FINE DELLA STORIA?

Indennità guardie mediche: medici protestano e arriva la nuova legge “ripara-sfondone”  

Convocata commissione prima del Consiglio regionale del 12 giugno

Redazione PdN

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ABRUZZO. Presidio di protesta di un gruppo di medici di guardia, stamani, davanti alla sede della Regione Abruzzo, a Pescara, contro la decisione di richiedere l'indennità di rischio anche in formula retroattiva.

Al fianco dei medici il Movimento 5 Stelle.

La protesta nasce dalla volontà della giunta di richiedere indietro l’indennità di servizio incassata legittimamente dai medici per circa 10 anni.

 

A seguito di una semplice richiesta di chiarimenti che la Corte dei Conti ha inviato al Governo D'Alfonso, la Regione, per mano dell’assessore Silvio Paolucci, ha deciso il   taglio delle indennità per il futuro e la restituzione di quelle già incassate dal 2006.

Risultato: lettere e intimazioni ai medici di pagare anche cifre ingenti.

Si tratta di 400 medici di continuità assistenziale, ovvero quel personale che lavora nelle Guardie mediche, aperte tutta la notte e anche nei giorni festivi.

 

 

  Ad organizzare la manifestazione di protesta il consigliere pentastellato Domenico Pettinari che contesta l’annuncio di due giorni fa di Pd e Forza Italia di predisporre una legge da far approvare in Consiglio regionale per risolvere definitivamente il problema.

 

«E' un vecchio trucco - dice il consigliere regionale Domenico Pettinari (M5s), vicepresidente della commissione Sanità, affiancato dai tanti medici - quello della politica, che da un lato crea il problema e al momento opportuna fa finta di risolverlo. Pertanto non stupisce l'annuncio fatto ieri dall'assessore Paolucci, spalleggiato da Forza Italia, nel voler presentare una delibera di giunta per sospendere una decisione presa da lui stesso che ha messo in ginocchio centinaia di guardie mediche abruzzesi.  Al di là del paradosso, salta subito all'occhio che si tratta di una sospensione e non di un'abrogazione come invece chiediamo da tempo».

 

Pettinari ricorda che «stride la paventata proposta di legge che vorrebbe reintrodurre l'indennità, senza però colmare la lacuna creata dalla richiesta retroattiva. Invece di vendere fumo - afferma Pettinari - la Giunta che ha prodotto questo danno dia seguito ad un atto amministrativo che revochi la delibera che ha messo in ginocchio i medici. E non basta approvare una legge lasciando intatta la famigerata Delibera di Giunta per risolvere il problema perché la delibera giuridicamente continuerebbe a produrre i suoi effetti. Solo revocandola e non sospendendola si può risolvere il problema».

 

 

 

LA LEGGE CHE CANCELLA LO STRAFALCIONE DELLA GIUNTA

 «Lo spirito della legge con cui riusciremo a porre fine all'annosa querelle», spiegano Mauro Febbo, Lorenzo Sospiri (Fi) e Silvio Paolucci (Pd), «e' quello di confermare l'indennita' integrativa ai medici di guardia, riconosciuta per l'attivita' svolta in quanto correlata allo svolgimento della attivita' di Continuita' Assistenziale a garanzia del miglioramento dei servizi ai cittadini e dell'integrazione tra professionisti operanti nel settore delle prestazioni assistenziali della Medicina Convenzionata. L'indennita' in oggetto si intende finalizzata alla remunerazione delle particolari e specifiche condizioni di disagio e difficolta' in cui vengono rese le prestazioni sanitarie al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza e del contributo offerto, anche in termini di disponibilita', allo svolgimento di tutte le attivita', essendo prioritariamente orientate a promuovere la piena integrazione tra i diversi professionisti della Medicina Generale ed a garantire migliori standard qualitativi delle prestazioni sanitarie».

 

L’iter di approvazione sarà di sicuro veloce perchè la commissione apposita è stata già convocata prima del consiglio del 12 giugno per cui -al netto di imprevisti- la legge di due soli articoli sarà approvata per quella data.

 

E oggi Febbo bacchetta Pettinari: il pentastellato secondo il forzista non avrebbe letto con attenzione la proposta di legge e non avrebbe compreso che la nuova legge cancellerebbe la delibera da cui tutto il pasticcio è nato perchè la legge regionale è di rango superiore ad una delibera.

 

L’intenzione dichiarata, del resto, da parte di Fi e Pd, è quella di risolvere definitivamente il problema creato annullando ogni effetto della delibera di giunta del luglio 2017, sia  cancellando ogni obbligo di restituzione in capo ai medici delle indennità percepite sia reintroducendo nuovamente l’indennità cancellata.

Il che dovrebbe tradursi nel capovolgimento di fronte: da un enorme debito dei medici verso la Regione ad un credito che comprende le indennità non percepite da luglio 2017 ad oggi.

Si vedrà se le promesse avranno un seguito e se i medici si riterranno soddisfatti.