SANITA'

Ospedale Vasto, visita ispettiva di Smargiassi (M5s): «condizioni di estremo disagio»  

L’altra faccia del nosocomio vastese

Redazione PdN

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Muore a 67 anni a Vasto e dona fegato, reni e cornee

VASTO. Si è svolta in questi giorni la visita ispettiva del consigliere regionale Pietro Smargiassi presso i reparti dell’Ospedale San Pio Di Vasto.


«Salta subito all’occhio», afferma il consigliere regionale 5 stelle «che la Tac di nuova generazione, annunciata in pompa magna dal Direttore Asl Flacco, è rimasta solo un bel titolo sui giornali in quanto ad oggi per un paziente la Tac è stata fissata ad aprile 2019 e con il macchinario di vecchia generazione». Ma la Tac è solo una delle note dolenti.

Nei reparti visitati, continua Smargiassi, «i macchinari sono vecchi e creano condizioni di disagio sia dei pazienti che del personale. Nessun primario nelle corsie, sono tutti stati sostituiti da facenti funzione poiché i primari in pensione non sono stati ancora sostituiti da anni, scelta questa che appare più politica che di naturale successione».


RIANIMAZIONE

In rianimazione il problema del numero di anestesisti in organico è al limite dell’operatività. Sedici su sedici, ma solo sulla carta.

«In realtà ce ne sono solo dieci e tra personale in gravidanza, medici in malattia o infortunio oggi il reparto opera solo grazie a dieci dottori che coprono turni massacranti rinunciando alle ferie. Qui servono urgenti almeno due unità per consentire interventi non solo in Classe A (urgenti e gravi) ma anche interventi programmati in Classe B e C che ad oggi per carenza di personale sono sospesi».


CARDIOLOGIA

«Lo spazio è del tutto inadeguato. Camere dalle dimensioni probabilmente fuori norma», insiste il consigliere regionale. «Spazi ristretti nei quali si opera anche in condizioni estreme mentre il paziente lotta tra la vita e la morte. Difficile anche spostare i ricoverati. Porte la cui larghezza impedisce lo spostamento, letti il cui sistema elettrico di movimento sono quasi tutti rotti. Fili, cavi elettrici poggiati a terra, quadro elettrico fuori norma. Impianto antincendio inesistente (solo qualche estintore), nessun sensore. Bagni dagli spazi ridottissimi difficili da usarsi anche per persone in salute. Nessun abbattimento delle barriere architettoniche. Un “reparto” ricavato in un budello, un corridoio messo male. Solo il personale e i medici ne fanno un’eccellenza ma la loro professionalità viene mortificata dal luogo di lavoro dove devono operare. Qui il ringraziamento al loro operato è doppio».


OBITORIO

Infine l’bitorio, uno spazio ricavato in un’area di scarico merci. «Si riesce anche ad umiliare l’ultimo atto amorevole che rivolgiamo ai nostri cari nel momento della morte», denuncia ancora il pentastellato. I parenti, infatti, devono muoversi tra furgoni, corrieri espresso, merci e bidoni della spazzatura. Le camere mortuarie arredate di fortuna: «panchine che erano in uso nei reparti negli anni 70, sedie riciclate in vecchi ambulatori. Pareti che andrebbero riverniciate e nessuna privacy tra le varie camere».

 

«Un ospedale che era punto di riferimento di un intero comprensorio oggi appare vecchio e inadeguato», commenta Smargiassi. «Si deve ringraziare la passione degli operatori medici e paramedici che con il loro impegno, le loro rinunce alle ferie, i loro turni massacranti e il loro sacrificio compensano tutte le inefficienze, le lacune e i mal funzionamenti di questo Ospedale. Molti addetti ai lavori che mi hanno visto nel corso della visita ispettiva mi hanno invitato ad andare anche nei loro reparti. Lo farò molto presto partendo proprio dalla Radiologia che resta sempre in attesa della Tac di nuova generazione».