RISARCIMENTI

Blackout Abruzzo, Enel: «pagheremo 15 euro per ogni 4 ore di distacco»

Indennizzi automatici aumentano, saranno pari a 900 euro per 10 giorni. Abolito tetto di 300euro

Redazione PdN

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ABRUZZO. E la neve fa crollare anche il tetto massimo degli indennizzi. Lo ha promesso ieri solennemente e-distribuzioni parlando del colossale blackout durato più di dieci giorni. 

I guasti alla rete elettrica in Abruzzo e in parte delle Marche nei giorni di gennaio funestati dal maltempo e da svariate scosse sismiche sono da ricondurre alla «eccezionalità dell'evento meteo: da 100 anni non si registravano precipitazioni di questa durata e intensità».

Lo ha ribadito il responsabile di Enel Italia, Carlo Tamburi, nel corso di un'audizione alla commissione Industria del Senato. Tamburi ha anche detto che «nella regione sono cadute 20 milioni di tonnellate di neve, con un metro di altezza di media. Si tratta del 30% in più sulle medie degli ultimi 15 anni».

Insomma tutta colpa del maltempo al quale, così è stato detto, Enel si è dovuta piegare.

Ma soprattutto bisogna temere che in presenza di nuove nevicate abbondanti il risultato sarà lo stesso. Per quale ragione questo sia accaduto in Abruzzo e non sembra accada nei luoghi dove nevica altrettanto o di più non è stato detto assicurando soltanto che «problemi come quelli recenti stanno capitando sempre più stesso in tutto il mondo, come per esempio di recente in Francia…»  

Per il resto nell’audizione non è emerso nulla di nuovo rispetto a quanto non fosse già stato detto nelle scorse settimane.

Tamburi -molto attivo nel periodo del Blackout nelle interviste televisive- è stato poco dettagliato sulle cause del colossale distacco che ha interessato «159mila utenze» (appena 30mila utenze in più rispetto al precedente del 2015)  spiegando che «il 30% di neve in più della media» ha causato un accumulo imprevisto sui cavi elettrici anche a causa della qualità della neve particolarmente umida che ha favorito l’accumulo. I cavi elettrici dunque si sono appesantiti fino a tirarsi dietro i pali o a spezzarsi.

I dirigenti dell'Enel, nel corso dell'audizione hanno ribadito che il problema fondamentale è stato quello relativo ai «manicotti di ghiaccio di svariati cm che si sono creati sui conduttori, con carichi meccanici particolarmente rilevanti. Questo può provocare la rottura del conduttore o il cedimento del traliccio in testa»  

Tamburi ha spiegato che le operazioni di ripristino della rete, oltre che dallo stesso maltempo, sono state ostacolate anche «dalle scosse di terremoto, quattro sopra i 5 gradi della scala Richter e 99 sopra i 3: questo ha creato un problema nell'organizzazione dei lavori».

Una spiegazione che non è stata approfondita più di tanto ma è stata lanciata con convinzione mentre poco o nulla è stato detto sulla impraticabilità delle strade (statali, provinciali e comunali) che per giorni alcune per settimane sono rimaste chiuse.


Ad oggi, secondo i dati forniti da Enel, sono ancora installati circa 40 gruppi elettrogeni, contro gli oltre 1.000 dispiegati in campo per fronteggiare l'emergenza e rimarranno almeno fino quasi alla fine di febbraio quando tutte le riparazioni saranno -secondo le previsioni- terminate.

Per affrontare l'emergenza, l'Enel ha impiegato 500 mezzi di trasporto e predisposti oltre 11 mila pernottamenti per il solo personale di e-distribuzione.



GLI INDENNIZZI AUTOMATICI SALGONO

L'Enel, ha quindi ribadito Tamburi, corrisponderà indennizzi aggiuntivi rispetto a quelli previsti dall'Autorità per l'energia per coprire i disagi causati dalle interruzioni che si siano prolungate per una durata superiore a quella per cui spetta l'indennizzo automatico. Le norme prevedono infatti rimborsi fino a un massimo di 300 euro: l'Enel intende cioè «eliminare questo limite, tutti i disagi anche sopra il tetto verranno ripagati».

Gli indennizzi integrativi verranno quantificati utilizzando gli stessi criteri stabiliti dall'Autorità. Per quanto riguarda invece il risarcimento danni, l'Enel «risarcirà i clienti finali che dovessero comprovare i danni subiti a seguito del protrarsi dell'interruzione o per errata manovra nel ripristino del servizio». In ogni caso gli indennizzi «non graveranno sulle bollette perché è già previsto un accantonamento minuscolo che viene messo in un fondo esistente proprio per fronteggiare questo tipo di eventi».

Di più non è stato detto ma facendo alcuni calcoli approssimativi per un distacco durato 10 giorni secondo le tariffe stabilite dalla Carta dei servizi ed eliminando il tetto la cifra rimborsata sarebbe di 930euro i 900 euro (240 ore totali, 15 euro ogni 4 ore = 900 + 30 euro per il distacco) .

La proposta avanzata ieri da PrimaDaNoi.it era quella di innalzare il tetto almeno a 1000 euro. Secondo quanto riferito l’Enel si impegna anche a superare la cifra per i distacchi più lunghi. Si tratta di rimborsi automatici e dunque l’utente non dovrà fare nulla.

Si attendono ulteriori comunicazioni per capire tempi e modalità di accredito delle somme.

Per quanto riguarda invece il ristoro dei danni materiali subiti (rotture impianti, elettrodomestici, pc, riparazioni) l’Enel ha aperto tutti i suoi punti in Abruzzo che si trovano per lo più nei capoluoghi di provincia e a Vasto, Lanciano, Giulianova dove si potranno ritirare e depositare i moduli per le richieste corredati da fatture.


L’enel assicura anche che la stessa richiesta si può fare compilando il form on line a questo indirizzo (dove però non è possibile caricare alcun file e dunque inviare fatture o attestazioni e perizie richieste) .

Non resta che provare e farci sapere se la pratica va a buon fine come assicurato.



GLI INVESTIMENTI: GIA’ AMMODERNATI 160 KM DI LINEA

Sono poi stati resi noti i dati sugli investimenti: nel periodo 2012-2016 l'Enel ha investito nella rete elettrica in Abruzzo 211 milioni di euro. L'investimento si è concretizzato in 160 km di linee nuove, 70 km di linee ricostruite, 205 cabine secondarie, allacciamento di 10.400 produttori (270 MW), normale manutenzione e realizzazione di due nuovi Centri Satellite. I minuti di interruzione media sono così passati da 55,4 per cliente a 44, contro l'obiettivo dell'Autorità fissato a 51,4.

Per il periodo 2017-2018 sono pianificate risorse pari a 90 milioni di euro. Per quanto riguarda le Marche gli investimenti totali ammontano a 120 milioni nel periodo 2012-2016 e altri 80 sono in programma nel 2017-2018. In entrambe le regioni, inoltre, «saranno destinate ulteriori risorse a valle della ricognizione danni».


«LA RETE ITALIANA E’ LA MIGLIORE»

E se per giorni una gran fetta di abruzzesi è rimasta al buio l’azienda risponde: «la qualità della rete italiana è unanimemente riconosciuta come la migliore: ci è invidiata dagli Usa, dalla Germania, dalla Francia perché controllata, telegestita e con il numero di interruzioni medie che è la più bassa del mondo. Abbiamo tutto l'interesse - ha proseguito Tamburi - ad andare oltre gli obiettivi posti dall'Autorità, perché così otteniamo anche dei premi. Tutto ciò è dovuto agli investimenti, ma anche alla qualità delle persone. Abbiamo fatto un grosso ricambio generazionale e scelto un sistema di qualificazione delle imprese particolarmente attento a cogliere il meglio. Da parte nostra c'è tutto l'interesse a far sì che questo funzioni, perché meglio spendere prima che dopo».