TIRA E MOLLA

Regione Abruzzo al voto? Pd chiede «continuità al governo regionale»  

Centrodestra: «non si giochi su pelle abruzzesi»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1752



ABRUZZO. A pochi giorni dal deludente risultato elettorale, il Pd rilancia la volontà di continuare a governare l'Abruzzo e c’è chi spera veramente che si riesca ad arrivare alla naturale scadenza della primavera 2019.

In pratica un anno intero, con il presidente Luciano D’Alfonso che attualmente è in procinto di andarsene a Roma e si impegna in disquisizioni giuridiche per stiracchiare i tempi (su Facebook è stato smentito dal costituzionalista Enzo Di Salvatore: un senatore è tale ed incompatibile con altre cariche fin dalla proclamazione).

Cosa succederà lo hanno detto questa mattina a Pescara l'assessore Silvio Paolucci e i consiglieri regionali Camillo D'Alessandro (appena diventato deputato) e Sandro Mariani (lui non ce l’ha fatta e resta fuori dal parlamento), spiegando quelle che sono le ragioni della continuità del governo regionale.

Il consigliere Camillo D’Alessandro ribatte anche al centrodestra e ai pentastellati che hanno parlato di stallo: «il governo regionale continuerà a governare fino a quando lo stabilisce la legge perché le sue dimissioni non saranno stabilite da noi, ma proprio dalla legge che prevede due passaggi: la proclamazione nei prossimi giorni e poi il 23 marzo la prima seduta e poi la convalida che avviene dopo l'elezione dei presidenti di Camera e Senato, si sono elette le Commissioni e tra queste anche la Giunta per il Regolamento che darà un termine al presidente che l'istante dopo - ha detto D'Alessandro - si dimetterà, e quando questo avverrà non lo sappiamo. Ma non possiamo prende lezioni dal centrodestra che cinque anni fa allungò la legislatura scaduta di sei mesi. Qui non si tratta di allungare la legislatura scaduta che invece fecero loro, ma di aspettare i termini previsti dalla legge».

L'assessore regionale Silvio Paolucci ha ricordato che fino a quando D’Alfonso resterà in carica, Giunta e Consiglio avranno pieni poteri. Nel momento in cui opterà e sceglierà il Senato, dimettendosi, la Regione sarà guidata dal vice presidente che immediatamente convocherà le elezioni.


«A livello nazionale», ha fatto notare invece Mariani, «ci si chiede un aiuto e responsabilità per formare un Governo e poi a livello regionale ci si dice di andare via. È vero che il responso delle urne è stato questo, però quello che sta accadendo è sotto gli occhi di tutti».



CENTRODESTRA:  «NON SI GIOCHI SULLA PELLE DEGLI ABRUZZESI»  

Il centrodestra, intanto, chiede a D’Alfonso di non scherzare «sulla pelle degli abruzzesi»  e di non cercare «scappatoie e sotterfugi inutili e dannosi».

«Troviamo irriguardoso – commenta il gruppo regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri - cercare tra le pieghe del pensiero di un Maestro del diritto costituzionale, quale fu Costantino Mortati, un appiglio, una sfumatura, una qualsivoglia parola che avvalori strumentalmente ciò che, in fatto di incompatibilità tra la carica di Presidente della Giunta regionale e quella di Senatore della Repubblica, è per il diritto assolutamente chiaro. In claris non fit interpretatio: è questo l’antico brocardo che sempre deve accompagnare il lavoro (e l’onestà intellettuale) dell’interprete. E l’ordinamento giuridico è, sul punto, assolutamente chiaro. Come del resto lo è Mortati: “L’assunzione della qualità di membro elettivo del Parlamento – scrive Mortati – ha luogo con la «proclamazione» dell’avvenuta elezione”. E il regolamento del Senato dichiara che “i Senatori acquistano le prerogative della carica e tutti i diritti inerenti alle loro funzioni, per il solo fatto della elezione o della nomina, dal momento della proclamazione se eletti, o dalla comunicazione della nomina se nominati”. Infine, la Costituzione, all’art. 122, secondo comma, recita: “Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo”.

«Pertanto – concludono i forzisti – il centrosinistra non commetta l’errore di bloccare per altri otto mesi una Regione come l’Abruzzo che per colpa dei capricci dalfonsiani continua a registrare segnali e dati allarmanti in settori strategici per la nostra economia come agricoltura, turismo, artigianato e comparto produttivo industriale.

«Più che scomodare il padre costituente Costantino Mortati, come fa D’Alfonso – dice invece il riconfermato Gaetano Quagliariello -, è il caso di evocare Ennio Flaiano: la situazione è grave ma non è seria…»

MAZZOCCA: «ANCORA TANTO DA FARE»  

Più concreto di tutti il sottosegretario Mario Mazzocca che stila le cose da dover ancora chiudere e pensa ai progetti a sostegno dell’economia circolare e di tutti quegli approcci innovativi che garantiscono nuovi posti di lavoro stabili e duraturi, le questioni ancora aperte sulla sanità, il rischio della chiusura della residenza universitaria aquilana Campomizzi.

Ad attendere ancora c’è pure  il bando regionale per il contributo per il pagamento del canone di locazione ad uso abitativo- prima casa. Era uno strumento di Welfare basilare.