LA REAZIONE

Autorizzazione centrale Snam, il 21 aprile mobilitazione a Sulmona

M5S: «ennesimo calcio all’Abruzzo»

Redazione PdN

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ABRUZZO. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato la centrale Snam e il territorio i mobilita con una grande manifestazione programmata per sabato 21 aprile prossimo a Sulmona.


Il Governo Gentiloni a dicembre dello scorso anno, a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere, ha approvato la delibera con la quale ha superato la negazione dell’intesa con la Regione Abruzzo.

Il 7 marzo scorso, a pochi giorni dal risultato elettorale, ha emanato un decreto in un momento in cui il Paese non ha ancora un Governo legittimamente insediato.

Per questo sabato il Coordinamento No Hub del Gas - Abruzzo ha organizzato un presidio davanti alla Prefettura, il Palazzo del Governo.

«La forzatura messa in campo dal MISE a favore della Snam nei confronti di un territorio e delle Istituzioni che hanno sempre espresso la loro contrarietà all’opera, denotano un accanimento ed uno spregio di quei principi fondanti della nostra democrazia», denuncia il coordinamento.


L’opera autorizzata con questo decreto, denominata “Centrale di compressione gas di Sulmona e delle quattro linee di collegamento alla rete Snam Rete Gas esistente”, è lo stravolgimento del progetto originario risalente al 2005, nel quale si precisava che l’impianto era a supporto del metanodotto Sulmona-Foligno (la denominazione era, infatti: “Metanodotto Sulmona-Foligno e centrale di compressione e spinta a Sulmona”) e non vi era menzione della finalità successiva che collegava la centrale al sito di stoccaggio di Fiume Treste a Cupello.

N0el 2011, come riportato nel decreto, si è proceduto invece ad uno sdoppiamento delle procedure, «dividendo in maniera del tutto artificiosa la centrale dal gasdotto», contesta il coordinamento. Un'operazione secondo gli ambientalisti illegittima, perché delle due l'una: o c'era veramente un'altra finalità e allora bisognava rifare una nuova Valutazione d’Impatto Ambientale oppure è stato l'ennesimo escamotage per spezzettare un'opera unitaria per evitare troppe proteste e mettere intanto un tassello con la centrale per depotenziare l'oppposizione.

In ogni caso MISE e Snam hanno proseguito in questo modo l'iter che ha portato alla delibera del 22 dicembre 2017 e all’emanazione del decreto autorizzativo il 7 marzo scorso.


LA PUBBLICA UTILITA’

Nel decreto sono riassunte le fasi conclusive della procedura adottata ai sensi dell’art. 14 quater – 3 comma L.241/90, sia per le conferenze di servizi - tenutesi presso il MISE – che per le riunioni presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Viene ribadita la necessità di realizzare un’opera impropriamente definita di “pubblica utilità” ma secondo il Coordinamento «non serve né a Sulmona, né all’Abruzzo, né all’Italia, ma è finalizzata ai profitti della Snam con la rivendita del gas ai Paesi del centro e nord Europa. La società lo dice chiaramente nei propri piani finanziari presentati a Londra agli investitori. Il cosiddetto "Hub del Gas" deve essere realizzato pezzo per pezzo. Un mosaico che si sta costruendo a furia di atti forzati e sulla testa di tutte le comunità coinvolte, dal TAP a quelle dei tre crateri sismici in cui dovrebbe passare il gasdotto della Rete Adriatica. In realtà questo puzzle si sta ora componendo a decisioni già prese nelle segrete stanze. Immaginate dover presentare e farsi approvare un'unica grande opera dal Salento agli stoccaggi padani: ci sarebbe stata una rivolta generale come per le trivelle con lo Sblocca Italia e anche i territori non interessati dalle opere si sarebbero chiesti: chi paga? Per quali scopi si sta facendo quest'opera? Le risposta è drammatica: non solo a loro vanno i profitti e a noi restano i rischi ma paghiamo noi attraverso le bollete».


Il Movimento 5 Stelle, invece, parla di «ennesimo calcio che il Governo nazionale dà all’Abruzzo in virtù dello Sblocca Italia e del riconoscimento dell'opera come strategica e di interesse comunitario. E’ questo il motivo per cui ci siamo sempre opposti a questa norma. Non è possibile, infatti, che grazie allo Sblocca Italia si debba subire la decisione imposta da un Governo che, nonostante la sonora bocciatura dei cittadini, riesce ancora a fare danni così gravi alla nostra Regione».