SANITA'

Alzheimer, a Pescara città 3.000 malati. «Tanti problemi e poche soluzioni»

«Tutto sulle spalle delle famiglie che non hanno alcun aiuto»  

Redazione PdN

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Alzheimer, a Pescara città 3.000 malati. «Tanti problemi e poche soluzioni»

 

 

 

 

PESCARA. Sono 3 mila i malati di Alzheimer a Pescara e la città non è organizzata per assistere i malati nè tantomeno le famiglie.

 Il punto della situazione è stato fatto ieri dall’ex primario Carlo D’Angelo, specialista in geriatria e  presidente dell’associazione Alzheimer Uniti Abruzzo nel corso di un meeting presso lo Spazio Allegrino di via Italica.

Hanno partecipato oltre sessanta persone interessate al problema: soci, familiari di pazienti affetti da demenza, medici, infermieri, semplici cittadini.

D’Angelo ha introdotto i lavori sottolineando la situazione di Pescara città: oltre 3.000 pazienti, tanti problemi, poche soluzioni.

«Il paziente con demenza deve essere sorvegliato 24 ore al giorno e costituisce per la famiglia un dispendio di risorse umane ed economiche: stress dei familiari, costo della badante, deliri, crisi di agitazione, insonnia. Il problema è esclusivamente delle famiglie, spesso di due coniugi anziani l’uno dei quali assiste con difficoltà l’altro».

La dottoressa Maria Cristina Lupinetti ha illustrato ciò che manca per l’assistenza ai dementi: «la rete dei servizi, un complesso di strumenti di cui il centro diagnostico demenze, presso la ASL, è solo il primo strumento. E’ necessario realizzare l’assistenza domiciliare, la riabilitazione cognitiva, il consueling psicologico per i familiari, i centri semiresidenziali (diurni) per i pazienti, la terapia occupazionale, i centri residenziali (RSA dementi), gli incontri tra le famiglie, i Caffè Alzheimer».

Cosa esiste a Pescara? «Solo qualche centro diurno privato, con onere economico a carico dei familiari. Tutto il resto è silenzio. Una volta non esisteva la scuola dell’infanzia che poi è stata organizzata per i nostri bambini e nipoti. Oggi è necessario creare strutture di accoglienza per i nostri anziani, per adeguarci ad una realtà costituita da un numero di pazienti con demenza in continuo aumento a causa dell’invecchiamento della popolazione».

L’associazione Alzheimer ha come finalità la realizzazione di interventi finalizzati al sostegno delle persone affette da demenza e dei loro familiari, proponendosi come punto di riferimento e di aggregazione.

«La nostra voce è però flebile, anche se i soci sono in costante aumento», ammette. «Dobbiamo diffondere la conoscenza del problema Alzheimer e soprattutto trovare soluzioni per quelle famiglie che hanno in casa dei pazienti che hanno perduto tutto, tranne la loro dignità di esseri umani. Possiamo, anzi dobbiamo, fare qualcosa di più, anche per noi stessi che in un futuro lontano potremmo trovarci ad essere dall’altra parte della barricata, senza una organizzazione efficace per risolvere i nostri problemi e soprattutto dei nostri figli che dovranno assisterci».