L'INCHIESTA

L’Aquila. Un altro imprenditore che ride perchè il terremoto gli porterà nuovi appalti

Ieri 10 arresti e indagati molti funzionari pubblici infedeli

Redazione PdN

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L’Aquila. Un altro imprenditore che ride perchè il terremoto gli porterà nuovi appalti


L'AQUILA.  Mazzette e incarichi a parenti e amici per aggiudicarsi appalti pubblici nella ricostruzione dell'Aquila: a oltre otto anni dal terremoto che causò distruzione, 309 morti e circa 1.500 feriti, una nuova inchiesta giudiziaria scuote quello che è considerato il cantiere più grande d'Europa.

Nei guai 35 persone, coinvolti funzionari infedeli, anche di vertice, dei beni culturali abruzzesi con sede nel capoluogo di regione, imprenditori e professionisti: dieci sono finiti agli arresti domiciliari, a cinque è stata notificata l'interdizione dall'esercizio dell'attività professionale, altri 20 sono indagati.

Nel mirino 12 appalti pubblici relativi ad edifici storici gestiti dal Mibact Abruzzo, tra cui spicca il Teatro comunale, in pieno centro all'Aquila, ancora non restituito alla città.
Pesanti le accuse: gli indagati sono ritenuti responsabili dei reati di concorso in corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, turbata libertà degli incanti, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, nonché soppressione, distruzione e occultamento di atti veri. Secondo quanto si è appreso, le indagini dei carabinieri dell'Aquila coordinate dal procuratore capo, Michele Renzo e dal pm Antonietta Picardi, sarebbero scattate da spunti investigativi emersi da un'altra inchiesta.

Ad inchiodare gli indagati intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre che video e foto che dimostrerebbero le dazioni di danaro per vincere gli appalti. Gli investigatori definiscono sistemico lo stratagemma utilizzato: gli appalti pubblici aggiudicati ad imprese 'amiche' con ribassi d'asta cospicui con le somme in questione recuperate poi con varianti in corso d'opera affidate direttamente, con i funzionari infedeli che ricevevano danaro dagli imprenditori. Nell'ordinanza del Gip Gargarella si sottolinea che le condotte poste in essere da alcuni funzionari pubblici, inseriti nell'ambito del Segretariato Regionale del Mibact dell'Abruzzo, i quali, ricoprendo varie funzioni e ruoli nel contesto dell'assegnazione e controllo sulle opere di restauro successive al sisma del 2009, «avrebbero gestito le gare in maniera clientelare, attribuendo incarichi professionali a parenti ed amici».

LE PERSONE COINVOLTE NELL’INCHIESTA

Sono 15, tra imprenditori, professionisti e funzionari del beni culturali in Abruzzo, le persone raggiunte dalle misure cautelati firmate dal gip del tribunale dell'Aquila, Giuseppe Romano Garganella, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte mazzette negli appalti pubblici per la ricostruzione post terremoto dell'Aquila. Complessivamente, gli indagati sono 35. I dieci ai domiciliari sono: Lionello Piccinini, 61 dell'Aquila, geometra del segretariato Mibact, Antonio Zavarella (55) di Sulmona (L'Aquila), presidente della commissione di collaudo del Teatro comunale, Berardino Di Vincenzo (64) dell'Aquila, ex segretario regionale Mibact ora in pensione, Marcello Marchetti (64) dell'Aquila, architetto del segretariato Mibact, Mauro Lancia (59) di Pesaro Urbino, contitolare della Lancia Srl, Giampiero Fracassa (44), direttore tecnico della Fracassa Rinaldo Srl di Teramo, Vito Giuseppe Giustino (65) di Altamura (Bari), presidente del Cda della società cooperativa l'Internazionale con sede ad Altamura, Antonio Loiudice (60) di Altamura, amministratore unico della Edilco Altamura, Graziantonio Loiudice (25) di Bari, suo figlio, e Leonardo Santoro (40) di Avigliano (Potenza), geometra dell'Internazionale.

Per cinque persone c'è il divieto di esercitare per due mesi l'attività professionale: si tratta di Giancarlo Di Vincenzo (35) dell'Aquila, architetto figlio di Berardino, Alessandra Del Cane (30), di Teramo, Michele Fuzio (51) di Bari, progettista dell'Internazionale dei lavori al Teatro comunale, Domenico Pazienza (65) di Bitonto (Bari), progettista dell'Internazionale dei lavori al Teatro comunale, e Michele Buzzerio (65) di Taranto, progettista dell'Internazionale dei lavori al Teatro comunale.


Sono dodici i cantieri, tutti nell'Aquilano
, finiti sotto la lente di ingrandimento della procura: chiesa di Santa Maria del Ponte a Tione; chiesa di San Domenico a Sulmona; chiesa di San Salvatore a Civitaretenga; la Badia di Sulmona; il teatro comunale dell'Aquila; Mura Urbiche dell'Aquila; Porta Branconia all'Aquila; chiesa di San Biagio a Cappadocia; torre medicea di Santo Stefano di Sessanio; chiesa di San Sisto all'Aquila.


FINALMENTE UN NUOVO TERREMOTO PER AUMENTARE I GUADAGNI

Dalle intercettazioni telefoniche spunta anche un altro imprenditore - dopo quel Francesco Piscicelli, in occasione del sisma dell'Aquila - che "ride", così scrive il gip, parlando al telefono con un suo dipendente, il geometra Leonardo Santoro, delle future commesse del terremoto del centro Italia del 2016, in particolare di Amatrice (Rieti): si tratta di Vito Giuseppe Giustino, 65enne di Altamura (Bari), - ai domiciliari - presidente del Consiglio d'amministrazione della società cooperativa l'Internazionale.

Come si legge nelle 183 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Giuseppe Romano Gargarella, dopo le nuove scosse di terremoto «gli imprenditori monitorati da questo ufficio, tra i quali hanno assunto un comportamento particolarmente cinico i rappresentanti della società l'Internazionale, hanno cercato nuovi incarichi, grazie ai rapporti diretti con i pubblici funzionari».

Il geometra Santoro, riassume il Gip, spiegava al suo datore di lavoro «che presso il Mibact era stata creata un'unità di crisi per valutare i danni ai beni architettonici. Giustino, sentite le parole del Santoro - prosegue il gip Gargarella - ha riso in maniera beffarda della nuova situazione venutasi a creare, in quanto per l'impresa il nuovo sisma non avrebbe potuto che portare nuovi introiti».

«Se ti posso essere utile»,  dice Giustino al telefono, «voi fate l'elenco, mo' dovete fare uno screening dei beni sotto vostra tutela: se vi serve qualcosa per i puntellamenti, via dicendo, noi siamo a disposizione». E Giustino ride  più volte.


Perquisizioni e sequestri sono stati eseguiti dalle prime ore della mattina di ieri dai carabinieri dell'Aquila, oltre che in Abruzzo, in Campania, Puglia e Marche.

Ad Altamura in Puglia c’è la L’Internazionale di Vito Giuseppe Giustino un colosso a livello regionale che si è aggiudicato  uno dei maggiori interventi di recupero della Regione Puglia risanando e restaurando undici isolati, per circa 10.000 mq coperti, nel centro della città vecchia del Comune di Taranto, tra via Garibaldi e via Cava, lavoro commissionato dall’istituto Autonomo Case Popolari e dall’Amministrazione del Comune di Taranto.

Ha partecipato al progetto di ricostruzione post terremoto 2007 nei Comuni di Spello e di Nocera Umbra. Ha realizzato la ricostruzione e ristrutturazione della Biblioteca Provinciale di Bari e la ricostruzione del Teatro Petruzzelli di Bari.

Sempre nella città di Bari la società si è distinta per la costruzione del Nuovo Padiglione espositivo della Fiera del Levante. Ha realizzato due diversi complessi immobiliari  nei comuni di Santarcangelo di Romagna e Villa Verucchio (Rimini).

Nel Comune di Modugno ha realizzato una serie di edifici scolastici , diversi complessi immobiliari per conto di Cooperative di Abitazione . Ha realizzato nel Comune di Bari un centro residenziale  denominato “Onda Blu” di 140 alloggi, sempre nel Comune di Bari sta realizzando un Piano Integrato  composto da alloggi, attività commerciali, servizi, compresi opere a verde e urbanizzazioni sia primarie che secondarie.

Tra le altre ha anche restaurato la chiesa di san Pietro Apostolo di Onna.


L’Internazionale è anche legata al travagliatissimo appalto per la costruzione del teatro comunale de L’Aquila, un appalto che ha suscitato polemiche e dubbi su una serie di vicende.

Ad inizio 2014 trapelarono indiscrezioni sulla aggiudicazione dell’appalto senza mai conferma ufficiali avvenuto a beneficio della  MBF di Arezzo aggiudicandosi lavori per circa 8milioni di euro per il restauro del Teatro Comunale dell’Aquila.

Il titolare dell’impresa vincitrice è l’ex patron dell’Arezzo Calcio, Pietro Mancini che in Ati con la Cobar Spa, si sarebbe aggiudicato i lavori di restauro del Teatro Comunale dell’Aquila «con un ribasso d’asta molto consistente», sottolineò L’Editoriale di Beppe Vespa che espresse perplessità.

 

Le aziende di Mancini, infatti, erano in cattive acque per via di un concordato preventivo.

Qualcosa evidentemente andò storto perchè poi quella aggiudicazione saltò a beneficio della Conscoop di Forlì che poi affidò i lavori alla Internazionale di Altamura.

L’AVVOCATO: « VITO GIUSEPPE GIUSTINO NON RIDEVA DEL TERREMOTO»

L'avvocato Carlo Teot, difensore di Giustino Vito Giuseppe, a proposito della risata spiega che «come, palesemente, si evince dall’ordinanza applicativa della predetta misura, mai e in nessuna parte, il sig. Giustino Vito Giuseppe abbia riso della tragedia del terremoto di Amatrice e dei morti di tale tragica calamità, né ha mai gioito di tale tragedia nella speranza di ottenere nuovi appalti. In effetti , il Giustino, come risulta dalla semplice lettura degli atti e di una trascrizione di una intercettazione, comunque da verificare, “ RIDE “, ovvero riderebbe, su una battuta che nulla centra con i morti e la tragedia di Amatrice e su altre questioni che nulla hanno a che fare con il terremoto di Amatrice».