LA SENTENZA

Sisma L'Aquila: inchiesta Map scadenti: assolto ex maresciallo Ragone

Nel 2013 era stato 3 mesi ai domiciliari

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

255

I moduli abitativi provvisori (map)

I moduli abitativi provvisori (map)

 

L'AQUILA. Assolto perché il fatto non sussiste. Questa la sentenza emessa dal Tribunale dell'Aquila nei confronti dell'ex primo maresciallo dell'esercito italiano Rocco Ragone, imputato unico nel processo noto come 'Mappopoli'.

L'inchiesta è quella della procura della Repubblica dell'Aquila relativa ai moduli abitativi provvisori (Map), realizzati con qualità scadente nel post terremoto 2009 di Cansatessa, San Vittorino, Arischia e Tempera. Ragone, in veste componente della task force 'Gran Sasso', esaminava lo stato dei lavori e il rispetto delle norme imposte da palazzo Chigi.

 Per questa vicenda, nel 2013 Ragone è finito agli arresti domiciliari per 3 mesi per i reati di corruzione, peculato, estorsione, falso e truffa ai danni dello Stato.

Tra le tante accuse gli era stato contestato di aver favorito una ditta e chiuso un occhio sulle irregolarità in un appalto che ha portato alla realizzazione di map di pessima qualità. 
Inoltre, diceva sempre l’accusa, avrebbe utilizzato auto pubbliche legate al suo ruolo per viaggi personali. In un caso si sarebbe anche finto militare delle Fiamme Gialle per minacciare un'agenzia funebre e farsi scontare un funerale. 
Nei mesi scorsi, proprio a causa delle pessime condizioni dei Map che si trovavano nei villaggi di Arischia e Tempera, 100 famiglie avevano dovuto lasciare le abitazioni (costate allo stato 4,5 milioni di euro): dopo solo tre anni dalla loro edificazione i pavimenti esterni sulle piastre di fondazione sono completamente staccati dal massetto, con rischio di cadute per i residenti. Il massetto al di sotto del pavimento risulta di qualità completamente scadente. In molti punti si tratta di sabbia senza più traccia di cemento. I lampioni di illuminazione esterna sono stati messi male, oscillano sotto il minimo sforzo.



«VITA ROVINATA»

Ragone è assistito dall'avvocato aquilano Amedeo Ciuffetelli.

Nei mesi scorsi l’ex maresciallo aveva raccontato le sue enormi difficoltà dopo lo scoppio dell’inchiesta: «sono in una condizione di fame e non posso accedere a prestiti. Sono costretto a vendere la casa, non per capriccio, ma per poter vivere». Per questo chiese il dissequestro della sua villa a Mola di Bari.

Adesso la giustizia gli ha dato ragione.