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Pescara Parcheggi ha le ore contate? Direttore generale ammette: «debiti da 1,9 mln di euro»

L’allarme del presidente della commissione Finanze: «situazione critica»

Redazione PdN

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Pescara Parcheggi ha le ore contate? Direttore generale ammette: «debiti da 1,9 mln di euro»
PESCARA. La situazione si fa sempre più difficile. Nella nota numero 89.873 del 2 luglio scorso a firma del direttore generale Stefano Ilari spunta una conferma: il debito di Pescara Parcheggi nei confronti del Comune è di 1,9 milioni di euro.

La nota, resa pubblica dal consigliere del Partito Democratico Enzo Del Vecchio, è stata spedita a inizio mese al sindaco Luigi Albore Mascia, al vice sindaco Berardino Fiorilli, all’assessore alle partecipate Marcello Antonelli, al segretario generale Foglia ed all’amministratore unico di Pescara Parcheggi Core.
Ilari scrive così nero su bianco che il canone dovuto da Pescara Parcheggi sfiora di poco i 2 milioni di euro: c’è il canone concessorio di 1.122.000 euro più altri 800.000 euro.
«Finalmente anche il Ilari smentisce quanto detto durante la riunione della Commissione di Controllo», commenta Del Vecchio, «quando proprio lui sostenne che l'aumento del canone non era finalizzato alla mera applicazione di tariffe diverse nelle aree centrali della città bensì rappresentasse una sorta di "fee" di ingresso che il Comune «ha ritenuto di imporre alla società Pescara Parcheggi in previsione di una
serie di iniziative inerenti la politica della sosta tariffata».
Una indicazione che l’amministratore unico della società ha utilizzato, però, anche per la formazione del bilancio 2010. «Questo è un ulteriore elemento», commenta l’esponente del Pd, «che testimonia come il bilancio 2010, chiuso con una perdita di soli 4.833 euro, non sia rispondente alla realtà».

Gli ultimi passaggi della missiva del direttore generale del 2 luglio sono altrettanto significativi per inquadrare il futuro di questa società: «non sfugge allo scrivente l'ulteriore problematica rappresentata dalla scadenza del contratto di servizio fissata ex lege per il 31.12.2012, alla quale potrà essere fornita adeguata soluzione avviando entro la predetta scadenza le necessarie procedure di evidenza pubblica per l'individuazione di un eventuale socio privato di minoranza cui affidare parte della gestione del servizio ovvero prevedendo la trasformazione della attuale S.r.l. in Azienda Pubblica».
Se ciò non accadrà «Pescara Parcheggi dovrà essere posta in liquidazione con l'obbligo per il socio pubblico di ripianare la perdita nonché di provvedere in tempi rapidi alla riorganizzazione del servizio, senza contare le implicazioni di carattere sociale determinate dalla conseguente perdita dei posti di lavoro
da parte dei dipendenti attualmente impiegati (circa 40 unità lavorative)».
E in queste ore anche Renato Ranieri, presidente della Commissione Finanze e del Comitato di indirizzo e vigilanza esprime delle perplessità e ammette che la delibera con la quale l'amministrazione intende cedere il diritto di superficie delle aree ubicate in Piazza I° maggio, puo' assumere una importanza strategica e risolutiva «solo se a questa seguiranno ulteriori interventi decisi e volti ad eliminare le difficolta' consolidate della Societa' Pescara Parcheggi Srl, soprattutto di natura economica».

«La Società», sottolinea Ranieri, «è troppo condizionata da situazioni di incertezza che la espongono al rischio default in maniera evidente». Incertezze che non hanno consentito al Revisore Unico di esprimere un parere al Bilancio 2011.
Se approvata, quindi, «non risolve del tutto il problema di deficit strutturale della Società», continua Ranieri, «deficit che si riproporra' anche per il 2012 e per gli anni successivi».
Ranieri propone che la Giunta provveda entro l'anno a ridurre il canone di concessione almeno fino all'importo inizialmente stabilito per € 1.122.000 e, contestualmente, l'amministratore unico effettui una ricognizione della forza lavoro tale da impiegare, con rapporto a tempo indeterminato, solo coloro di cui si ha effettiva necessità.

Ma i consiglieri del Pd Camillo D’Angelo, Enzo Del Vecchio e Gianluca Fusilli sono fermi: «giù le mani dai lavoratori, a pagare sia la politica che ha sbagliato»