SCACCO ALLO SPACCIO

Smantellate le cellule di spaccio di stupefacenti a Montesilvano

Operazione ‘Selva Oscura’: 13 arresti e 3 perquisizioni

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2082

 

 

MONTESILVANO. Alle prime ore dell’alba, i Carabinieri della Compagnia di Montesilvano hanno dato esecuzione a 13 misure cautelari nei confronti di persone già quasi tutte  coinvolte in vicende giudiziarie simili e appartenenti a famiglie di origine rom stanziali da tempo in città.

L’indagine è stata denominata Selva oscura’: i provvedimenti sono stati emessi dai giudici per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara –Sarandrea e Bongrazio – su richiesta dei sostituti Procuratori Silvia Santoro e Anna Benigni in seguito ad un’attività d’indagine svolta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Montesilvano.

Sempre questa mattina sono state eseguite 3 perquisizioni personali e domiciliari su nei confronti di altrettanti indagati coinvolti nell’indagine. L’operazione è stata estesa anche alla provincia di Teramo.

Le ipotesi di reato contestate sono detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, uso arbitrario delle proprie ragioni, usura, estorsioni. L’indagine ha consentito di documentare che l’attività di spaccio aveva forma pressoché continua e con i caratteri della professionalità in particolar modo nella piazza di spaccio delle case popolari di via Rimini.

Gli inquirenti hanno posto l’accento sulla capillarità dello spaccio realizzato da cellule indipendenti che rifornivano il “cliente di strada”. Si tratta, dunque, di un’indagine che ha disarticolato l’ultimo anello di rifornimento, quello più pervicace, più parcellizzato sul territorio, spesso più difficile da colpire in quanto sempre allerta, sempre vigile.

E’ stata così scoperta l’esistenza della rete di vendita di stupefacente e della piazza di spaccio soprattutto all’interno delle abitazioni di edilizia popolare nel quartiere di via Rimini.


LE VEDETTE

Attorno a queste vigeva un collaudato sistema di “vedette” che vigilava sull’eventuale arrivo delle forze di polizia. Da queste postazioni venivano “filtrati” e selezionati i clienti.

Un importante canale di rifornimento si è rivelato essere quello dei fratelli Gjini che abitano a Teramo.

Sono centinaia gli episodi di cessione di stupefacenti censiti, anche verso minori.


«PUNTO DI SVOLTA»

«L'operazione segna un punto importante di contrasto allo spaccio di droga dopo i 18 provvedimenti eseguiti settimane fa. Si tratta di una operazione - ha detto il comandante provinciale dell'Arma, colonnello Marco Riscaldati - con cui abbiamo disarticolato l'attività di spaccio portato avanti da cellule autonome indipendenti e proprio per il fatto che l'indagine sia partita dalla scoperta di una di queste, facendo scoprire altre aliquote, testimonia come l'attività di spaccio sia così pervasiva nelle nostre città . Siamo andati a colpire l'ultimo anello della catena. Voglio anche sottolineare come delle tredici persone destinatarie delle misure cautelari, cinque sono donne, una con sei figli. Abbiamo anche appurato che in alcuni casi la droga veniva venduta anche a minorenni. Importanti - ha spiegato ancora il colonnello Riscaldati - anche le testimonianze di alcuni genitori di assuntori di droga».

 

GLI ARRESTATI

Questi gli arrestati finiti in carcere: Marco Saraniti (33) di Montesilvano (Pescara), Arjan Gjini (31) e David Gjini (26), residenti a Teramo, Giovina Spinelli (22) di Montesilvano (Pescara), Pasqualina Spinelli (24) di Montesilvano (Pescara), Marlon Castorani (27) di Cappelle sul Tavo (Pescara), Giuliano Spinelli (31) di Montesilvano (Pescara), Concetta Russi (40) di Montesilvano (Pescara). Ai domiciliari sono finiti: Serafina Morelli (26) di Cappelle sul Tavo (Pescara), Samantha Filippone (30) di Montesilvano (Pescara), Pietro Controguerra (26) di Collecorvino (Pescara), Bekri Osmani (33) di Cappelle sul Tavo (Pescara), Daniel Spinelli (27) di Montesilvano (Pescara).