QUASI 10 ANNI

Collemaggio, solo passi indietro: l'amministrazione rigetta i progetti esistenti e non fa niente

Sono passati 9 anni ed è tutto fermo

Redazione PdN

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Collemaggio, solo passi indietro: l'amministrazione rigetta i progetti esistenti e non fa niente

Collemaggio

 

 

 

 

L’AQUILA. Sono passati quasi nove anni dal sisma e per l’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio non è prevista alcuna riqualificazione.

 

Questa amministrazione infatti ha rigettato il progetto del “Parco della Luna” a cui aveva lavorato il 3e32/ CaseMatte, provando faticosamente a collaborare con la scorsa amministrazione comunale la quale, seppure con lentezza, era giunta ad un accordo di collaborazione con l’Azienda sanitaria, proprietaria dell’area.

 

 

Il progetto puntava a riqualificare con 10 milioni di fondi europei una parte dell’ex Op con destinazione socio-sanitaria e culturale, tramite la creazione di un "albergo in Via dei Matti", struttura ricettiva a tre stelle gestita anche da utenti della salute mentale e, più in generale, di spazi pubblici per attività sociali e laboratori artistico-artigianali. Luoghi collettivi che – invertendo il segno del manicomio – puntassero alla cooperazione, alla creatività, all’integrazione, alla creazione di lavoro, con particolare attenzione al coinvolgimento delle fragilità sociali ed alla prevenzione socio-sanitaria.

 

Il progetto, inoltre, era frutto di un percorso di partecipazione dal basso iniziato nel 2015, a partire dal manifesto sottoscritto da più di venti associazioni, "Collemaggio Cittadella Solidale della Creatività", ed era stato presentato ed apprezzato.

 

«Se la nuova amministrazione comunale non condivide può sostituirlo con un altro che ritiene migliore», dice oggi il Comitato. «Ma, ad oggi, niente di tutto questo è successo: quei fondi si stanno perdendo e Collemaggio resta un’area di 19 ettari in stato di degrado, profondamente abbandonata dalla proprietà e dal Comune, che pure dovrebbe considerarla un’area strategica, se non altro per la vicinanza con l’adiacente basilica (da poco rimessa a nuovo) ed il centro della città».

 

L’unica cosa che si è riuscita a captare riguardo l’ex Op, tra indiscrezioni giornalistiche e rumors politici, è che quegli stessi dieci milioni che erano a disposizione per il Parco della Luna, il sindaco Biondi vorrebbe utilizzarli per la sede unica del Comune, per cui ci sono a disposizione già 35 milioni. Fantomatica sede unica che – dicono – potrebbe sorgere anche nella stessa Collemaggio, a scapito dei tanti commercianti fatti tornare in centro con bandi dedicati, lavoratori e lavoratrici che aspettano proprio che gli uffici tornino in centro per avere un po’ di ossigeno.

 

«Noi pensiamo invece», dicono ancora dal 3e32, «che l’area di Collemaggio debba prioritariamente essere adibita ad una destinazione socio-sanitaria e culturale perché quella è la sua storia e quella è la sua vocazione, principi su cui appunto si ispirava il progetto del Parco della Luna e che sono anche sanciti dalla legge che prevede che le aree ex manicomiali devono mantenere una relazione con la salute mentale e di comunità».

 

 

 

Il che sembrerebbe necessario e tanto più evidente in una città trasformata in cui è in corso, da anni, una pericolosa dispersione sociale, e una precarietà che sta procurando grandi disagi sociali e psicologici, a fronte di servizi assolutamente insufficienti e per cui c’è un enorme bisogno di spazi di aggregazione e attività adibite all’inclusione sociale ed alla cultura.

 

Non solo l’azienda sanitaria non attua la ricostruzione pubblica delle sue proprietà, ma anche il Comune sta rinunciando a farlo, perdendo 10 milioni destinati proprio a questo.

 

Come se non bastasse la Asl continua a pagare affitti a terzi tra cui proprio al Comune, nel caso dell’Ex Onpi dove sono stati trasferiti quasi tutti gli ambulatori prima presenti a Collemaggio, e dove sarà necessario spendere altri soldi pubblici per la creazione di parcheggi, al contrario già presenti a Collemaggio.

 

Il tutto mentre l’azienda afferma di non aver risorse neanche per tenere aperto otto ore al giorno il Centro di Salute Mentale, il minimo che viene garantito in tutte le altre città che non hanno subito, tra l’altro, terremoti importanti, e dunque traumi collettivi come il nostro.

 

«Collemaggio ha bisogno di un progetto di riqualificazione subito», dicono ancora dal 3e32, «con destinazione socio-sanitaria culturale, in modo da non perdere i 10 milioni che erano stati trovati per realizzarlo. Ma ha bisogno anche di una cura quotidiana, a partire dai servizi basilari: pulizia, manutenzione, illuminazione, per restituire vivibilità all’area e far sentire le associazioni e le persone che la frequentano al sicuro. Se questo non accadrà le responsabilità saranno dell’amministrazione comunale, dell’Azienda sanitaria e della Regione».