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Pasticcio conteggi voti: anche a L'Aquila si rischia l'anatra zoppa

D’Eramo: «è golpe giudiziario». Scontro innescato da riconteggio schede seggio Torrione

Redazione PdN

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L'AQUILA. Dopo Avezzano anche al Comune di L'Aquila potrebbe verificarsi la cosiddetta 'anatra zoppa’, cioè una maggioranza di centrosinistra in consiglio comunale con un sindaco di centrodestra.


Nel caso di Avezzano il problema è stato risolto con il passaggio di Udc e Lega nella coalizione guidata da Gabriele De Angelis.

Su L’Aquila sono trapelate indiscrezioni, da fonti dei legali che hanno presentato ricorso ai giudici amministrativi per conto del centrosinistra, secondo cui in seguito al riconteggio delle schede nel seggio del quartiere aquilano del Torrione, il centrosinistra potrebbe avere la maggioranza.

Un fatto che ha provocato la reazione su Fb del sindaco del capoluogo abruzzese, Pierluigi Biondi, al quale hanno risposto in una nota i due consiglieri di minoranza di Passo Possibile, Paolo Romano ed Elia Serpetti.

Durissime anche le parole del vice sindaco Luigi D’Eramo secondo cui sarebbe in corso «un golpe giudiziario che rischia di ribaltare la volontà degli elettori aquilani che, il 25 giugno scorso, in maniera netta e inequivocabile, hanno affidato il governo della città alla coalizione di centrodestra. Un atto che non può passare sotto silenzio e del quale informerò il futuro Ministro per l'Interno non appena verrà formato il nuovo Esecutivo nazionale».


«CI VEDIAMO NELLA MISCHIA»  

«La cosiddetta 'anatra zoppa' in salsa centrosinistra aquilano funziona così - spiega Biondi -. Sei convinto di vincere, tanto che sei sopra di 19 punti al primo turno, dopo che te ne sei mangiati 15 rispetto a un sondaggio di un mese prima. Al secondo turno prendi sette punti di distacco, segno di una chiara volontà popolare. A quel punto fai ricorso ai giudici amministrativi, nonostante l'errore palese di un presidente di seggio, che non viene tenuto in considerazione, perché non ti arrendi a dover mollare la mangiatoia. In pratica la via giudiziaria al potere, e chi se ne frega del voto dei cittadini. Di fatto vuoi l'inciucio o il condizionamento dell'attività amministrativa. Non avrai nessuno dei due: ci vediamo nella mischia, comunque vada», conclude il primo cittadino su Fb.

Romano e Serpetti, in una nota, replicano che «il sistema elettorale corrente prevede sì un sistema proporzionale con un correttivo maggioritario, ma anche un proporzionale puro nel caso in cui ci si dovesse trovare dinanzi ad una coalizione, perdente al secondo turno, che superi il 50% più uno al primo e che veda il secondo arrivato non superare il 40%. Pare essere questo il caso di L'Aquila, come di Avezzano, Lecce, Maddaloni, per citarne alcuni».

«Il livore dei toni del sindaco sull'argomento - è un altro passo della nota da loro diffusa - che trapela soprattutto dall'uso di termini forti come 'mollare la mangiatoia' non può diventare la metodologia con la quale si educano i cittadini alla Giustizia, figuriamoci se può allontanare lo spettro del populismo dilagante. Soprattutto se la 'mangiatoia' viene citata da un amministratore di lungo corso come lui nei confronti anche di consiglieri comunali - concludono - alla prima esperienza politico amministrativa come noi».