IL CASO

Ospedale Maltauro, 58 mesi dopo è ancora stallo

Febbo muove nuove accuse ed esposti

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

248

CHIETI. A 58 mesi dal deposito della proposta del nuovo ospedale di Chieti ancora poche certezze e nuove anomalie.

In piena estate, il 9 luglio scorso, la Giunta regionale con Delibera 495 ha dichiarato ammissibile la proposta (arrivata 4 anni e mezzo prima) dal raggruppamento  Maltauro.

La giunta ha affidato alla Asl di Chieti di svolgere le procedure per arrivare alla definizione dell'iter tecnico- amministrativo entro il termine di 60 giorni, cioè entro il 7 settembre.

Delibera e procedura  sono al centro di una ennesima denuncia presentata il 23 luglio alle Procure della Repubblica di Chieti, Pescara e L’Aquila, nonché  alla Corte dei Conti e all’Anac dal consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, che questa mattina è tornato a parlare del caso in conferenza stampa.

Sulla vicenda da quattro anni si registrano proteste di ogni genere ed esposti ad ogni tipo di magistratura ma ad oggi non vi è stato alcun tipo di provvedimento che possa in qualche modo confermare o smentire tutto quello che si è detto.

«L’iter e le procedure seguite erano e sono  totalmente illegittime in quanto la procedura della Pubblica utilità del Project doveva essere dichiarata dalla Asl e non dalla Regione come invece è stato fatto», ha sottolineato Febbo secondo cui in tutta questa vicenda, potrebbero nascere contenziosi e danni erariali enormi nei confronti della Regione Abruzzo e della stessa Asl.

Questa delibera di giunta, come aveva scritto a luglio PrimaDaNoi.it conterrebbe anche una ‘particolarità’ anomala: nel documento si dichiara che viene espresso  parere favorevole da parte del Direttore del Dipartimento Sanità, Angelo Muraglia, ma in realtà non c'è mai stato, manca addirittura la firma.

Stessa contestazione si ripete anche per la Dgr 540 del 29.09.2017 sempre su atto inerente il Project financing.  

 

IL CASO PETRELLA

Intanto la Asl di Chieti-Lanciano-Vasto ha recepito il documento della giunta regionale con la delibera 940  del 3 agosto, ma nella stessa non viene indicato il Rup, ossia il responsabile della procedura, mentre invece vengono incaricati due diverse figure, la prima è l’Uoc-Ipm per  indire conferenza di servizio istruttorio e l'altra è quella del Direttore Amministrativo che deve coordinare una serie di procedure.

Il primo incaricato è l'ingegnere  Filippo Manci (Uoc-imp) che aveva già espresso come Rup  parere sfavorevole al progetto e per questo arbitrariamente esautorato, mentre l'altra figura è Tiziana Petrella, Direttore Amministrativo della Asl di Chieti.

Proprio Petrella, arrivata a Chieti dopo le dimissioni di Sabrina Di Pietro, dal primo settembre è però tornata alla Asl di Pescara. Dunque  tra il 23 e il 24 agosto ha predisposto tutti gli atti per il project financing e per i servizi di intermediazione assicurativa e il 31 si è dimessa.

«Quindi», commenta Febbo, «i vertici della Asl di Chieti erano a conoscenza che la dottoressa Petrella sarebbe rientrata presso la ASL di Pescara ma le hanno ugualmente conferito l’incarico. Una contraddizione negli atti e soprattutto nei  fatti: viene incaricata una persona quando è in procinto di lasciare il proprio ruolo».

Ad oggi la ASL di Chieti non ha ancora provveduto alla nomina del nuovo Direttore Amministrativo il quale, prima di avventurarsi nell’accettare un incarico di tale portata, avrà sicuramente necessità di tempi medio lunghi per una valutazione opportuna e magari "pericolosa".  

Invece, il Rup non è stato ancora nominato: «non ci risultano professionalità diverse e qualificate che possano sostituire l’ingegner Manci in tale ruolo», dice Febbo. «È del tutto evidente che siamo di fronte ad un pasticcio, un caos, forse creato ad arte, una forzatura amministrativa dettato dalla fretta di chiudere il prima possibile un procedimento di Project financing che non doveva neppure iniziare».