LO SCONTRO

Lega-Pd, è guerra tra Bellachioma e D’Alessandro. E Salvini diventa «Capitan Findus»

Facebook senza filtri e senza limiti. Ma fa bene o no alla politica e ai partiti?

Redazione PdN

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Lega-Pd, è guerra tra Bellachioma e D’Alessandro. E Salvini diventa «Capitan Findus»

ABRUZZO. «Bellachioma ci dica dove sono i 49 milioni della Lega»,  scrive su Facebook il deputato abruzzese Camillo D’Alessandro.

«Hai fatto poco o nulla negli ultimi 5 anni», replica il leghista.

«E tu ti sei portato in Parlamento una proposta di legge sull’attività funeraria», risponde il democrat ricordando che Giuseppe Bellachioma  è proprio un imprenditore di quel settore.

 E’ ormai una vera e propria lotta nel fango virtuale tra l’esponente abruzzese della Lega Giuseppe Bellachioma da Roseto (fino a qualche giorno fa indicato anche come possibile candidato presidente alle prossime regionali abruzzesi) e il deputato Camillo D’Alessandro del Partito Democratico. I due si lanciano dardi infuocati da giorni.

Entrambi in Parlamento,  sono tra i politici abruzzesi più attivi sui social, usati senza filtri, come fino a qualche tempo fa solo gli attivisti grillini sapevano fare.

Adesso quel modo di fare politica ha contagiato un pò tutti. E che lotta nel fango sia.

 D’Alessandro sta facendo prove preliminari per assurgere al ruolo di frontman nazionale di un partito alla ricerca di volti nuovi.

Giovane, spigliato, diretto: il Pd, da Roma, rilancia i suoi video sui social e lui ieri esultava perchè la sua proposta di legge aveva trovato risonanza sui quotidiani nazionali

(quella di estendere a tutti i cittadini la rateizzazione dei debiti “modello Lega” in comode rate in 80 anni).  E poi le prime apparizioni nei salotti televisivi che se ti chiama uno poi ti chiamano tutti.

Per D’Alessandro il ‘Capitano’ Salvini diventa «Capitan Findus» (con quel modo di storpiare i nomi che fa molto Beppe Grillo), si spulcia le carte dell’avversario e sottolinea il possibile conflitto di interessi, gli ricorda che non vive in Abruzzo (in Parlamento con i voti delle Marche, dove vive) e alla fine gli dice pure che è simpatico.

 Che piaccia o no D’Alessandro ha deciso di usare Facebook senza filtri con risultati più o meno positivi.

Nei giorni scorsi, con le lotte intestine al partito e la lite in diretta sulla bacheca del deputato Pd, la sensazione è stata che forse in certi casi sia meglio lasciar perdere i social e tornare ad insultarsi e litigare lontano da orecchie e occhi indiscreti.

Qualcuno ne ha apprezzato la trasperenza, è vero, ma che questa faccia bene o male all’immagine del PD è un altro discorso.

Intanto Bellachioma non se ne sta con le mani in mano. Torna su Facebook e sfida l’avversario: «sappi che io posso anche essere un perfetto sconosciuto e tu puoi anche diventare il mio “segugio” in campagna elettorale però sappi che per diventarlo davvero non dovrai ne’ mangiare ne’ dormire per 40 giorni e da quello che vedo non sei molto abituato ai sacrifici. Comunque sarà un vero piacere vederti rincorrermi ma stai tranquillo che se dovessi, per caso, rimanere indietro mi fermo ad aspettarti. Tanto ti dovevo come risposta. Saluti e bacioni».  

 Intanto gli elettori seguono il siparietto. Scene del genere non spostano voti ma al massimo qualche mouse dei sostenitori più incalliti che corrono da una bacheca all’altra per lanciare cuoricini o scrivere insulti. E così all’infinito.