SOCCORSO NON PRONTO

Rigopiano, le 4 chiamate ignorate prima di inviare i soccorsi

Tutte le telefonate ritenute non attendibili

Redazione PdN

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PESCARA. Un anno fa. Quattro chiamate ignorate, due ore di tempo perse: andò così il 18 gennaio scorso a Farindola, dopo la valanga.

Il cuoco Giampero Parete e il manutentore Fabio Salzetta si erano miracolosamente salvati scampando alla valanga ma per oltre 120 minuti lottarono strenuamente al telefono per essere creduti.

Mentre erano al gelo, in macchina. Con le batterie dei cellulari quasi a terra. Con la paura per i propri cari, sepolti sotto l’albergo.  Con la paura di morire assiderati prima dell’arrivo dei soccorritori.



ORE 17.09 LA CHIAMATA AL 118

Sono le 17:09 del 18 gennaio 2017: la valanga ha appena sepolto l’hotel Rigopiano.

Giampiero Parete chiama per la prima volta i soccorsi.

Compone il 118,  dice subito che l'hotel Rigopiano è crollato a causa di una valanga

«L'hotel non c'è più,  siamo solo io ed un'altra persona c'è stata una valanga non c'è più niente. È crollato tutto».

L'operatore lo ascolta, ripete incredulo le parole «è crollato tutto» e gli chiede di tenere il telefono libero.

Insomma chi risponde a quella prima chiamata non ha motivo di dubitare che quella sia una bufala ma c’è il primo intoppo quando la segnalazione viene riferita al coordinatore del 118 Mauro D'Agostino.

 

D'Agostino prova a richiamare Parete ma senza successo.

ORE 17.40 118 VERIFICA CON CAPITANERIA

Allora alle 17.40 contatta pure l’ufficiale della Guardia Costiera Boris Pianelli che gestiva i voli di soccorso e chiede di dirottare sul posto un elicottero. Ma la risposta è negativa perché le condizioni meteo sono proibitive.

 

TELEFONATE DI VERIFICA ALL’HOTEL

Partono telefonate di verifica anche all'hotel Rigopiano ma il telefono è sempre irraggiungibile.

I soccorritori riescono a contattare il direttore Bruno Di Tommaso (che stava a Montesilvano).


DIRETTORE DI TOMMASO (L’ERRORE)

A lui parlano genericamente di problemi legati a crolli o al terremoto.

Di Tommaso risponde che è tutto a posto e che era stato in collegamento WhatsApp fino a un attimo prima con un dipendente.

La segnalazione di Parete quindi Viene ritenuta non attendibile.

Gli operatori annunciano che si procederà a denunciare il tipo che ha telefonato.

 

 

ORE 18.06 - CI PROVA ANCHE MARCELLA

Nel frattempo Parete chiama l’amico Quintino Marcella che si mette in moto per chiedere aiuto. Lui non verrà mai creduto.

 

Alle 18:06 parte la prima telefonata di Marcella che chiama il 112. Segnala all'operatore che l'hotel Rigopiano è crollato e di essere stato contattato dal suo amico che si trova lì.

«È successa una cosa molto grave, è crollato l'albergo, non c'è più niente, l'hotel è sparito».

 

L'operatore dice che contatterà la prefettura per verificare.

 


ORE 18.09 LA PREFETTURA: «SOCCORSI ALL’HOTEL TUTTO A POSTO»  

 

Alle 18:09 l'operatore chiama in sala operativa alla prefettura e gli risponde la funzionaria Daniela Acquaviva che dirà: «abbiamo verificato sta tutto a posto», «l’Hotel Rigopiano è già stato fatto questa mattina. C'erano dei problemi. Sono stati raggiunti e sta tutto a posto».

 


ORE 18.20 – MARCELLA CHIAMA ANCORA

Alle 18:20 Quintino Marcella chiama anche al 113: la telefonata viene trasferita e risponde sempre la funzionaria della prefettura Daniela Acquaviva: «questa storia va avanti da stamattina i vigili del fuoco hanno fatto le verifiche e non c'è nessun crollo all'hotel Rigopiano. I Carabinieri si sono attivati. È crollata la stalla delle pecore di Martinelli dove fanno il pecorino dop ma no nell'hotel».

 

Quintino Marcella insiste dice che la segnalazione è recente, l'hanno chiamato meno di 5 minuti prima.  Ribadisce che Parete non è tipo da fare scherzi di questo tipo ma la funzionaria insiste «senta, noi da stamattina abbiamo fatto tutte le verifiche del caso e ci risulta che è crollata solo la stalla e sono andati a verificare che le devo dire».

La donna spiega anche di conoscere «benissimo» Fernando, fratello di Giampiero e anche la mamma Tea e il papà Gino.

Ma mentre i due parlano Acquaviva conferma che il direttore dell'hotel aveva parlato con il 118 dicendo che era tutto a posto.

 

E a questo punto Marcella chiede di richiamare. Lui non demorde perché Parete sta continuando a chiedere aiuto. Ma arriva il no: «ma lei lo sa come siamo messi? Qua quanti problemi, gente intossicata, con la dialisi che non può uscire da casa e io devo rifare una telefonata… no guardi, non è cattiveria ma assolutamente no. Provi lei a mettersi in contatto con l’hotel».

«Ma io non ci riesco», risponde Marcella.

«Ci riesce, ci riesce», gli rispose Acquaviva, «se c’è riuscito il 118 non ci riesce lei con un telfono normale, ci siamo riusciti, sia gentile, non è cattiveria però adesso la devo lasciare perché ci sono situazioni veramente gravi».

 

Alle 18:31 Bruno Di Tommaso ricontatta i soccorritori dicendo di essere preoccupato perché non riesce più a chiamare nessuno in hotel.

 

ORE 18.58 – L’ENNESIMA CHIAMATA

 

Alle 18:58 Quintino Marcella contatta ancora il 113 chiedendo di parlare con la funzionaria della prefettura.  Ma la telefonata viene smistata, non si sa, perché ad un volontario della protezione civile che aveva il compito di vigilare l'accesso alla Golena Nord a Pescara.

Marcella lancia un allarme anche a lui e gli dice che è crollato l'hotel Rigopiano ma nessuno vuole credergli. La telefonata poi improvvisamente si interrompe.

 

ORE 19.01 – LA QUINTA TELEFONATA

 

Alle 19:01 Giampiero Parete riesce a chiamare il 118 di Chieti che gira la chiamata al 118 di Pescara: è da questo momento che la telefonata viene considerata per la prima volta, con 2 ore di ritardo, attendibile. Eppure Parete dice sempre le stesse cose.

 

«Sono sempre da Rigopiano da  Farindola c'è stata quella valanga… siamo qui …superstiti…. l'elicottero…. siamo congelati».

 

L'operatore di Chieti gli chiedo di aspettare ancora una volta in linea perché deve passare  la chiamata all'operatore di Pescara.

 

Qui di nuovo tutto da capo: «è crollato l’hotel… c'è stata una valanga… non c'è più l'hotel… siamo solo due sopravvissuti».

 

Dopo pochi minuti Parete viene ricontattato, per l’ennesima volta dovrà raccontare la tragedia. In viva voce lo ascoltano diversi operatori. Nessuno ha più dubbi: la segnalazione è vera.

 

Alle 19:21 c'è l'attivazione dei soccorsi. E’ a questo punto che, per la prima volta, viene disposto che la turbina della Anas presente a Penne si diriga verso Rigopiano per consentire l'avanzamento di soccorso.

Una turbina che gli ospiti dell’hotel aspettavano dalle 10.30 della mattina e che in realtà non arriverà mai a destinazione perché in piena notte si romperà costringendo i soccorritori a raggiungere sugli sci quel che resta dell’hotel.

 

Alessandra Lotti