PAURA E SILENZI

Omicidio Neri. La segnalazione: «un uomo agitato parlava di Alessandro al telefono»

«La verità per Ale», grida la madre ma c’è poca voglia di parlare e tanta paura

Redazione PdN

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ABRUZZO.  Un corteo di oltre un centinaio di persone ha sfilato ieri sera sotto una fitta pioggia nelle vie centrali di Pescara per chiedere la verità sulla morte di Alessandro Neri, il 29enne di Spoltore ucciso a colpi di arma da fuoco e trovato morto giovedì 8 marzo in un canale alla periferia del capoluogo adriatico.

Ad organizzarlo è stata la madre del ragazzo, Laura Lamaletto, intervenuta insieme a parenti e amici.

«Cerco la verità per Ale - ha spiegato la donna - ma io penso che questa è la verità di tutti, di tutti i genitori che hanno figli. Pescara, ahimè, credo che a questo punto stia diventando una città che non ci piace. Io potevo farne a meno di questa cosa per Ale perché la verità sono sicura che verrà fuori, gli inquirenti lavorano in un certo modo, potevo fare a meno di questa cosa anche perché i miei figli sono ormai tutti fuori e non vivono più qui, ma non voglio abbassare, non voglio né omertà, né menefreghismo, quindi la verità è di tutti, è la verità di Ale, ma usatela tutti come la verità vostra».

Il corteo, aperto da un lungo striscione con la scritta 'Verità per Ale', dietro al quale c'era una gigantografia del volto del giovane, è partito da Piazza Repubblica, snodandosi lungo Corso Umberto I, Piazza della Rinascita, Piazza 1 maggio, fino alla Nave di Cascella, per poi tornare indietro e fermarsi a Piazza della Rinascita: vista la pioggia si è rinunciato ad accendere le fiaccole; la marcia è stata accompagnata da una serie di applausi. Più volte i partecipanti hanno scandito il diminutivo ('Ale, Ale') del nome della vittima. Molte delle persone presenti avevano in mano un foglio colorato con le scritte 'Verità', 'Giustizia', 'Verità per Ale'.

«I giovani sono il futuro di questo Paese, ma oggi non c'è meritocrazia. Dico ai politici di fare lavorare questi ragazzi per levarli tutti dalla strada. Diamo loro un futuro e una possibilità», ha detto Laura Lamaletto, «questo è un Paese per vecchi. Bisogna darsi da fare per cercare di dare lavoro ai nostri giovani, ma il lavoro non c'è. Io ho tre figli che sono dovuti andare fuori dall'Italia perché qui non hanno trovato un lavoro».



POCHE SEGNALAZIONI E TANTA PAURA

Da giorni la famiglia continua a lanciare appelli a chi sa di parlare ma fino ad ora è successo poco.

PrimaDaNoi.it da una settimana ha attivato un servizio di segnalazione anonimo che possa aggirare la tanta paura che regna, una cappa di omertà all’apparenza immotivata ed esagerata che, però, intimorisce e tappa la bocca alla verità.

Tra le poche segnalazioni giunte in redazione ce ne sono due che riportiamo.

Una dice: «La verità sta nella piazzetta di Villa Raspa, le persone sanno, ma hanno paura. La chiave della verità la troverete li».

Se abbiamo capito bene l’anonimo si riferisce proprio alla piazzetta dietro la chiesa dove si è svolta la commemorazione e dove Alessandro si incontrava con i suoi amici.

Di quale verità si parla?

Da cosa scaturisce tanta paura?


C’è poi una seconda segnalazione un pò più circostanziata (anche se non abbastanza) che, se risultasse vera, potrebbe fornire una indicazione almeno per seguire una pista da verificare ma solo dopo aver identificato la persona oggetto della segnalazione.

L’anonimo dice:

«Il giorno seguente il ritrovamento del corpo del ragazzo, nella zona del conservatorio di Pescara, a pochi metri c’era un ragazzo di spalle con giubbotto beige e capelli molto corti che al telefono parlava a voce molto alta, in maniera concitata. Era visibilmente agitato e scosso. Sono sicuro che parlava di Alessandro e tra le cose che ho capito c’era la frase: “è stato sciocco, se l’è cercata e loro hanno reagito”. Il tizio si dimenava molto ma sono certo che parlava del ragazzo ucciso perchè poi ha detto anche qualcosa della madre che non poteva non sapere che gente frequentava il figlio e che tenore di vita avesse».

L’anonimo aggiunge che la conversazione al telefono è avvenuta in un luogo aperto e affollato e che di sicuro altre persone hanno sentito. Il giorno dovrebbe essere il 9 marzo ma non sappiamo nè l’ora precisa nè il luogo ( «zona conservatorio Pescara»), potrebbe trattarsi di un’area molto ampia magari spingersi fino a piazza Muzii.

Chi era quella persona che parlava al telefono e sembrava conoscere molte cose su Ale e sulle ragioni della sua esecuzione?    

Ci sono altre persone in grado di fornire altri dettagli o individuare la persona che parlava in maniera così agitata e scossa?

Era un amico di Alessandro («giubbotto beige e capelli molto corti»)?   

Chi avesse informazioni utili può rivolgersi al comando provinciale dei carabinieri di Pescara i quali sono tenuti alla protezione e alla sicurezza delle fonti.

In alternativa rimane il nostro servizio AbruzzoLeaks per segnalazioni totalmente anonime.