Dimenticò la figlia in auto, 8 mesi di reclusione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Ha patteggiato otto mesi di reclusione (pena sospesa) Lucio Petrizzi, il papà della piccola Elena, deceduta a 22 mesi il 25 maggio scorso dopo essere stata dimenticata in auto sotto il sole nel parcheggio della Facoltà di Medicina Veterinaria a Teramo.

Il giudice Marina Tommolini ha infatti accolto la richiesta di patteggiamento avanzata dal legale della famiglia Petrizzi per omicidio colposo, così come concordato anche dal pm Bruno Auriemma dal momento che il papà era incensurato e che le indagini avevano dimostrato che l'uomo non lasciò la figlia in auto volontariamente ma a causa di una tragica dimenticanza. 

Al professore universitario sono state riconosciute tutte le attenuanti. L'accoglimento della richiesta è stato favorito anche da quello che è stato definito comportamento inappuntabile del padre che ha collaborato fin da subito con la magistratura chiarendo la tragica dinamica dei fatti.

Elena quel giorno sarebbe dovuta tornare all'asilo dopo cinque giorni di assenza. Il lavoro dell'uomo, la casa appena costruita, la compagna quasi al termine della sua seconda gravidanza (la seconda figlia è nata quattro mesi fa) e chissà quanti altri pensieri hanno distolto la sua mente dal tragitto abituale. Nemmeno la telefonata della compagna a metà mattinata lo riportò alla realtà di una bimba mai scesa dall'auto. La vicende sconvolse tutto l'Abruzzo e l'Italia intera.

«E' un padre esemplare», lo difese la moglie in tv, «quello che è successo a Lucio può capitare ad ognuno di noi perchè non ci si ferma mai. E lui non si fermava mai perchè si preoccupava di me, della mia gravidanza e di Elena. Tutto doveva essere perfetto e io non dovevo preoccuparmi. Io non ho mai accusato Lucio e mai lo farò perchè lui non è colpevole di niente, lo sottolineo questo. Elena adorava il suo papà, la sua prima parola è stata 'papà'». La bimba è morta per un edema cerebrale massivo acuto, conseguente alla disidratazione da colpo di calore, dovuta alla permanenza per varie ore nell'auto. La bimba venne ricoverata al Salesi di Ancona e dopo la morte i suoi organi sono stati donati a quattro bambini.

03/11/2011 11.20