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Mercatino etnico, sindaco Alessandrini avverte: «si va avanti, nessuno stop»

Si ricomincia lunedì

Redazione PdN

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PESCARA. «I lavori del cantiere del mercatino etnico e dell’integrazione non sono affatto bloccati».

La precisazione arriva dal sindaco di Pescara, Marco Alesandrini, che conferma l’intenzione della sua amministrazione di andare avanti, nonostante le richieste delle opposizioni e dei commercianti.

Nella giornata di ieri la ditta che si è aggiudicata l’appalto ha proceduto alla demolizione di un muro e riprenderà le attività nella giornata di lunedì.

«Questo accadrà secondo il cronoprogramma deciso dal direttore dei lavori e secondo l’organizzazione che la ditta si è data per dare esecuzione al capitolato del progetto approvato in Consiglio Comunale», avverte il sindaco, spegnendo gli entusiasmi di quanti avevano ipotizzato uno stop.  

Intanto Confesercenti chiede che i lavori vengano sospesi, e in alternativa che si dia immediatamente un’altra connotazione a quello spazio: «se mercato deve essere, che sia un mercato di tutti, un nuovo mercato per tutti i commercianti e non solo quelli di determinate etnie o che vendano solo prodotti etnici. Non può essere il tunnel della stazione il luogo dell'integrazione e non può essere quello lo strumento da adottare. Se è volontà dell’Amministrazione comunale sostenere l’integrazione, l’unica strada da percorrere è quella di evitare assolutamente la costruzione di un ghetto nel cuore della città».

Anche il Movimento 5 Stelle, ribadisce la propria ferma contrarietà alla realizzazione del mercatino etnico nel sottopasso della stazione centrale, che prevede l'utilizzo di 250.000 euro di soldi pubblici dei pescaresi.

«Non va dimenticato che la situazione odierna è certamente figlia di chi, mentre governava Pescara, ha consentito in pieno centro cittadino lo svolgimento di un mercato del falso: 20 lunghi anni in cui centrodestra e centrosinistra hanno le medesime responsabilità.» commenta la capogruppo Enrica Sabatini.

Il Movimento 5 Stelle, da più di due anni propone come alternativa di integrare tutti gli operatori, nei mercati esistenti o in mercati rionali sperimentali, coloro che già vi lavorano e coloro che dovrebbero essere collocati nel sottopasso, con posizioni amministrative in regola e con tutti i titoli abilitativi necessari per l’esercizio dell’attività commerciale, per garantire a tutti di esercitare l’attività nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie, dei requisiti di sicurezza ed adempiendo, inoltre, agli oneri imposti dai regolamenti comunali sul commercio.

«Per risolvere le criticità create dal Partito Democratico con l’approvazione del progetto del mercato nel sottopasso della stazione,» concludono le consigliere «non percorreremo la falsa, se pur redditizia, strada della passerella elettorale, ma cercheremo di inserire tale area all'interno di un ridefinizione urbana dell’intera area di risulta e per far questo andrà prima fermata, nei luoghi, nei  tempi e con gli strumenti della democrazia, la folle privatizzazione del centro urbano che il Sindaco vuole portare avanti e che ci vedrà in aula a partire dal prossimo lunedì».