sarà molto più semplice trovare soluzioni.

Per ora, dunque, nessuna certezza su nulla.

A decidere tutto saranno le analisi.