TRAGEDIA FAMILIARE

Tragedia del viadotto. Poliziotti increduli hanno visto la bimba cadere

Sconvolti gli amichetti di Ludovica e gli studenti della professoressa Angrilli

Redazione PdN

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CHIETI. Una ricostruzione difficoltosa, quella che gli inquirenti stanno portando avanti per far luce sul gesto compiuto da Fausto Filippone, l'uomo di 49 anni che ieri si e' ucciso gettandosi da un viadotto sulla A 14 a Francavilla al Mare dopo estenuanti trattative con le forze dell'ordine, dopo aver fatto precipitare dallo stesso viadotto la figlia Ludovica di 10 anni.

 

E' quanto emerso dalla conferenza stampa tenuta questa mattina a Chieti dal questore Francesco Palumbo e dal dirigente della Squadra Mobile, Miriam D'Anastasio.

Sui corpi di Filippone, della figlia e della moglie Marina Angrilli, insegnante di lettere al liceo scientifico di Pescara, la procura di Chieti ha disposto che vengano effettuate le autopsie.

Gli inquirenti stanno cercando di appurare anche se la morte della Angrilli sia da attribuire ad un gesto compiuto dal marito poche ore prima di gettare la figlia dal viadotto.

La donna e' morta in ospedale dopo essere caduta da una finestra di un appartamento al terzo piano a Chieti Scalo dove ieri mattina, insieme al marito, si era recata per un sopralluogo con l'intenzione di affittarlo agli studenti.

 

L’ARRIVO DELLA POLIZIA

E lì la tragedia. La polizia di Chieti nella tarda mattinata è intervenuta dopo che era stata segnalata la presenza di una donna che si trovava a terra, dopo essere caduta da un balcone del secondo piano di un palazzo, da un’altezza di circa 10 metri.

La donna è stata immediatamente trasportata in ospedale ed è stata identificata come Marina Angrilli, classe 1966 di Pescara, giunta in gravissime condizioni nella struttura sanitaria.

Nel corso del pomeriggio, intorno alle ore 16.00, la donna è deceduta per le lesioni riportate.

Non si sa cosa abbia fatto Filippone tra la caduta della moglie e il momento in cui alle 13 - come ricostruisce la polizia - sono giunti al 113 diverse segnalazioni da parte degli utenti in transito sulla A14, direzione Sud, con cui è stata comunicata la presenza di un’autovettura ferma sulla carreggiata del Viadotto Salento.

Sembra che l’uomo abbia prelevato la figlia, Ludovica Filippone, 10 anni, di Chieti, dai nonni, abbia parcheggiato la macchina e duecento metri dal viadotto e poi si sia arrampicato: la polizia quando è intervenuta li ha visti «entrambi seduti sopra la barra superiore del guard rail, immediatamente a ridosso della rete di recinzione».

Poco dopo, sotto gli occhi sgomenti del «personale della polizia di Stato», l’uomo ha lanciato la bambina dal viadotto, «facendola rovinare a terra da un’altezza di circa 50 metri».

Dopo sette ore per cercare di dissuaderlo, l’uomo si è lanciato nel vuoto anche lui, ed è morto.

A chi ha provato a polemizzare con le forze dell’ordine per non essere intervenute per verificare le condizioni della bambina, la polizia ha chiarito che non aveva purtroppo alcun senso: il corpo era privo di vita, come ha valutato anche il magistrato sul posto.

 

Solo l’autopsia potrà svelare se la bimba sia stata sedata, come pure alcuni pensano.

Il questore Palumbo ha smentito la notizia trapelata nelle ultime ore secondo cui da una tasca di Filippone, in bilico sulla rete, sia caduto un foglio con  dei nomi.

In realta' quel foglio era di un appartenente delle forze dell'ordine

 

STUDENTI SOTTO SHOCK

E questa mattina tanto dolore e incredulità c’erano nella scuola elementare di via Del Concilio di Pescara, dove Ludovica Filippone, la bimba di dieci anni, frequentava la quinta elementare.

I suoi compagni di classe non sono andati a scuola e per tutta la settimana sono state sospese le attivita' ludiche e ricreative.

La bandiera e' a lutto.

«Ludovica», la ricorda la dirigente scolastica Valeriana Lanaro, «era una bimba splendida, molto dolce e brava. Era portata per le arti».

«E' un momento molto particolare e silenzioso», aggiunge la preside.

«Il pensiero degli amichetti di Ludovica che non la vedranno piu' e' molto forte e intenso. E' un dramma nel dramma e, quindi, ancora piu' forti sono le emozioni. Non conoscevo personalmente i genitori perche' sono dirigente della scuola dallo scorso settembre. Mi hanno parlato di una famiglia molto attenta. I genitori seguivano la bimba. Questo e' un epilogo drammatico inatteso, che ha sorpreso tutti».

«Era solare come tutti i bimbi. Era bravissima», dice di Ludovica Rocco Masci, vicepreside dell'Istituto Comprensivo 8 di Pescara.

«L'ho conosciuta, perche' il prossimo anno avrebbe frequentato la scuola media Tinozzi e aveva chiesto di poter studiare il pianoforte o il clarinetto. Quindi, ho avuto modo di conoscerla in occasione delle prove attitudinali. Dal voto che ha preso sarebbe stata ammessa alla classe di clarinetto. Partecipava al coro della scuola. a un concorso che si e' tenuto a Caramanico si e' esibita come solista con una canzone di Arisa».

 

INCREDULITA’ ANCHE AL LICEO DA VINCI

Un minuto di silenzio anche al Liceo Leonardo da Vinci di Pescara, alle 12, in memoria di Marina Angrilli.

«Gli alunni - riferisce all'ANSA il preside Giuliano Bocchia - sono turbati e sconvolti. Abbiamo fatto una riflessione pedagogica anche con il supporto di uno psicologo nelle tre classi dove insegnava la professoressa Angrilli dai più piccoli ai più grandi per aiutare ad elaborare il dolore e a capire la complessità della vita».

La riflessione ha avuto come tema centrale quello di far riflettere sull'importanza dell'azione iniziata dall'insegnante e domani alunni e professori hanno deciso, riferisce ancora il preside, di confermare la visita al borgo marinaro di Pescara, un progetto di riscoperta delle tradizioni promosso proprio dalla professoressa Angrilli.

«Un'insegnante che esigeva il massimo dagli alunni perché sapeva quanto valessero e voleva tirare fuori il meglio da loro. Allegra e gioviale - la ricorda il preside Bocchia - e nell' ultimo periodo di buon umore. Nulla da lei traspariva o faceva presupporre quello che sarebbe potuto accadere. Voleva molto bene alla figlia e ne parlava spesso».

 

«NON C’ERANO PROBLEMI»  

Stando a quanto riferisce la polizia dopo le prime attività investigative svolte, l'uomo non risultava esser affetto da patologie in genere ed, in particolare, da problemi psichici.

Gli accertamenti svolti sinora hanno evidenziato che non esistevano problematiche di rilievo, o che possano giustificare i gesti compiuti, all’interno del nucleo famigliare.

L'unico recente episodio si riferisce al decesso della madre di Filippone a cui lo stesso era particolarmente legato e che, in qualche modo, poteva averlo destabilizzato senza peraltro che lo stesso abbia esternato importanti segni di sofferenza.

 

«FAMIGLIA SENZA PROBLEMI»

«Una famiglia senza problemi, con una vita normale. Sentendo familiari e vicini non sono emersi elementi che possano far pensare a problemi familiari o liti».

Così è stata descritta durante la conferenza stampa a Chieti la famiglia di Fausto Filippone.

«Era una famiglia perbene», ha detto il questore, Vincenzo Palumbo. La settimana scorsa la famiglia aveva partecipato alla cena di fine anno dello sci club Aterno di Pescara che frequentava da cinque anni. «Erano sereni - racconta il presidente, Mattia Giansante - e Ludovica era particolarmente soddisfatta per aver ritirato la coppa per le gare vinte a fine corso di sci».