IL VIDEO

Lolli ‘rimbalzato’ dal ministro Toninelli. E’ show: «ma stiamo scherzando?»  

Il video ripreso da Alessandro Lanci

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

3669

 

 

ROMA. «Nella vita ci vuole un minimo di dignità, sotto una certa soglia n’zè po’ calà. Io resto qui con i sindaci, adesso non entro nemmeno se mi viene a chiamare il ministro Toninelli».

 

Piccolo fuori programma ieri per il presidente vicario Giovanni Lolli arrivato a Roma ieri insieme ai sindaci di mezzo Abruzzo per contestare l’aumento della tariffe.

A fine giornata gli amministratori pubblici hanno portato a casa un risultato parziale (stop agli aumenti fino a fine anno) ma Lolli se n’è tornato a casa con l’amarezza di essere stato ‘rimbalzato’.

Già, perchè quando la delegazione abruzzese si è presentata davanti alla porta del Ministro il nome di Lolli non era presente nell’elenco degli ‘autorizzati’ e gli è stato chiesto di fare marcia indietro.

Di sicuro in quel momento c’è stato un deficit di ‘correttezza istituzionale’ (Lolli è comunque il presidente facente funzioni ed era facilmente riscontrabile) ma lo stesso presidente vicario, una volta escluso, ha lasciato da parte il suo ruolo istituzionale e si è messo a fare i capricci.

La scena è stata ripresa da Alessandro Lanci e rimbalza da 24 ore sui social.

Si capisce che qualcuno deve essersi accorto della gaffes e ha provato a richiamare Lolli.

Ma lui, offeso, non è più risalito spiegando appunto che «nella vita ci vuole dignità, sotto una certa soglia n’zè po’ calà. Io resto qui con i sindaci. Sta apposto così, sta apposto».

 

«Fanno entrare te e me no?» dice stizzito Lolli rivolgendosi al consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci (mentre il presidente Giuseppe Di Pangrazio sghignazza divertito). «Ma stiamo scherzando? Dopo un’attesa di due ore?»

Poi se la prende anche con una signora che tenta di calmarlo: «lei si faccia i fatti suoi, io non entro. Manco se cala il ministro. Ma che stiamo scherzando ahò? Io non entro punto e basta. Resto qui in mezzo alla gente. Sto apposto così. Grazie, gentile ma non serve».