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Testimonianze e ricordi degli uomini che hanno lavorato al Traforo del Gran Sasso

Parla chi negli anni ’60, ’70 e ’80 ha partecipato alla realizzazione dell’opera

Redazione PdN

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 ABRUZZO. Memorie del Gran Sasso. Un ciclo di video in cui parlano i protagonisti dimenticati di una grande opera.

Quegli uomini che hanno lavorato per anni nelle viscere del Gran Sasso.

Con il loro lavoro e  con le loro mani hanno realizzato una delle più grandi opere italiane, la più lunga gallerie a doppia canna d’Europa (anche fortemente osteggiata dagli ambientalisti).

Le loro testimonianze, cariche di emozione, anche per il ricordo di quei compagni che non ce l’hanno fatta, ci restituisce un pezzo di storia del nostro Paese.

Centinaia di uomini impegnati, anni e anni di lavori e numerose difficoltà affrontate ogni giorno con coraggio e determinazione.

Il Traforo del Gran Sasso è stata un’opera ciclopica. Cui presero parte numerose maestranze, tecnici e ingegneri italiani, soprattutto abruzzesi, che tra il 1968 e il 1984 (con uno stop dal ’75 all’82) lavorarono  per realizzare una delle più importanti opere di viabilità del centro Italia: la prima galleria, che coi suoi 10 chilometri,  collega il versante tirrenico con quello adriatico.

Nel 1975 i lavori furono sospesi per la crisi economica che colpì l’Italia per via dello choc petrolifero,  e ripresero nel 1982.

Tutta l’opera sarà realizzata dalla Cogefar, il colosso milanese delle costruzioni stradali, poi finito nell’orbita Fiat.

Il 1° dicembre del 1984, con una cerimonia ufficiale presieduta dall’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, e del ministro Remo Gaspari, vero artefice dell’opera, venne inaugurata la galleria in direzione Teramo, tra gli svincoli Assergi e Colledara, con un’unica corsia per senso di marcia.



LE TESTIMONIANZE E L’ORGOGLIO

Strada dei Parchi nel video “Le memorie del Gran Sasso” ha raccolto le testimonianze e i racconti di chi, in quegli anni ’60, ’70 e ’80, molto diversi da oggi, ha lavorato nel cantiere del Traforo del Gran Sasso.

Il geometra Augusto Neri, l’elettricista Lorenzo Fantauzzi, l’operaio Osvaldo Donatelli e il minatore Elio Della Rovere descrivono le strade impervie prima della galleria, le difficoltà incontrate durante lo scavo, le tecniche prima rudimentali e poi rivoluzionarie per l’epoca, il problema dell’acqua che ha inondato lo scavo e il grande ingegno messo in campo per aggirare le enormi difficoltà.

Il racconto dei testimoni, grazie anche ai documenti inediti raccolti, porta lo spettatore sotto le viscere del Gran Sasso d’Italia e nel bel mezzo del cantiere che ha attraversato la montagna per 10175 metri di lunghezza.

Dalle parole di Neri, Fantauzzi, Donatelli e Della Rovere, emerge il saldo spirito di squadra di una comunità e il forte orgoglio abruzzese per aver contribuito, insieme, alla realizzazione di un’opera unica che ha segnato il cambiamento di un’intera regione.