RICOSTRUZIONE

Ricostruzione post terremoto. M5s, esposto sui costi delle casette

Redazione PdN

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Ricostruzione post terremoto. M5s, esposto sui costi delle casette

ROMA. La cifra più alta, 5.399 euro a metro quadro è stata spesa per 7 casette dai 40 agli 80 mq a Villa di Mezzo, a Bolognola, sull'Appennino marchigiano: il costo per l'acquisto è fisso (1.075 euro mq), ma aggiungendo le opere di urbanizzazione necessarie per installarle il totale è arrivato a 1,8 milioni (411.000 euro per l'acquisto e 1,4 milioni per le opere di fondazione e urbanizzazione). Ci sono poi i 4.181 euro mq per 30 casette in una frazione di Camerino e se il prezzo per dare un tetto in via temporanea a chi ha perso la casa nel terremoto nello scorso anno non scende mai sotto i 2.500 euro al mq, la spesa è dunque raddoppiata. Sono i deputati M5S marchigiani a segnalarlo in un esposto presentato alla Corte dei Conti, all'Anac e alle procure e alle prefetture della zona, in cui chiedono alla magistratura un approfondimento su quelli che definiscono "costi abnormi" e "tempi biblici" per la realizzazione delle casette.

"Di chi sono le responsabilità di tempi così lunghi?", chiede la candidata alla presidenza della Regione Lazio Roberta Lombardi: "Siamo passati dal modello Bertolaso, con i superpoteri che hanno poi portato a diverse indagini della magistratura, a un'inerzia assoluta, con ritardi, opacità e costi abnormi". La fornitura delle casette è avvenuta in base alla gara Consip bandita nel 2014 e assegnata nel 2015: il costo per i moduli (che comprende realizzazione e installazione delle Sae, progettazione delle opere di urbanizzazione e fondazione, fornitura di arredi ed elettrodomestici) è di 1.075 euro a metro quadro. Ad aggiudicarsi la gara, secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, è stata la Rete temporanea di imprese tra il Consorzio Nazionale Servizi società cooperativa e Cogeco7 Srl, impegnandosi a fornire fino ad un massimo di 850 moduli in sei mesi.

Nella gara bandita da Consip non sono compresi i costi di urbanizzazione delle aree dove realizzare le Sae, poiché questi dipendono dalla tipologia del territorio: in zone di montagna notevolmente più alti che in pianura. Nelle aree del centro Italia le gare per questi appalti sono gestite dalle Regioni, che nella maggior parte dei casi hanno seguito procedure negoziate. Ed è questo uno dei punti che i Cinque stelle chiedono alla magistratura di approfondire. Quanto ai tempi, al 18 dicembre, dice ancora il M5s, delle 3.667 Sae ordinate ne sono state consegnate ai sindaci 1.693: meno del 50%. In particolare nel Lazio sono 687 sulle 826 richieste, in Umbria 418 su 756, nelle Marche 562 sul 1844 in Abruzzo 26 su 238.

Il Movimento Cinque Stelle segnala poi come nei Comuni di Visso e di Arquata del Tronto, il freddo invernale abbia già provocato la rottura delle tubature dei boiler installati sui tetti, segno - scrivono i deputati - che le soluzioni scelte sono incompatibili con le temperature invernali che caratterizzano quei territori". Nell'esposto si chiede di sapere se siano stati rispettati tutti i criteri di "ragionevolezza, proporzionalità ed economicità dell'azione amministrativa", se "l'individuazione delle aree, con le conseguenti opere di urbanizzazione, abbia tenuto conto del criterio di contenimento della spesa pubblica" e se "fosse necessario ricorrere" per tali opere "a procedure negoziate" e non a bandi di gara.