INCOMPATIBILITA'

Regione, M5S accelera e scrive a Di Pangrazio: «Abruzzo al voto entro 3 mesi»

I grillini depositano segnalazione alla giunta per le elezioni

Redazione PdN

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ABRUZZO. Il 16 marzo scorso alle 15.30 la Corte d’Appello de L’Aquila ha proclamato l’elezione del senatore Luciano D’Alfonso e domani il governatore  eserciterà per la prima volta le sue funzioni e prerogative da senatore partecipando alla prima seduta d’aula di Palazzo Madama.

Il famigerato dies a quo è, dunque, arrivato e porta con se l’incompatibilità della carica di senatore con quella di Presidente della Giunta Regionale.

L’articolo 1 comma 1 del Regolamento del Senato, infatti, è chiaro: «i  senatori acquistano le prerogative della carica (…) dal momento della proclamazione» mentre l’incompatibilità risulta sancita dalla stessa Costituzione della Repubblica che all’articolo 122: «nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio regionale e ad una delle Camera del Parlamento o ad un altro Consiglio regionale».

La storia sembra semplice ma D’Alfonso sembra intenzionato a stiracchiare un pò i tempi e fare in modo che la fine del suo Governo coincida con la conclusione naturale (tra un anno).

Ma i 5 Stelle sono pronti alla battaglia per tornare subito al voto anche perchè sanno che una tornata elettorale vicina potrebbe essere a loro favorevole, con la vittoria (parziale) delle scorse Politiche ancora fresca.

 

«ABRUZZO IN OSTAGGIO»  

«Dall’inizio dell’anno l’Abruzzo è ostaggio della carriera politica di un solo uomo che non ha tenuto tanto a svolgere le funzioni di Presidente di Regione quanto abbia tenuto ad abbandonare la nostra regione per una più comoda poltrona romana»,  commentano i consiglieri regionali del M5S Sara Marcozzi, Riccardo Mercante, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi e Gianluca Ranieri.

Oggi che l’incompatibilità è diventata effettiva ed efficace sia per il Presidente D’Alfonso che per il deputato-consigliere regionale Camillo D’Alessandro, i 5 Stelle hanno deciso di depositare una segnalazione alla Giunta per le Elezioni, presieduta dal Presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio, affinché in quella sede si prenda atto dell’incompatibilità, ne prenda atto il Consiglio Regionale, si proceda con lo scioglimento dello stesso e si consenta agli abruzzesi di tornare al voto entro tre mesi.

 

IL FANTA DIRITTO DI D’ALFONSO

Dunque sono determinati i 5 stelle che non ci stanno alle interpretazioni «da fanta-diritto ad uso e consumo del presidente-senatore»  e, forti dell’ordinamento regionale

 

 

 

,  chiedono il rispetto delle leggi ma, soprattutto, della volontà popolare.

«I cittadini abruzzesi hanno riservato al Presidente D’Alfonso un risibile 13,9% a testimonianza di una sonora bocciatura dell’operato del Governo regionale. Dal momento che siamo consci che il presidente-senatore non rispetterà la volontà popolare e non si dimetterà autonomamente chiediamo oggi al Presidente del Consiglio di convocare la Giunta per le elezioni al fine di prendere atto e dichiarare l’incompatibilità dei neo eletti e, quindi,  decretare la fine di questa legislatura».

 

Sulle incompatibilità, infatti, non è legittimato a esprimersi solo il Senato ma anche la stessa Regione Abruzzo con un procedimento proprio e indipendente da quello parlamentare.

 

INCOMPATIBILITA’

Le incompatibilità dei consiglieri regionali abruzzesi, infatti, sono sancite nella Legge Regionale n. 51/2004, che all’art. 4 riprende il dettato dell’art. 122 della Costituzione e aggiunge che “Le cause di incompatibilità previste dall’art. 3, sia che esistano al momento della elezione sia che sopravvengano ad essa, comportano decadenza dalle cariche di Presidente e di componente della Giunta, nonché di Consigliere regionale, se l’interessato non esercita l’opzione prevista dal comma 4” ossia se l’incompatibile non abbia provveduto a dimettersi dalla carica di consigliere o presidente.

 

I TEMPI

La legge regionale chiarisce anche i passaggi amministrativi del procedimento di decadenza: quando scatta l’incompatibilità il Consiglio, provvede alla contestazione. Il consigliere ha dieci giorni di tempo per rispondere; nei dieci giorni successivi il Consiglio regionale delibera definitivamente. Qualora il Consigliere non vi provveda, il Consiglio lo dichiara decaduto con deliberazione notificata all’interessato entro cinque giorni».

 

Atto conseguente e obbligatorio alla decadenza del Presidente della Giunta è lo scioglimento del Consiglio Regionale poiché il presidente di Regione è eletto a suffragio universale e diretto nel sistema neoparlamentare delineato dalla Costituzione e la sua decadenza non può dar luogo a surroga delle proprie funzioni neanche al Vicepresidente, ma comporta l’interruzione anticipata della legislatura, con successive elezioni da tenersi «entro tre mesi dallo scioglimento stesso».

 

RIMPASTI DI GIUNTA?

E’ per questa ragione che anche le dichiarazioni del Vice Presidente Lolli lasciano interdetti il Movimento 5 Stelle come, del resto, tutte le dichiarazioni di coloro che insistono a parlare di rimpasti di giunta e/o di rilancio dell’azione di governo dell’ultimo anno.

«Evidentemente, dimenticano o fanno finta di dimenticare, quanto statuito dell’articolo 141 del Regolamento del Consiglio Regionale. In sostanza, sul Vice Presidente della Giunta regionale Giovanni Lolli  graverà il solo compito di indire le elezioni regionali con proprio decreto. Qualunque azione al di fuori di quanto espressamente previsto dalla norme, dovrà essere considerato illegittimo e sarà da noi sottoposto al vaglio di ogni autorità e istituzione competente».

 

 

D’ALESSANDRO: «I 5 STELLE PENSINO A GOVERNARE IL PAESE»  

«Il M5S dovrebbe pensare a garantire un governo al Paese dopo le elezioni del 4 marzo piuttosto che sperare e lavorare affinché si blocchino istituzioni nazionali e regionali, lasciando i cittadini, le imprese e le famiglie senza guida e assunzioni di responsabilità», replica D’Alessandro.

Sempre il consigliere regionale uscente spiega che  «nello stesso istante in cui si concluderà la procedura nazionale, il presidente D’Alfonso procederà alla opzione di senatore, dando via all’applicazione dei termini previsti dal regolamento regionale. Per quanto mi riguarda procederò nel breve a rassegnare autonomamente le dimissioni dalla carica di consigliere regionale».

D’Alessandro «nel merito giuridico» ricorda che il regolamento del Senato affida alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari il compito di verificare le eventuali sopraggiunte condizioni di ineleggibilità e di incompatibilità. «Ogni eletto, entro 30 giorni dalla proclamazione, trasmette a tale Giunta l’elenco delle cariche ricoperte. Il presidente della Giunta delle elezioni del Senato nomina un comitato per la verifica delle cariche e da qui si dà avvio ad un procedimento in contraddittorio con l’interessato. A seguito delle deliberazioni della Giunta delle elezioni, l’eletto dovrà procedere a rimuovere l’incompatibilità entro il termine perentorio stabilito dalla Giunta stessa. Sarà questo il termine rispettato dal presidente D’Alfonso che apre successivamente la procedura regionale».

 

Secondo D’Alessandro, comunque, «sarebbe cosa buona ed opportuna che tutti fossero interessati a fare in modo che il governo regionale sia nella pienezza dei poteri fino alla fine; la guida sarà esercitata per il periodo successivo dal vicepresidente Giovanni Lolli affinché gli abruzzesi abbiano una istituzione funzionante e non congelata»