LA PROTESTA

Abilitazione caccia, proteste contro assessore Pepe: «vuole bloccare tutto»

Un ricorso al Tar non è bastato per far ripartire la commissione d’esame

Redazione PdN

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TERAMO. L’Ufficio Caccia Regionale e l’assessore Dino Pepe vogliono impedire alla Commissione d’esame per il conseguimento dell’abilitazione all’esercizio venatorio, legittimamente costituita nella Provincia di Chieti, di funzionare.

Ne è convinto il presidente della Federazione Italiana Caccia Abruzzo, Ermano Conocchioli Morelli, che denuncia una serie di «illegittime ed inopportune decisioni» prese dall’assessore e dagli uffici tecnici.

Decisione che starebbero creando problemi a quanti voglio conseguire l’abilitazione.

La commissione d’esame è stata istituita a gennaio 2017 dalla giunta regionale ma Conocchioli Morelli  contesta il fatto che ad un certo punto Pepe ed il dipartimento competente abbiano proposto la modifica della composizione della Commissione «prevedendo, in palese violazione del dettato normativo di riferimento, l’inserimento di Franco Perco quale membro effettivo (non più supplente come in principio)».

Sarebbe stato dunque ampliato, contesta la Federazione «in modo del tutto illegittimo, il numero dei componenti la Commissione». La modifica è stata poi approvata anche dalla giunta regionale a febbraio del 2018.



IL RICORSO AL TAR

L’Unione Nazionale Enalcaccia ha presentato ricorso al Tar chiedendo in via cautelare la sospensione dell’esecuzione del provvedimento.

Il tribunale amministrativo a maggio scorso ha sospeso l’efficacia della delibera e dunque la Federazione ha subito chiesto di ripristinare la vecchia commissione per consentire ai cittadini interessati, residenti nella provincia di Chieti, di sostenere l’esame per il conseguimento della licenza venatoria.

La Regione non è rimasta a guardare e Pepe ha chiesto ed ottenuto una delibera per rinnovare il procedimento di nomina della Commissione d’esame senza però revocare l’atto di costituzione. E’ stato anche stabilito che gli esami dei candidati teatini venissero effettuati dalla Commissione di Pescara, in trasferta a Chieti.

«L’illegittimità di tale deliberazione appare facilmente percepibile», contesta la Federazione Italiana Caccia. «E’ un malcelato escamotage per aggirare l’ordinanza cautelare del Tar. La Regione ha disposto la paralisi di ogni attività della Commissione già legittimamente costituita in Provincia di Chieti e la sua sostituzione con quella della Provincia di Pescara, con chiari disagi per i cacciatori del chietino».

Morelli fa notare che la Commissione d’esame di Chieti non è stata destituita e deve poter continuare ad operare nella sua composizione originaria. Da qui la richiesta di riportare tutto come era prima. La Federazione ha fatto anche una segnalazione alla procura di pescara, alla corte dei conti e pure al Tar.