DOPO IL DANNO

Salva banche, si ragiona su criteri per arbitrato ma il clima è incerto e infuocato

Prima gli anziani e chi ha subito grandi perdite. Promesse procedure veloci

Redazione PdN

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ROMA.  Procedure gratuite e il più possibile snelle, che consentano di arrivare a dare ristoro ai risparmiatori nel più breve tempo possibile. Dando priorità al vaglio dei ricorsi dei più anziani e a chi ha subito perdite più ingenti per aver sottoscritto obbligazioni subordinate delle vecchie Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti.

Sono le linee su cui si sta muovendo il governo, che sta mettendo a punto le norme 'salva-risparmiatori' insieme ad Autorità anticorruzione, Banca d'Italia, Consob per ricostruire al più presto l'immagine del sistema bancario e, soprattutto, la fiducia dei risparmiatori.

E mentre ancora si lavora alla definizione degli indennizzi, comincia a definirsi la struttura della Camera arbitrale ad hoc che sarà costituita all'Anac: una struttura composta di 12 collegi arbitrali, ciascuno formato da 1 presidente (magistrato) e 4 componenti, i quali preferibilmente dovranno avere già maturato esperienze negli organismi analoghi che già operano a Bankitalia e nell'istituto di vigilanza sulla borsa.

Gli interessati potranno inviare le loro candidature all'Anac e andranno a formare elenchi di arbitri e periti che potrebbe essere necessario nominare anche in un secondo momento. Questo primo decreto, della presidenza del consiglio, deve ancora essere limato, ma al momento la bozza prevede che il lodo vada pronunciato entro massimo 120 giorni dall'avvio della pratica (90 giorni per la procedura ordinaria, e una sola proroga possibile, di 30 giorni, se si dovessero ritenere necessari supplementi di indagine).

I risparmiatori, avranno invece 4 mesi di tempo per inoltrare - via posta certificata - la loro domanda, che potrà però essere presentata anche dagli eredi o da rappresentati legali.

La Camera arbitrale dovrà "progressivamente" informare il Fondo interbancario di tutela dei depositi, che rappresenta il fondo di solidarietà istituito apposta per gli indennizzi con la legge di Stabilità, di ciascun ricorso, con un «ordine di priorità" che dovrà rispondere ad alcuni criteri come "l'età anagrafica del ricorrente» e «l'ammontare della perdita subita».

 Quindi quei 1.041 risparmiatori - individuati dai vertici delle nuove 'good bank' - che hanno investito meno di 100mila euro impegnando però il grosso del loro capitale in bond subordinati dovrebbero essere tra i primi a incassare l'indennizzo. Nel provvedimento si prevedono anche forme di incentivo ad accedere alla procedura arbitrale, con indennizzi che arriveranno più rapidamente, laddove il lodo li riconosca, se si arriva a un consenso delle parti e se non ci saranno ricorsi (possibili, nella sostanza, solo da parte dei risparmiatori). Le camere arbitrali avranno il compito di accertare se chi ha venduto le obbligazioni subordinate ha rispettato gli obblighi previsti dalle norme sulla trasparenza e correttezza in materia finanziaria. E a una prima analisi del testo appare evidente la volontà di andare al di la della mera verifica formale di carte e documenti sottoscritti dai risparmiatori in banca, con un vaglio più esteso di tutti gli elementi utili. Con ogni probabilità si faranno salvi i rilievi penali, dove si configura il vero e proprio reato di truffa.

 EX OBBLIGAZIONISTI: «DERUBATI MA NON RASSEGNATI»

 Arrabbiati, come e forse più del primo giorno, gli ex obbligazionisti toscani di Banca Etruria oggi in assemblea ad Arezzo.

'Derubati ma non rassegnati' è lo slogan con cui Federconsumatori ha chiamato all'appello i risparmiatori che hanno perso i loro denari con il decreto 'salvabanche'.

Nel mirino, proprio il decreto del Governo Renzi che, hanno urlato gli ex obbligazionisti, «ha messo le mani nelle nostre tasche e ora deve trovare il sistema di restituirci i soldi».

A far le spese di un malumore molto diffuso nei confronti della politica sono stati proprio due esponenti Pd, Marco Donati e Donella Mattesini, i quali hanno accettato l'invito dell'associazione presentandosi sul palco.

«Vergogna», hanno urlato dalla platea gli ex obbligazionisti interrompendo entrambi i parlamentari che cercavano di spiegare le loro posizioni mentre entrambi si impegnavano a far aumentare il fondo destinato ai risarcimenti.

Mattesini non è neppure riuscita a concludere il suo discorso. Erano presenti anche Chiara Gagnarli, Alessio Villarosa, Dino Alberti e Gianni Girotto del M5s, Maurizio Bianconi (Conservatori e Riformisti), Marco Baldassarre, ex M5s.

Ha preso la parola, oltre Donati e Mattesini, solo Villarosa.

«Questa città ha un problema, non ha più una banca del territorio - ha detto il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli -, tutto il sistema economico subirà un danno come lo hanno già subito i risparmiatori. Il problema è nato con il decreto del 22 novembre».

 Secondo il presidente dell'Associazione Amici di Banca Etruria, Vincenzo Lacroce, «quel decreto andava ritirato, Banca Etruria non poteva fallire».

«I nostri risparmi sono diventati all'improvviso cenere e la beffa sta nel fatto che non sappiano contro chi fare un'azione di responsabilità», ha osservato il presidente provinciale di Federconsumatori Pietro Ferrari.

Lunedì, l'associazione comincerà ad incontrare singolarmente i risparmiatori per informarli e fotografare la loro situazione.

«Quando vi convocheranno per l'arbitrato, che noi riteniamo la strada sbagliata - ha spiegato Ferrari - voi dovrete aver bene chiari i vostri diritti e la vostra posizione».

 Ferrari ha spiegato poi che, in caso di rinvio a giudizio dei vertici della Banca Etruria, «Federconsumatori si costituirà parte civile» e in caso di condanna «chiederemo il sequestro dei beni».

 Secondo Federconsumatori, spiega Fulvio Farnesi, «l'arbitrato non va bene, temiamo che siano introdotte delle griglie destinate a determinare delle ingiustizie. E’ necessario mettere in campo più soluzioni, si possono trovare risorse che non si configurino come aiuti di Stato».

 Per Federconsumatori, il problema non sono i criteri dell'arbitrato, che pure non piace all'associazione.

«Non ci siamo proprio - ha spiegato Ferrari commentando il contenuto della bozza di decreto diffuso oggi dall'Ansa -. Queste ipotesi di regolamento dell'arbitrato stanno dentro una cifra, 100 milioni, completamente insufficiente e quindi risultano inevitabilmente restrittivi. Se il Governo dice 'chi è stato truffato sarà risarcito', allora con questi criteri non sarà così. Con questo regolamento chi è stato truffato non avrà i suoi soldi indietro».