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Decreto terremoto, soddisfazione M5S-Lega. Pd: «non c'è niente di nuovo»

Ieri il via libera ma non tutti sono soddisfatti

Redazione PdN

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Decreto terremoto, soddisfazione M5S-Lega. Meloni frena: «una presa in giro»

 

ABRUZZO. «Con un nostro ordine del giorno approvato alla Camera abbiamo chiesto al Governo di adottare misure che abbattano il carico fiscale che grava sulle popolazioni delle aree colpite dal sisma del Centro Italia», commentano con soddisfazione i deputati M5S abruzzesi Fabio Berardini e Antonio Zennaro.

Ieri il decreto è stato convertito in legge 

 

Il complesso delle misure contempla tra l'altro la proroga della struttura commissariale fino al 2021, dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2018 (con uno stanziamento di 300 milioni) e l'inserimento nel cratere di cinque nuovi comuni, tutti in Abruzzo: Catignano, Civitella Casanova e Penne in provincia di Pescara, Penna Sant'Andrea e Basciano in provincia di Teramo.

 

«E’  un ottimo stimolo», sono convinti Bernardini e Zennaro, «per la partenza effettiva della ricostruzione e introduce importanti facilitazioni per imprese e cittadini».

I prossimi provvedimenti, a cominciare da decreto proroghe e legge di Stabilità, dovranno anche diminuire in maniera sostanziale il carico tributario, dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi di assicurazione che i contribuenti colpiti dal sisma dovranno rimborsare a partire da gennaio 2019.

Oltre 300 milioni per lo stato di emergenza saranno destinati nelle aree colpite dal terremoto del Centro Italia.

«Altri 80 milioni di euro frutto dei risparmi e tagli 'anti-casta' della Camera dei Deputati», spiegano i capigruppo del Movimento 5 Stelle di Camera e Senato Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli commentando l'ordine del giorno del Movimento 5 Stelle approvato a Montecitorio.

«Con il nostro decreto "sblocca-cantieri" la ricostruzione potrà partire e verranno stanziati 10 milioni per aiutare chi ha avuto la seconda casa distrutta dal sisma: ora potrà tornare in vacanza usando aree camper attrezzate nei pressi di quei luoghi», continuano.

«Inoltre come già avvenuto per cittadini e imprese, anche per i Comuni è prorogato il pagamento delle rate dei mutui alla Cassa Depositi e Prestiti»

 

IL MONITO ALL’EUROPA

«L'Europa deve rendersi conto che sostenere le popolazioni terremotate e' un dovere e non un modo per drogare l'economia o fare concorrenza sleale», hanno detto ancora Berardini e Zennaro.

E a proposito di Europa è un bilancio positivo quello che la delegazione di esperti della Commissione europea, guidata dalla direttrice Vittoria Alliata di Villafranca, ha riportato a Bruxelles dopo la sua missione di due giorni nelle zone colpite dal sisma nel 2016 e 2017. Le autorità italiane hanno tempo fino al maggio 2019 per utilizzare 1,2 miliardi di euro stanziati per la ricostruzione nel 2017 dal Fondo Ue di solidarietà e la visita degli esperti Ue ha confermato che finora i tempi di spesa stabiliti sono stati rispettati.

«È stato impressionante vedere quanto è stato fatto finora»  in paesi come Arquata del Tronto, Amatrice e Norcia, spiega un funzionario Ue parlando della trasferta.

«La Commissione è fiduciosa che la gestione e la finalizzazione della fase di emergenza, così come la fase di ricostruzione che è già iniziata, continueranno senza intoppi com'è avvenuto finora. Il livello di preparazione e la capacità di coordinamento della Protezione civile sono chiaramente degli esempi per il resto dell'Ue» , ha aggiunto lo stesso funzionario.

 

MELONI: «UNA PRESA IN GIRO»

 Ma non tutti sono entusiasti. Critica Giorgia Meloni che parla di «una grande delusione perché il decreto sul terremoto non rappresenta alcun cambiamento. È solo una grande presa in giro. Nessuna delle proposte che sono state formulate in questi mesi e in questi giorni dai sindaci dei Comuni del cratere e dalle associazioni, venuti anche qui a Roma a manifestare, è stata accolta. Nessuna delle richieste di chi vive quel dramma ogni giorno è stata presa in considerazione da un Governo che ha blindato il decreto perché, evidentemente, ha altro di cui occuparsi e perché voleva risolvere subito questa pratica, magari per andare in vacanza in tempo. Non lo sappiamo perché abbiamo dato battaglia in Aula, proprio con alcuni sindaci di quelle zone eletti con Fratelli d'Italia, che hanno portato proposte puntuali. Abbiamo dato battaglia e abbiamo trovato solo no. E continueremo a dare battaglia: non andremo a fare le passerelle nei Comuni ma staremo qui, in Parlamento, e presenteremo un'interrogazione a settimana fino a quando quelle risposte non arriveranno. Perché sul tema del terremoto non siamo disponibili alla continuità con il Pd. Questo governo è così in continuità con la sinistra da annunciare addirittura di voler confermare il commissario De Micheli, persona del Pd. Ecco speravamo in un altro cambiamento»

 

LEGA FRENA GIUDIZI NEGATIVI

«Siamo riusciti a far diventare legge - hanno spiegato invece esponenti della Lega - una norma per sanare le casette temporanee, costruite in emergenza da circa 1300 famiglie, un caso portato alla luce da nonna Peppina. Sono inoltre stati sbloccati i lavori per 3mila chiese, ferme al palo per un eccesso di democrazia, e questo passando da un regime di lavori pubblici a uno di lavori privati. Altra cosa importante: stava per scadere lo stato di emergenza, ma nel provvedimento è stata introdotta la proroga fino al 31 dicembre, andando a recuperare 300 milioni. E tutte le scadenze sono state allineate alla fine dell'anno. Inoltre, entro il 22 luglio decine di imprese dell'Aquila cadute sotto procedura infrazione europea avrebbero dovuto restituire 70 milioni di euro in una tranche unica: abbiamo previsto una proroga di 60 giorni per questa scadenza e abbiamo approvato un ordine del giorno che impegna governo ad aprire una negoziazione con l'Ue per rivedere questo termine».

PD: «HANNO TRADITO ABRUZZESI»  

«Quasi 200 emendamenti presentati da tutte le opposizioni al decreto terremoto, riguardanti l'Abruzzo, la ripresa, le tasse, le rateizzazioni sono stati tutti bocciati dai parlamentari di M5s e Lega, anche quelli eletti nel nostro territorio, che hanno clamorosamente tradito l'Abruzzo e gli abruzzesi». Così il deputato del Pd, Camillo D'Alessandro, questa mattina in conferenza stampa a Pescara, insieme alla senatrice democratica Stefania Pezzopane e al segretario regionale del Pd, Marco Rapino, in merito al decreto Terremoto, approvato ieri e contenente le misure urgenti per le regioni colpite dal sisma del 2016.

«Gentiloni, prima della formazione del nuovo Governo, si è preoccupato di mettere in campo un decreto base, che affrontasse le questioni urgenti, lasciando giustamente alla nuova maggioranza e al nuovo Governo le decisioni da assumere - prosegue D'Alessandro -. La cosa scandalosa è che, soprattutto il M5s, aveva riempito di chiacchiere le popolazioni del territorio, assumendo una serie di impegni, che sono stati traditi, rinviando tutto, anche questioni che era possibile risolvere a costo zero, ad un futuro prossimo decreto milleproroghe e a una futura legge di bilancio».

Inoltre il deputato del Pd bolla come «false le notizie secondo le quali sarebbero stati estesi i comuni del cratere. In realtà non c'è nulla - conclude D'Alessandro - non c'è un comune in più, non c'è un euro in più di quelli garantiti dal governo Gentiloni e non c'è una rateizzazione in più».

Pezzopane evidenzia «i mancati rinnovi di circa 1.000 lavoratori, assunti con forme contrattuali diverse, che il 31 dicembre scadono. Ho fatto presente che rinviare la questione alla legge di bilancio, come ha fatto il governo - sottolinea la parlamentare aquilana - significa creare un buco e bloccare di fatto la ricostruzione».

La senatrice del Pd ricorda, inoltre, che il «M5s aveva promesso che il primo atto del 'Governo del cambiamento' sarebbe stato un decreto sul terremoto, in cui si sarebbe abbassata la restituzione delle tasse addirittura al 30%, mentre a noi hanno bocciato il provvedimento che le avrebbe abbassate al 40%».

Pezzopane poi rileva che «si proroga lo stato di emergenza, ma è stata bocciata la nostra richiesta di proroga della struttura commissariale. Ma come si può pensare - si chiede Pezzopane - che un'emergenza non venga gestita in parallelo dalla struttura commissariale?»

 

 «Con la conferenza stampa di oggi il Pd non fa altro che attaccare se stesso e ciò che non è stato fatto quando era al Governo», replicano Fabio Berardini e Antonio Zennaro, «Siamo di fronte a una chiara operazione mediatica il Pd non solo era consapevole dell'inammissibilità dei provvedimenti presentati, ma anche della mancanza di copertura per i vincoli dovuti alla loro legge di Bilancio, anche se la cosa più grave, a nostro parere, è il goffo tentativo di attaccare, per scrollarsi di dosso pesanti responsabilità nei confronti dei cittadini che hanno rappresentato. Ci chiediamo come mai non abbiano inserito in una legge le loro proposte quando erano al Governo»