POLITICA

Provincia di Chieti, il mistero dei debiti fuori bilancio

Il vero bubbone dell’inchiesta Gdf è il buco milionario nei conti

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2036

Chieti corso marrucino

Chieti




CHIETI. I nomi dei capigruppo che non avrebbero presentato i rendiconti o le spese da giustificare delle carte di credito dell’ex presidente della Provincia e dei suoi collaboratori sono gli aspetti più gettonati dell’inchiesta sull’uso dei soldi pubblici nell’amministrazione provinciale.
Ma non sono i più importanti, anche perché alcuni capigruppo hanno fatto sapere di aver consegnato a suo tempo i rendiconti, di cui conservano copia. Il che dimostra ancora di più che tutto nasce e ruota attorno alle operazioni sul bilancio che hanno suscitato l’interesse e le richieste di chiarimenti del direttore generale e hanno dato materia da scrivere all’autore anonimo che ha fatto scoppiare il caso. Infatti non sono le cifre modeste (40 mila euro per i Gruppi e 10 mila per la carta di credito) che hanno mosso l’inchiesta sviluppata dalla GdF di Chieti. Il bubbone vero è l’ammontare dei debiti fuori bilancio (il cui elenco non è ancora definitivo), accompagnato dai mancati versamenti Inpdap ed Irap. Infatti i debiti della precedente amministrazione ancora non riconosciuti dovrebbero superare i 2 mln di euro, anche l’Inpdap non versata ai dipendenti arriva a 2 mln (sanzioni comprese) e l’Irap per i lavoratori interinali - appena pagata -  è di 800 mila euro, salvo quella prescritta.

Strana vicenda quella dei debiti fuori bilancio: ogni tanto ne esce uno e l’ufficio incaricato di stilare l’elenco non ha finito ancora di scoprire tutti questi debiti, perché sta ricontrollando delibera su delibera tutte le decisioni della Giunta provinciale dal 2005 al 2012. E a proposito dell’Inpdap – dopo le pressioni dell’ex Inps per il mancato versamento delle 176 rate dilazionate nel 2003 – l’unica delibera che ne parla è la numero 93 del 31 ottobre scorso che ha per oggetto “Presa d’atto” di questa richiesta dell’ex Inps. Mentre per l’Irap una traccia delle inadempienze della Provincia ci sarebbe in un parere negativo dei Revisori dei conti su questa vicenda. Questi sono i debiti che contano e che pesano e questo è il sistema di amministrare che è stato messo in graticola e che fa prevedere un interessamento della Corte dei Conti.
 Il resto è colore, magari anche superficialità, sicuramente cattiva gestione interna. Perché se i rendiconti sono stati presentati e si sono persi, questo non è un modello di efficienza. Ma è altrettanto vero che qualche dubbio sulla regolarità di queste spese sorge spontaneo, se nei rendiconti dei gruppi o negli estratti conto delle carte di credito ci sono spese per smartphone o computer che non servivano o per altro non riconducibile all’attività istituzionale o per cene per pochi intimi o per riunioni politiche nella sale di qualche pub, ma non sono stati trovati né manifesti né inviti né comunicati stampa su queste riunioni,
Sebastiano Calella