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Restituzione tasse post sisma, l’Abruzzo si mobilita: «è la madre di tutte le battaglie»

Tutti i partiti compatti: «solo così si salva l’economia aquilana»   

Redazione PdN

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Restituzione tasse post sisma, l’Abruzzo si mobilita: «è la madre di tutte le battaglie»

ABRUZZO. E’ fissata per oggi la riunione alla sede della Giunta regionale all'Aquila sulla questione della restituzione delle tasse, a cui parteciperanno i rappresentanti politici e le categorie. Il tavolo è stato convocato dal vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli.

L’argomento da sviscerare è ovviamente la procedura d'infrazione aperta dall'Unione Europea, che qualifica come "aiuti di Stato" le agevolazioni seguite al periodo di sospensione temporanea dal carico fiscale a causa di eventi calamitosi, e ne prescrive il recupero immediato.

E così nei giorni scorsi sono state notificate cartelle esattoriali a circa 350 imprese e professionisti del cratere da pagare entro 30 giorni. E sale l’ansia.


Quella di oggi è una riunione decisiva per la sorte del territorio. Oggi, in pratica, parte la mobilitazione.

«A nove anni da quella terribile notte oggi possiamo dire di avere fatto importanti passi in avanti, grazie all'impegno e alla coesione di cui L'Aquila e gli aquilani sono stati capaci», dichiara la deputata democratica Stefania Pezzopane convinta che «l'assurda richiesta»  di restituire in tempi brevissimi un aiuto a cui gli imprenditori del territorio avevano diritto per legge, va contrastata con ogni mezzo a disposizione.

«Un colpo del genere al nostro sistema economico equivarrebbe a un'altra mazzata a tradimento: alle imprese, ai lavoratori, ai cittadini, alle famiglie».

Secondo la Pezzopane servirà una mobilitazione unitaria, senza distinzioni e divisioni politiche e partitiche, e' indispensabile.

«È la madre di tutte le battaglie per la sopravvivenza economica del territorio e siccome ne va del destino di L'Aquila, capoluogo d'Abruzzo, e del cratere del terremoto del 2009, daremo battaglia fino all'ultimo e con tutti gli strumenti a disposizione, giuridici, politici e civici, quindi anche attraverso manifestazioni di piazza», sostiene anche il  sindaco di L'Aquila, Pierluigi Biondi.

Della circostanza sono stati interessati tutti, il Governo uscente e tutti i partiti a livello nazionale, nelle ultime due settimane il sindaco ha avuto interlocuzione fitta e proficua con il presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani, e ha scritto una lettera al commissario europeo per la concorrenza Margrethe Verstager.

Obiettivo prioritario è di ribadire che non si tratta di aiuti di Stato perché stabilire una fiscalità di vantaggio per un periodo limitato in un territorio ristretto non può essere considerato un aiuto di Stato.

Quei  contributi di sgravio, secondo la Commissione, avrebbero dovuto dimostrare un nesso chiaro tra il sisma e i danni subiti dalle imprese. Una situazione che ha coinvolto gli imprenditori loro malgrado: «in buona fede», commenta il neo senatore del Movimento 5 Stelle, Primo Di Nicola, «hanno fatto ricorso a una normativa credendo che tutto fosse in regola per poi scoprire che le nostre istituzioni non avevano onorato gli obblighi più elementari. Questi cittadini abruzzesi non devono assolutamente pagare per colpe non proprie».

E sul caso è stata già firmata un'interpellanza parlamentare per chiedere al governo di «attivarsi con la massima urgenza, sollecitudine e risolutezza»  in Europa per «riaprire le negoziazioni sulla procedura d'infrazione». L’iniziativa è dei senatori eletti in Abruzzo Gaetano Quagliariello (Idea), Alberto Bagnai (Lega) e Nazario Pagano (Forza Italia), e sottoposta all'attenzione "bipartisan" di tutti gli altri parlamentari eletti nel medesimo territorio, per la loro adesione. Obiettivo, sollecitare una corsa contro il tempo che accanto alle azioni intraprese dalle istituzioni comunali e regionali e dalle organizzazioni di categoria possa scongiurare gli effetti disastrosi di una decisione che metterebbero in ginocchio l'economia di un territorio già così duramente colpito.