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Garantita assistenza ai celiaci, alimenti gratis a 200mila

Domani decreto a Conferenza Stato-Regioni. Anche piatti pronti

Redazione PdN

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Garantita assistenza ai celiaci, alimenti gratis a 200mila

ROMA. Resteranno gratuiti gli alimenti senza glutine per i celiaci, inclusi piatti pronti e preparati: il rischio di un taglio drastico alle prestazioni per i circa 200mila italiani affetti da celiachia è stato infatti evitato ed il nuovo decreto sull'assistenza ai celiaci, la cui approvazione è attesa domani in Conferenza Stato-Regioni, conferma il diritto all'erogazione gratuita degli alimenti senza glutine, sebbene con una riduzione media dei tetti di spesa del 19%.

Soddisfatta l'Associazione italiana celiachia (Aic) che sottolinea come siano stati evitati "tagli shock" e sia stata assicurata ai celiaci una corretta terapia. Infatti, la modifica dei tetti di spesa, con una riduzione del 19% che corrisponde ad un risparmio per lo Stato di circa 30 mln di euro, "non è una sforbiciata che compromette l'assistenza ai pazienti ma - spiega l'Aic - una revisione razionale, che tiene conto della riduzione dei costi degli alimenti senza glutine, calati dal 2006 a oggi del 7% nelle farmacie e fino al 33% nei supermercati, e dei fabbisogni energetici della popolazione definiti dalle più recenti evidenze scientifiche". Infatti, si lascia immutata la copertura del 35% dell'apporto calorico giornaliero da carboidrati privi di glutine e si mantiene l'attenzione su specifiche fasce d'età con bisogni particolari.


Così, ad esempio, nella primissima infanzia il tetto di spesa cresce del 24% (da 45 a 56 euro) mentre resta pressoché invariato nella fascia adolescenziale. I tetti di spesa per l'acquisto dei prodotti senza glutine attraverso i buoni erogati dal Servizio Sanitario Nazionale sono inoltre strettamente correlati ai LARN, i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti per la popolazione: stabiliti dalla Società di Nutrizione Umana e aggiornati nel 2014, sono il punto di riferimento per definire il fabbisogno energetico della popolazione.

I nuovi LARN del 2014, "più sofisticati e maggiormente aderenti agli stili di vita più diffusi, vedono ridotti i fabbisogni energetici medi rispetto ai riferimenti utilizzati nel 2001, quando il decreto Veronesi introdusse per la prima volta il tetto di spesa in base all'età, genere e relativi fabbisogni energetici - chiarisce Caterina Pilo, direttore generale Aic -. Il calo dei tetti dipende anche da questo".

Ma per i celiaci è anche in arrivo un'altra novità, per facilitare la vita dei malati: i ministeri della Salute e della Funzione pubblica stanno lavorando alla messa a regime dell'utilizzo di buoni digitali spendibili ovunque in Italia, anche al di fuori della propria Regione di residenza, per l'acquisto degli alimenti senza glutine. Attualmente, già in 4 Regioni i buoni sono digitali ed in mezza Italia l'accesso alla terapia senza glutine è possibile nelle farmacie ma anche al supermercato. Il risparmio stimato per lo Stato di 30 mln, sottolinea inoltre il presidente Aic Giuseppe Di Fabio, "costituirà un'importante riserva di risorse per venire incontro ai bisogni terapeutici dei pazienti che saranno diagnosticati nel prossimo futuro, in crescita al ritmo del 10% annuo, con 400mila nuove diagnosi attese". Ma i prodotti senza glutine rivestono anche un crescente peso economico: in Italia, infatti, rileva Coldiretti, "si spendono 320 mln di euro l'anno per acquistare prodotti senza glutine e non sempre - conclude la confederazione dei coltivatori diretti - per motivi legati alla salute".