FIDUCIA RINNOVATA

Consiglio regionale e sfiducia a D’Alfonso: il centrosinistra la boccia

Scontri accesi e violenti in aula, tre ore di dibattito per giungere ad un voto scontato

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ABRUZZO. Il Consiglio regionale, riunito in seduta straordinaria, ha votato come primo punto all'ordine del giorno, la mozione di sfiducia al Presidente della Giunta regionale.

All'esito della votazione hanno votato a favore della mozione 10 consiglieri regionali (Febbo, Sospiri, Gatti, Iampieri, Bracco, Di Dalmazio, Marcozzi, Smargiassi, Pettinari, Mercante) mentre hanno votato contro 15 consiglieri regionali (Di Pangrazio, Mariani, Pietrucci, Monticelli, Balducci, Innaurato, Sclocco, Paolucci, Monaco, Berardinetti, Pepe, D'Ignazio, Di Nicola, Paolini, Mazzocca).

Erano assenti in aula i consiglieri regionali Chiodi, Di Matteo, Olivieri e Gerosolimo.

Esito dunque scontato per una mozione che non poteva essere in alcun modo approvata anche con i voti dei semi dissidenti che non hanno partecipato al voto.

Si sperava forse in incrinature nella maggioranza che non sono emerse.

Secondo l’assessore Silvio Paolucci la mozione è stata «un atto di arroganza politica, senza alcun giudizio di merito fondato su fatti e dati, messo in pratica da chi erroneamente pensa di avere gia' vinto le future elezioni regionali, ma a livello nazionale sta impiegando 90 giorni per assicurare un governo al Paese, con una profondissima divisione dello schieramento di centrodestra».

Ma Forza Italia non ha abbassato i toni: «doveva essere il Presidente delle due legislature tanto da scrivere la storia in Regione Abruzzo; aveva giurato che mai avrebbe tradito i suoi elettori per altre poltrone; ha dichiarato che erano solo illazioni giornalistiche quelle riferite alla sua fuga dall'Abruzzo; invece, improvvisamente, ha continuato a mentire dichiarando di diventare un Ministro del nuovo Governo. Oggi, abbiamo solo un Presidente Senatore che continua a tenere l'Abruzzo in ostaggio, trascinando la Regione in un immobilismo che modifica le istituzioni e blocca di fatto l'apparato amministrativo», hanno detto i consiglieri  regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che erano coscienti di non avere i numeri per far passare la mozione ma che l’hanno comunque voluta presentare.

«D’Alfonso», ha detto Sospiri in aula, «sopravviverà a tutta la sua maggioranza che invece, mortificando la Repubblica italiana, si macchierà di una ignominia che la accompagnerà per tutta la vita, anche quando tutti gli attuali consiglieri di sinistra termineranno la loro esperienza politica».


IL CASO AL TAR  IL 5 LUGLIO

 «Abbiamo votato la sfiducia ad un Presidente di Regione che ha violato le norme costituzionali pur di raggiungere i suoi scopi politici. Cinque anni di governo inconcludente macchiati indelebilmente da un atto forzoso di arroganza istituzionale ai danni di tutto l'Abruzzo», hanno commentato invece i portavoce regionali del M5S Sara Marcozzi, Riccardo Mercante, Domenico Pettinari, Gianluca Ranieri e Pietro Smargiassi al termine della votazione sulla sfiducia presentata dalle opposizioni. «Questa Regione e' paralizzata da mesi con la connivenza di una maggioranza che ha anteposto la carriera politica del suo Presidente al benessere dei cittadini abruzzesi»  continuano «e una maggioranza altalenante ma che nel momento del richiamo del potere ha sempre porto il braccio per permettere al Presidente di continuare a camminare e lo ha fatto derogando la costituzione, il regolamento della regione e le piu' elementari norme di buon senso che non dovrebbero mai mancare a chi si propone di amministrare. Ora auspichiamo che dove non e' arrivato il consiglio regionale, in cui l'appartenenza partitica e' stata predominante sulla legalita', arrivi il Tribunale di L'Aquila, all'udienza del 5 luglio prossimo, fissata a seguito del ricorso presentato da noi 5 e da altri cittadini abruzzesi».

 

SCLOCCO FURIOSA: «RISCHIO INVALIDITA’ PROSSIME ELEZIONI»  

Ma la seduta di oggi ha fatto pure arrabbiare Marinella Sclocco, assessore regionale alle Politiche Sociali, per l’ennesimo rinvio riguardo la votazione sulla doppia preferenza di genere.

Sclocco ha presentato una legge sul tema anni fa e lo ha ricordato anche questa mattina dopo l’ennesima cancellazione della questione dall’ordine del giorno del Consiglio Regionale.

«Come hanno già fatto numerose altre Regioni, è per noi d’obbligo votarla per conformarci alla L. 20/2016 e per dotarci finalmente di strumenti elettivi che garantiscano vere opportunità di eguaglianza ed equilibrio nei meccanismi rappresentativi», ha ribadito oggi.

 Di recente, qui in Abruzzo, è stato fatto anche un convegno sulla doppia preferenza di genere, ha ricordato Sclocco: «numerose sono state le passerelle politiche in quell’occasione per ribadire le promesse e l’impegno a votare questa misura. Nei fatti però – insiste l’assessore alle Politiche Sociali – si continua a rinviare senza veri motivi, configurando anche il rischio d’invalidazione delle elezioni regionali».

Durante lo scorso Consiglio – ha fatto notare l’assessore – si sarebbe già potuto votare la sua legge sulla doppia preferenza di genere, Sospiri aveva anche chiesto l’inserimento all’odg, ma poi fu concordato lo spostamento al secondo punto dell’odg del Consiglio di oggi.

Ma oggi, di questo punto, neanche l’ombra.

«Capisco che possano esserci “altre urgenze” – conclude la Sclocco – ma non è una motivazione sufficiente a un nuovo rinvio. Siamo di fronte all’ennesimo atto di prepotenza istituzionale, in cui un accordo non viene rispettato e spero vivamente che non sia un trucco per tirare fuori un espediente utile ad annullare le prossime elezioni regionali».