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Abruzzo, in arrivo nuove gallerie commerciali? M5S e commercianti: «serve lo stop»

«D’Alfonso non promulghi la legge»   

Redazione PdN

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ABRUZZO. La moratoria per aprire nuovi centri commerciali (grande distribuzione) in Abruzzo c’è: stop fino al 2021, come stabilito in Consiglio regionale all’inizio di luglio.

Ma qualcosa si starebbe comunque muovendo per la media distribuzione, come hanno segnalato questa mattina i consiglieri Regionali del M5S, Sara Marcozzi, Pietro Smargiassi e le associazioni di categoria Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti e Casa artigiani.

Sul tavolo c’è una legge approvata nella scorsa seduta di Consiglio che aprirebbe la strada all’insediamento di nuovi centri commerciali e gallerie commerciali.

I cinque stelle attaccano la maggioranza di questo governo regionale che «ancora una volta dimostra di non avere una visione del futuro, dell’economia di questa regione e del suo territorio».

Secondo i Consiglieri regionali M5S, infatti, il progetto di legge “Norme per il migliore utilizzo delle aree industriali degli ex-consorzi” non sarebbe altro che «un colpo di coda pre-estivo per trasformare le aree industriali degli ex-consorzi confluite  in ARAP, in aree destinate all’insediamento di strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere, aree commerciali e altri usi di dubbia utilità sociale».

 

L’ITER LEGISLATIVO

Il 17 Febbraio 2015, il Consigliere Olivieri ha presentato un progetto di legge con  oggetto “Norme per il migliore utilizzo delle aree industriali del Vastese”. Ma il 12 Luglio 2017, lo stesso Consigliere Olivieri ripresenta un nuovo progetto di legge, questa volta con un titolo di poco diverso dal precedente “Norme per il migliore utilizzo delle aree industriali degli ex-consorzi”.  Seppur con un titolo di poco diverso, di fatto, il testo di legge resta pressoché uguale al precedente. A differenza del primo, però, questa volta la legge approvata nella scorsa seduta del Consiglio Regionale apre a tutte le sedi territoriali dell’ARAP: Vasto, Avezzano, Casoli, L’Aquila, Teramo e Sulmona.  

«Una vera e propria beffa per i commercianti di quelle zone», denunciano i 5 Stelle.

 

LE STRANE COINCIDENZE

 Secondo i pentastellati si tratterebbe di una legge evidentemente «partita male e finita peggio».

L’articolo 2 prevede “I Benefici di cui all’articolo 1) sono esclusi per gli immobili […] che ricadano nelle aree consortili ubicate a ridosso dei porti regionali, a valle dell’esistente tracciato ferroviario della linea adriatica”

«Appare del tutto evidente», hanno spiegato i consiglieri di minoranza, «che nessuna delle sedi territoriali dell’ARAP, fuorché quella di Vasto, sia in una di queste condizioni, ovvero “a ridosso di un porto” e “a valle del tracciato ferroviario della linea adriatica”. Ci sono linee ferroviarie adriatiche che passano per Avezzano, Casoli, L’Aquila, Teramo e Sulmona? E ancora. Avezzano, Casoli, L’Aquila, Teramo e Sulmona sono per caso cittadine di mare?»    

«La competenza a modificare il cambio di destinazione d’uso di queste aree appartiene ad Arap che le esercita attraverso il Piano Regolatore Territoriale (PRT). E’ evidente che questa legge, seppur ben congeniata per assecondare gli interessi locali, non rispetta quelle caratteristiche di astrattezza e generalità che una legge dovrebbe avere»  dichiarano Sara Marcozzi e Pietro Smargiassi.

«Chiediamo al Presidente di Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, di non promulgare questa legge e non costringerci a segnalare al Consiglio dei Ministri l’evidente illegittimità costituzionale del testo approvato in Consiglio».

 

LE ASSOCIAZIONI

«Il Progetto di legge» commenta Daniele Erasmi Presidente Regionale di Confesercenti Abruzzo, «di fatto stravolge uno dei cardini della riforma tanto attesa nella nostra Regione. Un progetto che rischia di essere apripista della più grande speculazione finanziaria ai danni del commercio urbano da almeno 20 anni a questa parte. Ringraziamo il gruppo consiliare del M5S per aver accolto l’accorato appello della nostra associazione a bloccare o abrogare l’ennesima sveltina su possibili nuovi centri commerciali addirittura su aree industriali».

«Ci vediamo costretti a disapprovare senza se e senza ma la nuova legge regionale», aggiunge Marisa Tiberio, Vice Presidente regionale di Confcommercio Abruzzo «Se qualcuno vuole giocare con noi al gioco delle tre carte non ci stiamo e non ci saremo ad avallare questa proposta di legge. Chiediamo al Presidente D’Alfonso e All’assessore Lolli di bloccare un atto che danneggerebbe un settore già gravemente in crisi come il terziario di mercato che ha dovuto subire per decenni le conseguenze nefaste di scelte miopi che sono andate esattamente nella direzione contraria dell’interesse dell’intero Abruzzo, della sua economia, del lavoro e dell’occupazione».