SEGNALI DI FUMO

M5s: «La giunta D’Alfonso vuole l’inceneritore ma il Pd aveva detto no»

«Scelte che espongono l’Abruzzo al pericolo invece di differenziare di più»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

292

 

ABRUZZO. A parole si è capito che la Regione Abruzzo amministrata dal centrosinistra è contraria agli inceneritori che il Governo vorrebbe costruire in Abruzzo o Molise.

Nei fatti, però, ci sono atti che direbbero il contrario e che esporrebbero la Regione a pericoli, dando il destro al governo che potrebbe scegliere proprio la nostra regione come sede di un inceneritore di cui si parla ormai da quasi 10 anni.

Lo sostiene Sara Marcozzi, capogruppo in Consiglio regionale per il M5s

«Nonostante il PD abbia votato in Consiglio contro l’incenerimento- ha spiegato Marcozzi, nel corso di una conferenza stampa tenuta questa mattina a Pescara- oggi la stessa maggioranza approva regolamenti che prevedono la combustione dei rifiuti in regione e nelle regioni limitrofe».

Il 12 febbraio scorso la Giunta D’Alfonso, tramite la delibera di giunta 116/16, ha fatto propria la strategia Rifiuti Zero- ricorda ancora la Marcozzi ma nei fatti «scopriamo che la Regione ha scelto, tra i tre scenari elaborati dalla Oikos, la società incaricata di elaborare una proposta di aggiornamento del Piano regionale di gestione dei Rifiuti, proprio quello che prevede il recupero materia e riproduzione CSS».


 

RELAZIONE OIKOS

Alla fine del 2014 la Società Oikos, incaricata dalla Regione Abruzzo di elaborare una proposta di aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, presentava la sua Relazione con la quale indicava a Ragiona Abruzzo, che avrebbe dovuto sceglierne uno, i tre scenari possibili in materia di trattamento del rifiuto urbano residuo (rifiuto indifferenziato):

a) scenario recupero materia – dal trattamento di tutto l'indifferenziato prodotto in Regione si ricavano materie seconde (26/27%) e Fos (30%) – il sovvallo secco va in discarica (40% circa)

b) scenario recupero materia e produzione CSS (combustibile da rifiuti per incenerimento) - «si assume che tutto il rifiuto indifferenziato della Regione venga sottoposto a lavorazioni finalizzate alla produzione di CSS e all’estrazione di frazioni recuperabili in forma di materia (plastiche, metalli, carta) quantificabili in circa il 10% del flusso trattato. Il CSS ammonta al 30% del input. Il sottovaglio in uscita dalla selezione viene stabilizzato così da ottenere FOS (circa il 30%) - scarti e perdite di processo pari al 30% (in discarica)»

c) scenario produzione CSS (combustibile da rifiuti per incenerimento) – il trattamento di tutto il rifiuto indifferenziato è finalizzato alla produzione di CSS (40%) - residuano fos (30%) e sovvallo da destinare a discarica (30%).

Del Fos (compost di fatto non commerciabile) non si indica la destinazione e, dunque, si deve ipotizzare che finisca anch'esso in discarica.

Il 26 febbraio 2016 la Giunta D'Alfonso (dgr 116/16) approva le “Linee di indirizzo per l'adeguamento della normativa regionale in materia di gestione dei rifiuti”.

A parole, Regione Abruzzo cita l'economia circolare e fa propria la strategia Rifiuti zero che “dice no alle discariche, no agli inceneritori”.



IL GIOCO DI PAROLE

Nei fatti, però,  Regione Abruzzo ha scelto lo scenario Oikos che prevede «recupero materia e produzione CSS», dunque anche l’incenerimento, «giocando con le parole: non parla più di “solo recupero materia” ma “massimo recupero di materia”, un “facciamo quello che possiamo”, insomma!», dice Marcozzi.

Mantre nella delibera di giunta del 26 fabbraio si leggeva un no all'impianto di incenerimento in Abruzzo «in particolare non prevedendo l'opzione dell'incenerimento dedicato di rifiuti urbani e di nuovi impianti di Cdr/Css”, «nei fatti, la scelta di Mazzocca e D’Alfonso è di incenerire», sostiene Marcozzi .

Il 18 ottobre, infatti, il Servizio Gestione Rifiuti delle Regione Abruzzo e il sottosegretario Mazzocca, in conferenza stampa, presentano la versione definitiva del nuovo piano regionale dei rifiuti nella quale «si conferma che la proposta di Piano è basata sullo scenario 2 – recupero materia e produzione CSS (dunque anche incenerimento); si prevedono tre tipi di impianti  trattamento meccanico biologico: standard, recupero materia spinto e materia più il Css.

«Per l'impianto Deco di Casoni», aggiunge Marcozzi, «è prevista la parte del leone essendo l'unico impianto in grado oggi di produrre Cdr; delle 172.200 tonnellate all’anno di rifiuto indifferenziato previste per il 2022 il 62% andrà al Tmb materia+CSS, il 22% al TMB recupero materia spinto e il 17% al TMB standard; il CSS (per incenerimento) rappresenterà il 22% dell'output complessivo; in generale, il 34% dell'output è costituto da “recupero energetico”, dunque da incenerimento, (di cui 12%CDR), il 9% recupero materia ed il 48% smaltimento in discarica».



CHE FINE FANNO I COMBUSTIBILI DA RIFIUTI COSI' PRODOTTI?

Regione Abruzzo intende destinare il Combustibile solido secondario (Css) a impianti industriali «non dedicati» come i cementifici  in ambito locale e indirizzare il flusso di rifiuti, non altrimenti valorizzabile, a recupero energetico (incenerimento) in impianti “dedicati” fuori regione.

« La scelta di bruciare i rifiuti indifferenziati», spiega Marcozzi, «espone l'Abruzzo al rischio di dover subire l'imposizione dell'inceneritore da parte del Governo Renzi. Quello che sembra è che siano i privati a dettare la linea sul trattamento dei rifiuti in Regione Abruzzo e non il contrario. Il M5S ha chiesto e proposto da mesi alla Giunta di privilegiare l’utilizzo di strutture pubbliche e, solo laddove il pubblico non fosse sufficiente, di avvalersi dell’ausilio degli impianti dei privati».

 

LUNEDI’ PRONTO DOCUMENTO DA 500 PAGINE

«I nostri atti, inclusa la delibera della Giunta regionale n. 116 del 2016, in realtà, avviano concretamente sul territorio regionale la stagione dell'economia circolare a favore dello sviluppo sostenibile», replica Mazzocca.

«La stesura definitiva del nuovo "Piano Regionale Gestione dei Rifiuti", un documento di oltre 500 pagine, sarà disponibile solo venerdì prossimo: per questo motivo avevamo da tempo programmato per lunedì 28 novembre la conferenza stampa sulle linee d'indirizzo in materia di gestione dei rifiuti, sul tema del recupero di materia, sul nuovo Piano e sul futuro sistema di governance inerente l'impiantistica sia pubblica che privata.  Lunedì prossimo avremo modo di essere più esaustivi, come sempre sulla scorta dei fatti».