IN COMUNE

Chieti, Di Primio: «no al predissesto» e scarica colpe su Teateservizi e cittadini. «Troppa evasione sulle tasse»

«Teateservizi si mostri all’altezza della situazione o affideremo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione»

Redazione PdN

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CHIETI. «Il Comune di Chieti, in questi anni, non ha aumentato le proprie spese, anzi, ha ridotto tutti i costi superflui. Il vero problema è tutto nella scarsa disponibilità di cassa per coprire il costo dei servizi e il funzionamento della macchina comunale e nei mancati trasferimenti erariali».

È quanto evidenzia il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, in merito alle annotazioni rilevate dal Collegio dei Revisori dei Conti sulle criticità di gestione dell’Ente. Il primo cittadino rifiuta l’ipotesi del predissesto e pone l’accento sull’evasione delle tasse da parte dei cittadini.

 

Di Primio assicura che ad oggi è stato fatto tutto il possibile per ridurre le spese ma i tagli fatti non sono comunque sufficienti a garantire, in toto, il costo dei servizi essenziali.

«Certamente – ha detto – una delle questioni da risolvere, dopo aver subito i mancati trasferimenti statali, è la riscossione, per non parlare, purtroppo, della eccessiva evasione delle tasse e dei tributi comunali da parte dei cittadini. Troppe migliaia di euro mancano alle casse comunali a causa dei mancati versamenti per Tari, Tosap e Imu – stigmatizza il sindaco – e purtroppo il discorso non cambia quando parliamo del pagamento per i servizi erogati: scuolabus, mense scolastiche, servizio idrico, etc. In questo non esente da responsabilità è anche la Teateservizi dalla quale ci aspettiamo una maggiore e qualitativamente più alta attività di recupero della evasione e della elusione. Al fine di fronteggiare il disallineamento temporale tra la riscossione e il successivo versamento nelle casse comunali da parte di Teateservizi preciso che si è già intervenuti sulla riscossione della Tari che, a partire dal mese corrente, verrà accreditata direttamente sul conto di tesoreria dell’Ente».



«NON SONO NUOVI DEBITI»

«È vero – ha rilevato il sindaco - che al 31 dicembre avevamo 15 milioni di euro di anticipazione di Tesoreria, non nuovi debiti come scrive qualche giornale, ma è altrettanto vero che ciò è determinato dai mancati incassi e dalla necessità di garantire i servizi ed onorare gli impegni economici assunti. Tale situazione a dicembre dello scorso anno è stata determinata anche dal fatto che altri Enti non ci hanno trasferito quanto dovuto. Il Comune  - ha rimarcato il sindaco - aspetta ancora che il Ministero della Giustizia restituisca 4.300.000 euro anticipati fino a settembre 2017 per le spese del tribunale, mentre ha dovuto aspettare, e ciò ha inciso sull’anticipazione, il pagamento da parte del Governo dei 3.300.000 euro di Imu. In ogni caso, visto che gli incassi derivanti dalle locazioni di immobili comunali residenziali e commerciali non è soddisfacente - ricordo che la riscossione dei fitti è affidata a Teateservizi - si sta valutando di affidare tale attività all’Agenzia delle Entrate e Riscossione. Con quest’ultima hanno già interloquito l’Assessore alle Finanze Valentina Luise e l’ufficio ragioneria del Comune».


«NO AL PREDISSESTO»

Per quanto riguarda il predissesto – ha precisato il sindaco -  il collegio Revisori dei Conti, il 30 novembre 2017, chiamato a rispondere sulla questione in una commissione consiliare convocata ad hoc, ha affermato non esservi i presupposti di legge perché si potesse dichiarare.

«Certamente nulla può essere sottovalutato ed ogni soluzione, purché vada nel senso della tutela dei cittadini ed a favore della città deve essere correttamente presa in considerazione. Ricordo, però, che in caso di dichiarazione di predissesto, ipotesi al momento inesistente, il Comune otterrebbe  dallo Stato un fondo di rotazione di 15 milioni di euro (300€/abit.) che servirebbero ad azzerare l’anticipazione ma non certo a risolvere il problema che, invece, vede nel solo aumento delle entrate la soluzione delle criticità di cassa».

«Di contro – ha detto ancora il sindaco - il predissesto porterebbe una serie di vincoli che finirebbero per ingessare e stringere mortalmente la vita amministrativa e conseguentemente le attività per la città: niente più assunzioni, niente investimenti, tasse al massimo, etc. Quella del predissesto, oggi, sarebbe una scelta da vigliacchi, che non mi appartiene –ha concluso il sindaco -. Io e la mia amministrazione non scarichiamo sui cittadini le altrui inefficienze. Continueremo la politica dei tagli delle spese non necessarie, continueremo nell’azione di razionalizzazione ed efficientamento dei servizi, continueremo soprattutto nella revisione delle politiche e degli strumenti di riscossione. Per essere più chiari o Teateservizi si mostra all’altezza della situazione o saremo costretti a fare scelte diverse».

 

«GOFFO TENTATIVO DI DIFESA»

Per i Consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo quello di Di Primio sarebbe l'ennesimo «goffo» tentativo di esonerarsi da responsabilità che ormai nessuno può più nascondere.

Secondo Argenio, «siamo di fronte all'ennesima sciocchezza di un Sindaco che in una sorta di delirio onirico cerca di convincere sé stesso ed i pochi che ancora gli danno credito, che lui non ha nessuna responsabilità per quello che sta avvenendo nel nostro disgraziato Comune».

«La verità – prosegue il Capogruppo del M5S - è ben altra e le responsabilità di Di Primio che amministra Chieti da ormai 8 anni, sono tali e tante da essere ormai ingombranti».

Ed Argenio fa anche qualche esempio: «questo sindaco ha sottoscritto un accordo milionario con la società Formula Ambiente relativamente alla raccolta differenziata che di fatto, ha comportato un sensibile aumento della TARI a carico dei cittadini con un contestuale aumento delle difficoltà di pagamento. A nostro avviso il Comune non doveva riconoscere alcunché a Formula Ambiente poiché il Capitolato d'appalto ed il successivo contratto non prevedevano oneri ulteriori a carico dell'ente. Quindi o il contratto era stato redatto da persone poco capaci o è stata poco avveduta l'Amministrazione».

Ma ci sono anche altri esempi, continua la D'Arcangelo «come la cronica incapacità di attrarre finanziamenti e di programmare interventi mirati. Basti pensare ai 700.000 Euro che il Comune non è riuscito a farsi accreditare per il lavori di manutenzione degli asili nido. Situazioni come questa sono il preludio al riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Per non parlare dei premi che vengono pagati ai Dirigenti degli uffici senza che sia stata mai fatta una corretta operazione di valutazione delle performance cioè dei risultati realmente conseguiti ai quali sono parametrati i compensi».