IL CANTIERE

Società chimica Bussi avvia cantiere per produzione Pac

Redazione PdN

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BUSSI. Non si è fatto in tempo a far partire le bonifiche per le varie discariche che già la chimica torna ad essere protagonista a Bussi sul Tirino, il sito industriale elettrochimico più antico d'Italia.

A riaprire i battenti è la Società chimica Bussi (SCB) che oggi ha avviato il cantiere per la realizzazione dell'impianto per la produzione di Pac (Cloruro di poli-alluminio )

per la depurazione delle acque.

A fare gli onori di casa sono stati Domenico Greco e Donato Todisco.

Il nuovo sito sorgerà su quello storico di Bussi Officine, messo in sicurezza con un intervento curato dalla stessa società.

L'investimento complessivo ammonta a 25 milioni di euro, di cui 15 provenienti da un finanziamento nazionale erogato da Invitalia.

Proprio il 31 marzo scorso la società controllata del ministero del Tesoro ha dato il via libera al Contratto di sviluppo che è all'origine dell'investimento in materia di depurazione delle acque. «Il rilancio di questo sito è in mani affidabili», ha esordito il vicepresidente Lolli della cerimonia di avvio dei lavori del nuovo insediamento.

«Il via libera di Invitalia è la conferma che la proposta di investimento messa su da SCB è credibile e soprattutto ha le gambe per reggersi. La scommessa messa in campo dalla società non è di poco conto, anzi conferma la precisa volontà di riportare il sito di Bussi agli albori iniziali. Per troppo tempo - ha sottolineato Lolli - abbiamo associato il nome di Bussi alla discarica dei veleni; l'azione in termini di investimento su ricerca e innovazione ad ampio raggio che ha in mente la SBC conferma invece che questo sito storico dell'industria abruzzese e italiana ha tutte le carte in regole per risorgere».

E, in questo senso, il piano industriale di SBC si muove su tre fasi: una prima, che è già stata conclusa, ha previsto un piano di investimento di 6 milioni di euro per la messa in sicurezza dell'assetto produttivo e delle maestranze con il nuovo impianto, partito alla fine di marzo, per la concentrazione di soda caustica e soprattutto con l'innovativo e potente impianto di Trattamento delle acque di falda.

La seconda fase del piano di investimento è quella partita stamane e prevede l'avvio dell'impianto Pac per la depurazione delle acque. L'obiettivo finale di questa seconda fase è raddoppiare la produzione ed avere un equivalente effetto sui livelli occupazionali.

La terza fase, prevista tra il 2021 e il 2026, prevede un ulteriore investimento di circa 20 milioni di euro per l'espansione nelle produzioni elettrolitiche e di chimica fine per applicazioni speciali. Contestualmente, è previsto l'avvio di una fase di sperimentazione, che verrà portata avanti insieme con la Regione Abruzzo, per lo sviluppo di prodotti e sistemi a base di idrogeno destinati ai mercati della depurazione delle acque e della mobilità sostenibile.