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I veleni nascosti della plastica sono una delle principali cause di Parkinson ed Alzheimer

Redazione PdN

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I veleni nascosti della plastica sono una delle principali cause di Parkinson ed Alzheimer

SALUTE. Le malattie neurodegenerative sono una delle patologie più impattanti dal punto di vista socio-sanitario in tutti i sistemi sanitari nazionali per tante ragioni. Si stima che ogni anno solo negli Stati Uniti d’America vengono diagnosticati 1,2 milioni di nuovi casi, che si aggiungono ad una popolazione di circa 15 milioni di pazienti affetti da disturbi neurocognitivi.

I disordini neurocognitivi colpiscono soprattutto la fascia di popolazione in tarda età e si manifestano come carenza nel linguaggio, memoria, attenzione, apprendimento, relazioni sociali, ecc. e portano spesso il paziente a non essere più autosufficiente, come nel caso dell’Alzheimer, del Parkinson.

La scienza sta studiando a fondo i meccanismi patogenetici della malattia sia per trovare nuove strategie di cura, oggi ancora insoddisfacenti, sia per impostare una campagna di informazione e di prevenzione efficace che possa ridurre l’incidenza di tali patologie.

Se si escludono come cause le infezioni, le sostanze d’abuso (alcool e droghe), traumi o gravi carenze nutrizionali è emerso da studi recentissimi che c’è una strettissima correlazione tra disordini neurocognitivi e l’esposizione agli interferenti endocrini ad attività estrogenica.

 

Vi ricordo che il gruppo più rappresentativo di interferenti endocrini, oramai ubiquitari, a cui ognuno di noi è inconsapevolmente esposto ogni giorno, sono quelli che vengono rilasciati delle plastiche degli imballaggi di alimenti (affettati, porzionati, surgelati, ecc) e bevande confezionate (acqua minerale, bevande dissetanti, latte, ecc) e sono gli additivi cosiddetti plasticizzanti (cioè rendono la plastica più morbida, malleabile, elastica, facile da lavorare, ecc) dispersi nelle plastiche come i bisfenoli, gli ftalati o i ritardanti di fiamma bromurati presenti in tutti materiali resi ignifughi come divani, materassi, ecc. .

 Già da anni la ricerca scientifica aveva messo in evidenza che l’esposizione cronica ad elevati livelli di Radicali liberi dell’Ossigeno (ROS) scatena a livello celebrale delle mutazioni (modificazioni epigenetiche), che sono per esempio la causa della formazione di placche del peptide beta-amiloide nell’Alzheimer e di altri disturbi neurocognitivi.  

I ROS sono delle molecole altamente tossiche e derivano da vari fattori sia interni che esterni. Essi si originano normalmente come sottoprodotti del nostro metabolismo ma sono anche originati dall’azione di sostanze ossidanti come il Ferro, il Rame o altre molecole al alto potenziale Redox normalmente presenti nella nostra dieta.

 

Per ridurre il danno del cosiddetto “stress ossidativo” il nostro organismo è dotato di una serie di efficienti sistemi riduttivi, che neutralizzano l’eccesso di tossine ROS. La notizia di oggi, che ha fatto rapidamente il giro del mondo, è che l’azione dei ROS è fortemente potenziata dagli interferenti endocrini, che vanno a modificare l’espressione di alcuni geni, che esprimono importanti fattori di trascrizione detti “Inibitori della Differenziazione” (ID).

  In pratica gli interferenti endocrini inducono delle mutazioni  a carico del DNA, che stimolano una iperproduzione degli ID, in modo particolare incrementano i livelli di un particolare tipo di ID, quello redox-sensibile e cioè il fattore di trascrizione che si attiva proprio in presenza dei ROS o quando l’equilibrio cosiddetto REDOX (riduttori/ossidanti) si altera. Attraverso altri meccanismi fisio-patologici simili, gli stessi ID possono innescare lesioni precancerose in numerosi forme tumorali.

 

In definitiva l’esposizione cronica agli interferenti endocrini, assunti nella dieta soprattutto attraverso gli imballaggi di plastica, aumenta in maniera anomala i fattori di trascrizione (ID) redox-sensibili, che, in presenza dei Radicali Liberi dell’Ossigeno, sono alla base dei disordini nerurocognitivi.

 

Questa nuova scoperta lancia nuove ombre sull’uso intensivo degli imballaggi di plastica per alimenti e bevande ma permetterà di pianificare nuove strategie di cura e di prevenzione, che verranno perseguite nei prossimi anni, riducendo l’esposizione ad interferenti endocrini e a nuovi veleni come le microplastiche e le nanoplastiche, che sono costituiti in parte dagli interferenti endocrini.

 

 

Dr Pasquale Cioffi