LA DENUNCIA

Terremoto, Coisp: «da ministero no ad aggregazione poliziotti aquilani»

La denuncia del sindacato che chiede aiuto a Gabrielli

Redazione PdN

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Terremoto, Coisp: «da ministero no ad aggregazione poliziotti aquilani»

L’AQUILA. Il Ministero dice no alla richiesta del Coisp di aggregare i poliziotti aquilani in servizio in altre città per il sisma


«E’ davvero incredibile la risposta che il Ministero dell’Interno», denuncia il sindacato.
Il Coisp subito dopo gli eventi sismici dello scorso gennaio, che hanno interessati i Comuni della Provincia di L’Aquila, nonché il capoluogo stesso e memore della preoccupazione che hanno i poliziotti aquilani che si trovano lontani dai propri affetti in tali circostanze, ha chiesto al Mistero dell’Interno di valutare l’opportunità di procedere alle aggregazioni di quanti lo chiedessero per motivazioni legati alle conseguenze dell'attività sismica.
A sostegno di tale richiesta, oltre le motivazioni legate alle preoccupazioni per la costante attività sismica si segnalava l’esigenza della Questura aquilana di dover far fronte a numerosi servizi di Ordine e Sicurezza Pubblica nell’area interessata dagli eventi sismici.

Tali servizi potevano vedere impiegati i poliziotti aquilani che, oltre a dare tranquillità ai propri cari, sono a conoscenza del territorio in cui si opera e, secondo il “principio di economicità che deve avere la pubblica amministrazione” sono a costo zero in quanto le aggregazioni per gravi motivi non prevedono il compenso di alcuna indennità.
«Il Ministero dell’Interno, invece, fregandosene altamente della condizione dei territori dell’aquilano, ha respinto le esigue richieste (solamente 16) di aggregazioni presentate dai poliziotti in quanto non hanno – fortunatamente dice il COISP – l'abitazione inagibile, aggiungendo che da gennaio scorso vi sono 2 Funzionari aggregati».
Il COISP ritiene invece che «l’inagibilità delle abitazioni non può essere considerata il solo criterio di valutazione delle istanze, quanto invece dovrebbe esserlo lo stato di fortissima incertezza che i nuovi eventi sismici hanno acutizzato in una popolazione già fortemente provata dalle scosse percepite distintamente che provocano, ad ogni minimo evento, la fuga dalle proprie case per ripararsi in alloggi di fortuna».

Inoltre – contrariamente a quanto dice il Ministero – alla Questura di L’Aquila sono arrivati di rinforzo, oltre ai 2 Funzionari anche 25 Poliziotti del Reparto Prevenzione Crimine dell’Emilia Romagna e 10 del Reparto Mobile di Roma che essendo stati mandati d’Ufficio a L’Aquila devono necessariamente alloggiare, ad oggi da quasi 3 mesi), a carico dell’erario.

«Mentre da un lato si chiudono “uffici di Polizia” (vedi ad esempio la Polfer di Sulmona) per la “spending review” dall’altro si nasconde persino la “verità” pur di spendere risorse inutili», contesta il sindacato.

Il Coisp si appella pertanto direttamente al Capo della Polizia Prefetto Gabrielli: «lui ben conosce la realtà di questi territori». La richiesta è quella di verificare la situazione e di chiedere alla Questura di L’Aquila se persistono le esigenze di “Ordine e Sicurezza Pubblica” nelle zone dell’aquilano interessate dagli eventi sismici del gennaio scorso e seguenti.

In caso positivo dare indicazioni alle Risorse Umane del Dipartimento di concedere ai 16 colleghi (ma anche agli altri se lo chiedono) di essere “aggregati” alla Questura del Capoluogo.